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=> Nova
"Pensavo di poter iniziare con te, biondina, ma a quanto pare sarà la bambina la prima ad essere fatta fuori" le parole della donna mi entrarono da un orecchio e mi uscirono dall'altro. Niente aveva più importanza oltre ai nostri amici che rischiavano di essere strangolati. Prendersela con gli indifesi era un gesto ignobile e lurido, degno della Gilda a cui Sakura apparteneva. Ogni secondo che passava il mio disprezzo per quei maghi cresceva vertiginosamente, e con lui anche la rabbia.
Potevo sentire la tensione nell'aria, percepivo la presenza di Gale e Reiki accanto a me, sentivo i loro muscoli tendersi come fossero i miei, la loro aura magica crescere insieme alla mia. Ero abituata a combattere al loro fianco, talmente tante erano state le battaglie in cui avevamo preso parte che ormai avevamo imparato a comunicare senza parole.
Quella era una battaglia come un altra, solo più difficile, più importante e ciò non fece altro che acuire le nostre capacità.
Nessuno aprì bocca eppure la nostra strategia d'attacco era chiara a tutti e tre.
Feci un salto indietro, lasciandomi cadere nel fossato che Reiki aveva creato, senza avere bisogno di vederlo sapevo che Gale aveva attaccato Sakura, mentre il rosso, in disparte, raggruppava le forze per un nuovo cambio stock.
Le sue armature avevano una forza straordinaria ma, a differenza della madre, lui ancora stava perfezionando la sua tecnica, era più lento nell'evocarle e gli costava più energia.
Mi arrampicai dall'altra parte del fosso, correndo immediatamente verso Kasumi e i due exceed.
"Resistete ancora un po'" le radici si stringevano ai loro colli, mentre altri rami, liberi, mi intralciavano la strada.
Il vero problema non era la forza di quella maga, ma la quantità di armi, se così le possiamo chiamare, a sua disposizione. Sembrava avere risorse infinite, tagliando una radice ne spuntavano altre due. Un graffio da una parte e uno dall'altra, andando avanti così avrebbe vinto per sfinimento.
In più, solo i miei attacchi diretti, i fulmini veri e propri, funzionavano su di lei. Non potevo contare sulle scosse: per quanto potenti potessero essere il legno le disperdeva.
Altro problema, non potevo attaccare le radici che intrappolavano i tre in modo diretto, avrei potuto ferirli. Dunque una domanda mi sorse spontanea: perché diavolo al mio posto non c'erano Gale con il suo metallo o Reiki con una delle sue spade? Forse avremmo dovuto considerare seriamente qualche modifica nelle nostre strategie, più tardi.
Un urlo furioso mi giunse alle orecchie poco prima di venire spinta con forza da uno strano vento. Persi la concentrazione cadendo in avanti sulle radici, che non persero tempo ad avvilupparsi attorno ai miei polsi e alle mie caviglie, forse con più forza della volta precedente.
E poi si misero a brillare.
"Forse non ha gradito la mia battuta sulla depilazione" mi sarei sbattuta una mano sulla fronte, avessi potuto. E poi avrei sbattuto un martello sulla testa bacata di Gale, nella speranza di risvegliare qualche ingranaggio sopito da tempo ormai.
Girando la testa mi ritrovai di fronte ad una donna albero fluorescente. O forse avrei dovuto dire radioattiva.
Nella mano Sakura teneva una boccetta vuota, mentre piano piano il suo corpo cresceva e si trasformava. Dei bozzoli spuntarono nella corteccia, muschio fluorescente ricopriva a chiazze la donna.
"Ecco, l'ho fatta arrabbiare. Porco schifo, qualcuno mi tappi la bocca ogni tanto!" sbraitò Gale, indietreggiando di qualche passo, il braccio ancora sotto forma di spada.
"Credo fosse una pozione. Nashi ci ha detto dell'alchimista. Penso sia opera sua" ci spiegò Reiki che, nonostante tutto quel caos, era comunque riuscito a ragionare e elaborare la situazione.
"Gale, fai a cambio con Nova" asserí, parandosi di fronte all'amico per permettergli di venire da me.
Mentre tiravo con forza i polsi per liberarli dalla stretta, le radici presero a bruciare. Bruciavano come acido, corrodendo la mia pelle. Un dolore acuto si espanse per tutto il mio corpo, annebbiandomi la vista. Finché i pezzi di legno non smisero di brillare cadendo a terra, morti.
"Salvata dal tuo eroe" gongolò Gale al mio fianco, dandomi una mano a rialzarmi. Misi a fuoco la bambina e i due gatti, liberi a qualche metro da lì.
"Vai con loro, proteggili e cerca gli altri" mi disse poi, serio.
Non volevo nascondermi, volevo combattere.
Eppure contro quel nemico ero inutile. Mio padre era il futuro nuovo master della Gilda, mia madre era una delle maghe più forti del continente ed io... Io ero così inutile. Non appena incontravo un nemico in vantaggio su di me subito diventavo un peso morto.
Strinsi i pugni, fissando il terreno.
"Nova, é tutto okay. Proteggili, solo tu puoi farlo" sapevo mentisse per farmi stare meglio, ma evitai di commentare. Ero un peso, l'avevo capito.
"Tornerò insieme agli altri" dissi, sperando di poter essere utile almeno in quello.
Sapevo benissimo che Reiki e Gale sarebbero stati in grado di battere quella donna da soli, a differenza mia.
Presi Kasumi per mano, mentre i due exceed mi seguivano volando, e mi inoltrai nel bosco, lasciandomi la battaglia alle spalle.

