=> Storm
Quando mi ripresi, per un istante temetti di essere diventato una sardina.
Non so bene da dove mi venne questo pensiero, ma presumo che tutte le botte prese non avessero fatto bene al mio cervello.
Aprendo gli occhi mi ritrovai circondato da metallo, alla mia destra, alla mia sinistra, sopra...sembrava proprio di stare in una scatoletta.
Mi alzai di scatto, rischiando di sbattere la testa su quello che subito mi parve un soffitto molto basso e che poi realizzati essere un letto. Ero in un letto a castello di ferro in una stanza di ferro, senza finestre e illuminata solo da una lucina sfarfallante. Mi immaginai Gale a rosicchiare le pareti come spuntino.
Non mi biasimerete se l'idea di essere in una cella, subito dopo quella di essere in una scatola di sardine, mi passò per la testa.
Tirai giù i piedi dal letto, scoprendo che ogni singola fibra del mio corpo sembrava implorare pietà. Gemetti piano, spostando poi lo sguardo sul mio petto cosparso di abrasioni e lividi violacei, sfondo alla cicatrice che si prendeva il posto principale al centro del mio addome.
Tirandomi in piedi ebbi come un flashback generale sull'accaduto, e in un attimo il mio pensiero corse a Nashi. L'ultima immagine che avevo di lei non era molto bella. Ricordavo chiaramente il panico nel vederla a terra, impotente, mentre quel mostro le si avvicinava. Avrei fatto qualsiasi cosa, anche iniziare a lanciargli pietre, pur di fermarlo. Mi sembrava di aver smesso di respirare per un momento, quando l'avevo persa di vista, nascosta dal corpo di Shou, enorme in confronto al suo.
Era una sensazione che non volevo più provare.
Mi trascinai verso la porta e proprio quando ero ad un palmo da essa qualcuno dall'esterno l'aprí di scatto, sbattendomela sul naso.
Quella decisamente non era la mia giornata.
Mugolando e imprecando feci qualche passo indietro con la mano sul naso.
"Ehi, ragazzone! Buongiorno!" saltellando come un cerbiatto, Gale fece il suo ingresso nella stanza.
"Porca miseria! Brutto idiota. Mi hai rotto il naso, oltre che le palle!"
"Ghihi! Ci siamo svegliati male eh?" il ragazzo si chiuse con poca delicatezza la porta alle spalle, ghignando per poi avvicinarsi a me intenzionato a darmi una pacca sulla spalla.
"Non provarci neanche." mi scansai, guardandolo male. Mettendo su un broncio finalmente si allontanò da me, riducendo di molto le mia possibilità di farmi male ancora una volta.
"Lascio correre solo perché ci servi tutto intero" sbuffò poi, saltando sul letto più alto, rischiando di sbattere la testa sul soffitto. Si sdraiò con le braccia dietro la testa e le gambe incrociate, come se non avesse nulla di meglio da fare.
Mi sedetti su una sedia posta in un angolo della stanza, sbuffando.
Osservando i suoi vestiti puliti, le ferite ormai totalmente cicatrizzate e le sopracciglia che sembravano disegnate, mi chiesi per quanto tempo avessi dormito.
Inconsciamente portai la mano all'addome, sulla cicatrice, ancora leggermente in rilievo, alla cui presenza mi stavo pian piano abituando.
"Mi aggiorni i devo tirare a indovinare?" domandai, scocciato, mentre lui si girava su un fianco, sostenendo la testa con la mano.
"Per quanto mi piacerebbe sentire le tue teorie temo di non avere troppo tempo da perdere" iniziò, infilandosi un chiodo in bocca.
"Perché, dove devi andare?" mi corrucciai.
"Oh, nulla di importante. Piccola missione di salvataggio pre-guerra" un campanello di allarme suonò nella mia testa.
"Chi devi salvare, esattamente?" domandai, alzandomi in piedi.
"Hai perso la memoria? Sai... Hell's Hunter... Fairy Tail... I nostri genitori, idiota, chi altro se no?" le sue parole mi provocarono una strana reazione. Ero sollevato dal fatto che tutti gli altri stessero bene, ma allo stesso tempo il ricordo dei miei genitori mi colpì in pieno, destabilizzandomi un momento.
Da quando Nashi era tornata dalla loro base e ci aveva detto cosa era successo a Natsu e Lucy avevo dato per scontato che ormai... insomma, più che pensare a salvarli avevo pensato a come riportarli indietro.
