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=>Nashi
Ero dentro. Ero riuscita ad arrivare alla loro base. Mi misi in piedi, guardandomi intorno: le pareti erano di pietra scavata, illuminate da fiaccole incastrate in esse. Sembrava un corridoio, tutte le guardie svenute che erano state teletrasportate ora si trovavano a terra, in un unico mucchio. Non potevo restare lì, presto il pelato mi avrebbe raggiunta e non potevo perdermi in combattimenti che avrebbero solo attirato altri suoi compagni. Ero nella loro sede, l'attacco diretto non poteva funzionare e in mancanza di Reiki, dovevo riuscire ad elaborare un piano più o meno decente. Non sapevo se avrei potuto farlo, pianificare non era mai stato il mio forte. Preferivo improvvisare. Iniziai a percorrere il tunnel, prendendo la direzione dalla quale sentivo provenire delle voci, troppo lontane per capire di cosa stessero parlando.
L'ambiente era freddo e umido, era davvero un posto tetro, degna sede di una gilda oscura.
Non sapevo se tutta la struttura fosse effettivamente sotterranea o se fossi finita in una sottospecie di segreta, fatto sta che seguendo le voci prima o poi avrei sicuramente trovato qualcuno.
Dopo qualche minuto raggiunsi uno spiazzo circolare, dal quale si diramavano quattro porte. Iniziavo a sentire dei rumori provenire anche da dietro di me, ed era meglio che mi sbrigassi se non volevo essere colta in flagrante. Scelsi una porta a caso e sgusciai all'interno, nel buio più totale, non c'era alcuna forma di illuminazione, così dovetti crearmela da sola. Una piccola fiammella apparve sul mio dito, creando un alone di luce sulle pareti rocciose.
Proseguì per il corridoio finché non trovai un altra porta, questa volta in metallo, blindata come se all'interno ci fosse qualcosa di importante.
Non percepivo nessun rumore provenire da lì, quindi presumetti non ci fosse nessuno. Iniziai a fondere tutti i lucchetti e le sbarre che tenevano chiusa la porta, ma finí per scioglierne direttamente metà. Spinsi ciò che ne restava ed entrai.
Una sala enorme, rettangolare, stracolma di armi di ogni genere. Rimasi a bocca aperta, non avevo mai visto così tanti strumenti di tortura in una sola volta. Spade, mazze chiodate, fruste ed ogni aggeggio umanamente immaginabile era presente in quella sala. Camminai tra le armi, osservandole attentamente. Su scaffali erano riposte polveri e liquidi dei quali non volevo immaginare la funzione, lance e scudi erano accalcati alle pareti o ordinatamente disposti su strutture apposite.
Mi bloccai, osservando quell'asta in legno che avevo già visto. Era della stessa fattura della lancia che aveva ferito Storm. Strinsi i denti dandole fuoco.
Ci pensai un momento, e per una volta dare fuoco a tutto poteva essere l'idea più sensata. Distruggere tutte le loro armi li avrebbe costretti ad utilizzare solo la magia, e sarebbe stata una cosa in meno di cui preoccuparsi.
Mi misi al centro della sala, circondandomi di fiamme roventi, che già incendiarono gli oggetti in legno più vicini.
"Karyu no yokugeki!" feci un mezzo giro su me stessa, mentre le fiamme si espandevano per tutta la sala. Ogni centimetro era avvolto dal fuoco, che piano piano stava fondendo e bruciando le armi.
Stava funzionando, finché, ovviamente, qualcosa non andò storto. Le ampolle sugli scaffali che avevo visto prima iniziarono ad esplodere una dopo l'altra, provocando rumori che sicuramente qualcuno avrebbe percepito.
Uno strano fumo blu si espanse nella sala, attraversando indisturbato le fiamme che ancora vorticavano nell'aria.
"Merda!"
Mi coprì la bocca ed il naso con la mano, avventandomi verso la porta. Quello era un vicolo cieco, se volevo avere qualche speranza dovevo uscire da lì.
Le nubi di fumo si ingrandivano ogni volta che un'ampolla esplodeva e, nonostante stessi cercando di non respirare, il fumo si insinuò nelle mie narici e nella mia bocca. Presi a tossire convulsivamente, la mia concentrazione andò a farsi benedire e le fiamme si spensero, lasciando mucchi di ferro sciolto e di cenere sparsi ovunque. Dovetti arrestare la mia corsa, sentivo i polmoni pieni di fumo e mi riusciva difficile respirare. Percepivo i passi dei nemici che ormai mi avevano quasi raggiunta. Non mi restava che combattere.