=>Reiki

"Devi sapere che eri più carina prima" commentò Gale, tornando al mio fianco.
"Così viene decisamente voglia di farti fuori"
La donna non la prese bene, d'altronde lui non era mai stato noto per la galanteria.
"Morite!" sbraitò Sakura, lanciandoci contro un numero sconsiderato di rami fluo. Non ero un esperto di pozioni, ma quella che lei aveva bevuto mi pareva tanto una miscela radioattiva, e la radioattività é nociva. Molto nociva soprattutto per chi ne entra a contatto direttamente.
Un po' come l'alcool, sul momento ti senti in paradiso, la mattina dopo all'inferno.
Se avevo ragione, quell'effetto dopante sarebbe durato ancora poco, dopodiché il suo fisico avrebbe cominciato a autodistruggersi.
Speravo che questo ragionamento fosse valido sia per le persone normali che per le donne albero.
Passò il tempo, e l'unica cosa che ci limitavamo a fare era tagliare, puntare al tronco e venire bloccati. Ogni singola volta l'attacco era formato da più rami dallo spessore anormale.
Non avevo idea di come fermare quel circolo vizioso, puntare all'origine delle radici sembrava l'idea migliore, ma queste erano costantemente coperte da altri rami. E noi iniziavamo a stufarci di saltare come cavallette.
"Qualche piano, genio del mio cuore?" chiese speranzoso il mio amico, tra un salto e l'altro.
"L'origine delle radici"
"come ci arriviamo?"
"Non ne ho idea"
"Attento!" non feci in tempo a spostarmi. Il vento mi spostò i capelli, mentre il legno mi scorticava la pelle della spalla, avvicinandosi pericolosamente al collo.
Mi lasciai cadere sulle ginocchia, automaticamente portai la mano sulla ferita, ma la ritirai immediatamente quando venne in contatto con la carne viva.
Sentivo il sangue colare lungo il petto e il cuore pulsare a mille, mentre i suoi diventavano ovattati.
Sentì vagamente Gale urlare, attaccare e venire respinto.
Lo vidi cadere accanto a me, mentre il mio cambio stock si annullava.
Ma lui si rialzò, prendendo a tagliare tutto ciò che la donna gli scagliava contro.
Pensavo veramente fossimo vicini alla fine finché il resto di un ramo non mi atterrò di fianco.
Dall'interno colava un liquido giallastro, tutt'altro che naturale. Forse avevo ragione, forse il siero radioattivo stava veramente rigirando le carte in tavola.
Mi sforzai di alzarmi in piedi, osservando i movimenti del nemico e di Gale. Lo vedevo stanco, ma allo stesso modo lo era Sakura. I rami erano sempre più rinsecchiti e meno fluorescenti.
Una speranza mi si accese nel petto.
Aspettai il momento giusto, quando finalmente la donna dovette usare i rami che coprivano le radici per attaccare, lasciando queste ultime scoperte.
Radunai le ultime energie e invocai un arco.
Tendere la spalla mi portò a provare un dolore assurdo, ma strinsi i denti e cercai di mirare al meglio, nonostante i muscoli tremolanti.
E poi tirai. E le presi in pieno.

Buonasera buonasera.
Mi spiace davvero per il ritmo assurdo che hanno preso i miei aggiornamenti, ma purtroppo non penso miglioreranno molto. Come ho già detto finirò la storia, dovessi impiegarci dieci anni.
Ci tenevo a dirvi che apprezzo ogni piccola stella e commento che lasciate, anche se li visualizzo sempre dopo mesi.
Quindi nulla, grazie per la pazienza :)

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