La rosata aveva detto che suo padre era diventato una pietra e, nonostante lei ne parlasse come se fossero effettivamente...morti, avevo dato per scontato ci fosse un modo per farli tornare normali. Ci doveva essere.
La magia di un mago equivale quasi alla sua stessa anima, alla sua vita e, se quella gilda aveva incanalato il loro potere in delle pietre, significava che loro erano ancora lì, in qualche modo.
Ma Gale sembrava credere ancora di poterli tirare fuori fisicamente. E non solo lui, visto che avevano organizzato questa missione di salvataggio.
Non sapevo cosa dire. Non avevo idea di che parole usare per fargli pensare a ciò a cui avevo pensato io.
Sospirai, portandomi la testa tra le mani.
"Gale... Io non penso sia possibile tirarli fuori in questo modo. Non credo siano ancora chiusi in una cella, non credo esistano più...fisicamente" mormorai, alzando lo sguardo ed incontrando gli occhi rossi del mio amico.
"Lo so cosa è successo a Natsu. E so che probabilmente anche mamma, papà e tutti gli altri sono diventati delle pietre cariche di magia. Ma non vale comunque la pena tentare?" mi morsi la lingua, pensando a cosa potesse effettivamente portare una missione del genere.
"non andiamo lì per combattere. Entriamo, cerchiamo le prigioni e liberiamo chi troviamo. Alla più brutta recuperiamo la famiglia di Kasumi e poi torniamo per i nostri genitori. E gli facciamo il culo" lo sguardo deciso di Gale sembrava trapassarmi da parte a parta, serio come non pensavo potesse mai essere. Annuì piano e mi appoggiai allo schienale della sedia, sospirando.
Mi presi quasi un infarto quando la porta si spalancò nuovamente, sbattendo contro il muro. Ma nascosi il tutto e mantenni la mia compostezza, un gelo degno di un mago del ghiaccio.
Una testa bionda fece capolino, la coda di cavallo frustava l'aria mentre entrava spedita nella stanza.
"Continuo a sentire borbottare, il ragazzo corrucciato si è svegliato?" sputó senza esitazione, le mani sui fianchi e la testa alta. Quando i suoi occhi vagarono per la stanza e mi individuò, sereno sulla mia sedia in metallo nella stanza in metallo, il suo viso si contorse in una smorfia.
Felice di vedermi, presumo.
"Ohi ohi, brutta cicatrice e brutta cera, torna a letto, ragazzino!" rimasi perplesso da questa sua improvvisa versione crocerossina. Anche se le sue doti in campo medico erano piuttosto buone una cosa che Nova Dreyar non avrebbe mai fatto era l'infermiera apprensiva. Ti fai male? Benda, pasticca e fuori a calci in culo.
"Sto bene, ho dormito già abbastanza" risposi, guardandola di traverso.
"Eggià, Nova cara, due giorni bastano e avanzano" la incalzó Gale, portandomi a saltare in piedi in un secondo, completamente colto di sorpresa.
"Due giorni?! Perché cavolo non mi avete svegliato?!" sbraitai, la bocca aperta.
Due giorni persi, buttati via per lasciarmi dormire. Erano impazziti o cosa?
"Rilassati, ghiacciolo, avevamo tutti bisogno di riposare" immaginai avessero legato Nashi ad un palo o qualcosa di simile, perché proprio non ce la vedevo a farsi una pertita à scacchi a cento metri dal nemico.
Ma poi, cosa ne sapevo io della distanza tra noi e il nemico? Non avevo la più pallida idea di dove fossimo, cosa fosse successo e perché.
"Credo abbiate un bel po' di cose da spiegarmi" guardai i due mentre, per l'ennesima volta, la porta si apriva, rivelando un vecchietto alto e magro con un vassoio in mano. Ci guardò sorpreso, e mi chiesi chi diavolo fosse e dove avesse preso quegli orrendi occhiali a mezzaluna.
"Oh, buongiorno. Che ne dite di una tazza di tè?"
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Our Time [Fairy Tail Next generation]
FanfictionDa quando Acnologia e Zeref sono stati sconfitti, tutti i membri di Fairy Tail sono andati avanti, hanno combattuto per crearsi un futuro, hanno allargato la loro famiglia. La nuova generazione è nata in tempo di pace. I ragazzi sono cresciuti tra m...
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