Indietreggiai di qualche passo, preparandomi a colpire.
Appena vidi degli uomini entrare da quello che restava della porta, lanciai il mio incantesimo.
"Karyu no hoko!" il mio ruggito raggiunse alcuni di loro, ma dovetti interrompere l'attacco a metà, colta da un attacco di tosse che mi tolse il respiro. Caddi sulle ginocchia, mentre cercavo in ogni modo di espellere il fumo che era entrato nel mio corpo e che sembrava non aver alcuna intenzione di uscire.
"Ha distrutto le armi!"
"Il capo ci ucciderà"
"Forse, ma prima noi uccideremo lei"
Sentivo il sudore colare lungo la mia schiena e le mie tempie e, tra gli sbuffi di fumo blu che ancora alleggiavano nella stanza, vedevo una decina di persone che mi osservavano furiose.
Ma si muovevano sempre in gruppo, quelli?
Mi rimisi in piedi, un sorriso forzato sul viso.
"Fatevi sotto"
Non se lo fecero ripetere due volte. Incendiai un pugno, colpendo in viso un uomo e, con la gamba, ne presi in pieno un altro.
Non avevo nemmeno tempo per riprendere fiato tra un attacco e l'altro, anche se probabilmente non ci sarei riuscita lo stesso.
Tenevo a bada gli ascessi di tosse e quelli che sembravano membri ordinari contemporaneamente, non era una grande fatica.
Ero in vantaggio, potevo farcela, metterli fuori gioco e trovare i miei genitori senza dare il tempo ad altri di trovarmi e fermarmi. Sentivo l'adrenalina nelle vene, colpivo come una furia.
Sferrai un calcio ad un uomo che aveva provato ad afferrarmi, e mi diedi la spinta per colpire un suo compagno, ma, mentre scendevo verso il viso del nemico un improvviso ulro mi trafisse i timpani. Un solo urlo fu in grado di farmi rannicchiare su me stessa per il dolore. Ogni traccia della sicurezza che possedevo un istante prima svanì nel nulla. Caddi a terra su un fianco, mentre le grida aumentavano di numero e di intensità.
Piano piano tornai a percepire i polmoni pieni di qualcosa che non era ossigeno, mi sembrava di star affogando.
Le voci iniziarono a parlare, e il desiderio di farle smettere mi divorava le viscere. In un attimo di lucidità mi resi conto che quella doveva essere la magia con cui avevano attaccato la gilda. Strinsi i denti, mentre parole angosciosce si facevano spazio tra le urla di disperazione. Un macigno sul petto mi rese quasi impossibile respirare.
"arrenditi, non c'è speranza, morirai"
Nella mi testa si sgolavano tutte le anime che erano cadute vittime di quella magia nera. Ogni loro grido mi bruciava la pelle, tutti i muscoli. Ironico: bruciare, io? Una maga del fuoco? Eppure non saprei come descrivere in altro modo quell'agonia.
"Morirai, morirai" riuscì a notare come tutto attorno a me si era fermato, come tutte le guardie si fossero fatte da parte, immobili a guardarmi contorcermi per il dolore, ero frustrata, ma in quel momento non avevo la lucidità necessaria per pensare allo spettacolo che stavo dando. Li sentivo solo ridacchiare.
Poi un fumo nero che si mischiò con quello blu preannunciò l'arrivo di un uomo magro, estremamente alto e cupo, ogni suo poro emanava magia oscura, ogni suo tratto mi metteva i brividi, la pelle cadaverica ed il corpo coperto da un mantello viola scuro che metteva in risalto le labbra rosse, rosso sangue. Gli occhi neri pieni di goduria.
"Morirai, morirai. O se non tu, loro lo faranno" la sua risata riecheggiò nella mia testa, insieme alle urla che mi laceravano ogni secondo di più, non ero pienamente consapevole degli spasmi che il mio corpo stava avendo, ma sentivo le calde lacrime che scorrevano sulle mie guance sporche di polvere e del sangue ormai secco di Storm.
Storm, Nova, Gale, Reiki e persino Kasumi.
Chissà se stavano bene, speravo di sì.
Chissà se erano arrabbiati con me. Chissà se stavano arrivando.

In un ultimo attimo di lucidità potei sentire la mia voce unirsi allo straziante coro che stava cantando nella mia testa.

Our Time [Fairy Tail Next generation] La tua prossima ossessione. Scoprilo ora