Rachel si trasformó in mia madre. Inizió ad elencarmi ogni motivo per cui non dovevo allontanarmi dal campo. Avrei voluto stordirla con la torcia e scappare, ma mi sembrava così simpatica.
-E per ultimo, ma non meno importante, verresti divorata non appena superato il Pino di Talia- terminó i suoi trentun motivi.
-Okay, okay- alzai le mani all'altezza del petto -Rimarró quà- Le promisi.
-Domanda: Perchè te ne volevi andare?-
-Mi sembra di avertelo già detto o sbaglio?- scherzai.
-Intendo il vero motivo-
Sbuffai leggermente -Oggi è il mio compleanno e avr...-
-Auguri!- Rachel mi sorrise nel buio ed io la imitai.
-Grazie, comunque...e avrei voluto festeggiarlo con mia madre, come tutti gli anni.-
-Mangiavate la Nutella, no?-
-Come facevi a...-
-Ho tirato a indovinare- mi fece un occhiolino e scomparve di nuovo nel buio. Sentii delle cose sbattere e cadere, poi riemerse con un barattolo di Nutella e due cucchiai di metallo. -Ringraziamo Travis e Connor Stoll-
-I ragazzi della capanna di Ermes?- chiesi stupita -Ma che cosa c'entrano loro con questa Nutella? Non l'avranno mica inventata loro?-
-No, ma hanno contribuito a rifornirci di essa- mi spiegó lei. Inizialmente non capii, ma mi ricordai delle poche lezioni di epica che avevo frequentato e non mi ci volle molto per capire che stavo mangiando della Nutella rubata in qualche supermercato. Finimmo la Nutella, ma avevo comunque voglia di andarmene.
-Elena, senti un po'...io vado...torno fra dieci minuti. Ah, non scappare o ti appiccico a un pino, okay?- soffocai una risata e le risposi con un "okay".
Ne approfittai per guardare meglio nella grotta, c'erano: una coperta in pail, un comodino in vimini, una spazzola rosa, uno specchio e parecchi fogli da disegno e matite colorate. Pescai dal cassetto dei fogli pieni di abbozzi e disegni vari. Non so se essere l'Oracolo di Delfi contribuisse in qualche modo a farti diventare un piccolo Leonardo da Vinci, ma i disegni di Rachel erano qualcosa di spettacolare. Sentii dei passi e sistemai più velocemente della luce i disegni e le matite, mi sistemai nel punto di prima e aspettai Rachel. Una figura femminile entró, poi un'altra e un'altra e un'altra ancora. Non credo che Rachel avesse la capacità di sdoppiarsi ed ebbi una fifa tremenda ad accendere la torcia. Avevo i battiti accelerati e il respiro mozzato. Mi sentii afferrare per le braccia e per le gambe e mi trascinarono fuori dalla caverna e mi ritrovai a pensare a come uscire da quel casino. Mi trascinarono evitando di farmi sbattere la schiena contro la terra. Appena uscii dalla caverna non vidi niente per alcuni interminabili minuti. Era tutto così...così...visibile! Le quattro ragazze avevano dei passamontagna che coprivano la faccia di ognuna. I passamontagna nascondevano in parte i capelli, ma solo in parte perchè riuscii a vedere il colore della capigliatura di ognuna: due ragazze coi capelli rossi, rispettivamente lisci e ricci, una con i capelli bruni e una con i capelli biondi. Okay, iniziavo a non capirci più niente.
-Rachel, Abby, Annabeth e Piper! Cosa. State. Combinando?- sbottai. Mi lasciarono di colpo e scapparono oltre un albero. Le sentii borbottare, poi rispuntarono senza i passamontagna. Le loro facce dicevano "Oh-merda-cosa-capperetti-facciamo-adesso-okay-cerchiamo-di-soffocare-le-risate-altrimenti-Elena-ci-scambia-per-psicopatiche". Troppo tardi: erano andate. Tempo tre secondi ed esplosero in fragorose risate. Io le guardavo impassibili, poi si ripresero e Rachel fischió. Dagli altri alberi spuntarono fuori gli altri ragazzi del campo. Mi sentivo stupida a non averli notati prima. Mi vennero incontro a gruppi battendomi il cinque o abbracciandomi e urlando "auguri!" a più non posso. Sparsi per quasi tutto il bosco c'erano dei tavoli con cibo e bevande e alcuni ragazzi della casa di Apollo suonavano i loro strumenti. Le ragazze avevano sistemato tutto in dieci minuti. È stata la festa più bella del mondo, mi dispiace mettere in secondo piano mia madre, Manhattan e la Nutella, ma mi sono sentita a casa.

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la profezia
Fanfiction[Spoilers of PJO & HOO] !COMPLETATO! Ci sono scuole e scuole, si è sempre detta Elena. Lei, fin ora, ha sempre frequentato scuole "speciali" pensate e costruire per persone "speciali" quale lei è. Sua madre, dopo l'ultima espulsione dovuta a un peta...