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=>Storm

Un fastidioso russare mi strappò senza delicatezza dal mio sonno. Non dormivo mai profondamente e, anche se inconsciamente, restavo allerta pure durante la notte.
Mi misi seduto sul sacco a pelo, guardandomi intorno. Ci eravamo disposti a cerchio attorno al fuoco che era ancora stranamente acceso, cercai la fonte del rumore e, senza stupore, notai Gale con la bocca spalancata. Non capii subito se stesse russando o cercando di imitare una locomotiva.
Mi passai una mano sugli occhi ed ero sul punto di tornare a dormire quando notai un sacco a pelo vuoto. Mi alzai in piedi, confuso e leggermente preoccupato. Ciò spiegava il perché il fuoco fosse ancora acceso: Nashi era sveglia, ma non era lì.
Mi guardai intorno e mi incamminai nel bosco, una direzione a caso sperando di avere fortuna. Non poteva essere andata troppo lontana.
Sbuffai, spostando dei rami che mi intralciavano la strada. Come le era venuto in mente di allontanarsi da sola nel bel mezzo della notte?
Percorsi ancora qualche metro e poi la vidi: era seduta a terra, i piedi incastrati sotto una radice sporgente e  le braccia strette al petto, il suo busto si alzava ed abbassava ritmicamente compiendo degli addominali e, ogni qual volta il suo petto raggiungesse le sue ginocchia, tirava dei pugni verso il nulla, per poi richiudere le braccia al petto e ritornare con la schiena appoggiata al terreno. I capelli erano legati in una coda alta e la pelle luccicava leggermente alla luce della luna. Il busto era coperto solamente dalle fasce che ancora portava per impedire ai tagli sulla schiena di infettarsi e portava dei pantaloncini corti, potevo vedere chiaramente i muscoli contrarsi ad ogni ripetizione.
Perché diavolo si stava allenando a da sola, per di più a quell'ora?
Mi sapevo muovere discretamente veloce ed in silenzio, ed era una cosa che alla rosata dava sui nervi. Nemmeno con i suoi sensi a volte riusciva a percepirmi. Quindi ovviamente lo facevo ogni volta in cui ne avevo l'occasione.
Ma non quella notte, probabilmente era più concentrata del solito, perché mi sentí arrivare.
"Storm, so che sei lì" disse, senza fermare il suo allenamento. Rimasi di sasso, colto alla sprovvista.
"Beccato, adoro osservare come un maniaco le ragazze che si allenano" la provocai, raggiungendola e arrivandole di fronte.
"Fai pure, non ho intenzione di smettere" mi disse, infuocando i pugni  e colpendo nuovamente il nulla. Mi chinai di fronte a lei, osservandola alzarsi e riabbassarsi e schivando i pugni che prima tirava al nulla, ora a me.
"Dovresti dormire" le feci notare, osservando il suo muoversi sempre più lentamente. Chissà da quanto tempo andava avanti.
"Potrei dire la stessa cosa" mi rimbeccò, continuando imperterrita.
Feci una smorfia, bloccando il suo ultimo pugno con la mia mano e impedendole di continuare.
Sapevo quanto poteva essere testarda e impulsiva, e avevo notato come fosse turbata e irrequieta negli ultimi giorni, più del normale.
"Lasciami" sbottò, ritraendo bruscamente la mano e rialzandosi con un balzo, seguita a ruota da me.
Nashi Dragneel amava dormire e mangiare, secondi per lei solo al combattere. Se mangiava poco come aveva fatto la sera precedente e rinunciava al sonno per allenarsi c'era davvero qualcosa che non andava.
Si gettò a terra, prendendo a fare flessioni su flessioni, facendomi solo irritare. Notavo io che era sfinita, come poteva non farlo lei?
"Dragneel, smettila"
"Smettila tu, ghiacciolo, vai a dormire e non rompermi le palle"
L'aveva voluto lei, allora. Mi misi alle sue spalle e mi lasciai cadere in avanti, schiacciandola a terra con il mio peso.
Lei lanciò un urletto quando le sue braccia cedettero e si ritrovò con la faccia spalmata sul prato.
"Sei scemo! Alzati, cazzo!" mi inveí contro, agitandosi come una pazza ma senza smuovermi di un millimetro.
Ero decisamente più massiccio di lei, che per quanto forte fosse, mi avrebbe difficilmente sollevato normalmente, figuriamoci se io avessi fatto resistenza come in quel momento.
Passò un minuto buono prima che si arrendesse, lasciandosi andare sotto al mio peso e nascondendo il viso tra le braccia incrociate. Mi alzai sui gomiti per poi spostarmi difinitivamente su un lato.
"Vuoi dirmi cos'hai?" la vidi irrigidirsi, stringendo forte i pugni mentre si tirava in ginocchio. Mi rivolse uno sguardo gelido che decisamente non era da lei.
"Prova ad indovinare" mi disse, un tono tagliente che mi lasciò di stucco.
Era la seconda volta in troppo poco tempo che mi ritrovavo di fronte una delle persone a cui volevo bene con un peso sulle spalle che non comprendevo.
Stetti zitto, nonostante avessi una vaga idea di cosa potesse turbarla.
Lei sorrise amaramente, distogliendo lo sguardo.
"Ci stiamo davvero mettendo troppo" mormorò, prendendo a strappare convulsivamente ciuffi d'erba.
Ci stavamo mettendo il meno possibile.
"Nashi, non abbiamo modo di fare più in fretta" le dissi, stringendo i denti. A nessuno di noi faceva piacere metterci così tanto. Ogni secondo in più che ci separava dai nostri genitori aggiungeva ansie e paure a quelle che già avevamo di base.
"Lo so. Ma ci stiamo comunque mettendo troppo. Li hanno tra le loro mani, mentre noi dormiamo potrebbero fargli di tutto" la sua mano prese fuoco accidentalmente e lei guardò stupita l'erba bruciare sotto al suo tocco.
Deglutí, mentre scene orrende prendevano forma nella mia mente. Avevo così tanta voglia di abbracciare i miei genitori...
Non dissi nulla, perché di fatto non c'era nulla da dire. Ogni rassicurazione sarebbe stata una bugia. Avevamo solo da puntare su di loro, credere che avrebbero resistito abbastanza a lungo da permetterci di salvarli, e credere che saremmo stati in grado di farlo.
"Posso abbracciarti?" le domandai, in uno slancio improvviso di cui mi vergognai subito. Ma che diavolo mi era passato per la testa? Mi aspettavo già una sua risata e qualche battuta che avrebbe dato inizio ad una rissa, ma nulla di tutto ciò arrivò.
Mi ritrovai in un istante con il viso affondato sul suo petto e le sue braccia strette attorno al mio collo. Spalancai gli occhi, rimanendo immobile per un istante, per poi avvolgere le mie braccia attorno alla sua vita e chiudere gli occhi.
Morivo dalla voglia di abbracciare i miei genitori, ma abbracciare Nashi in quel momento era più che sufficiente.
"Invece come stai tu, ghiacciolo?"
"Sono stato meglio, Fiammella"
"Vinceremo, tutti insieme"
"Sì, vinceremo"

Our Time [Fairy Tail Next generation] La tua prossima ossessione. Scoprilo ora