"H, posso?" chiede Louis bussando alla sua porta.
"S-si" risponde il più piccolo con tono affaticato "Caz-zo".
"Che stai...?" il più basso entra in camera e alza un sopracciglio vedendolo seduto sopra la valigia stracolma, cercando di chiuderla pesandocisi sopra, senza ottenere alcun risultato "guarda che stiamo via una notte, non due settimane."
"Si...lo so, è che io...non sapevo cosa portare" spiega mentre si alza rinunciando a chiuderla.
"Porta un cambio leggero e uno pesante, e qualcosa di elegante per la festa...ehm diciamo la cosa più elegante che hai, mio padre ci tiene a queste cose" si siede sul suo letto e butta un occhio all'interno della valigia, sistemandosi a gambe incrociate.
"Quelle sono.." socchiude gli occhi riflettendo "...almeno una decina di magliette" conclude mentre indica una pigna di vestiti.
"Ehm si, forse non mi servono tutte" Harry si gratta la testa e tira fuori le magliette selezionandone solo un paio "è che non so mai quale mi va di indossare"
"Forse..." mormora l'altro in un ghigno.
Una ventina di minuti dopo la valigia è pronta e contiene solo il necessario, più o meno, forse due costumi non gli serviranno, ma gli piace essere previdente.
"Bene" il più grande batte le mani e salta giù dal letto "io vado a dormire"
"Sono le nove" ribatte Harry sorpreso.
"Si, ma alle sei di domani mattina io voglio partire, per evitare almeno il traffico mattutino di Los Angeles, perciò ti consiglio di fare lo stesso" con una scrollata di spalle se ne va augurandogli la buonanotte.
Harry decide di seguire il suo consiglio, guarda un episodio di Criminal Minds e verso le dieci è già profondamente addormentato.
"Sei davvero di compagnia, intendi essere così loquace per tutte le sei ore e mezza di viaggio?" chiede Louis sarcastico mentre attraversano Los Angeles.
Sono partiti da meno di un'ora e tutto quello che ha fatto Harry da quando si è svegliato è stato indossare i vestiti ancora con gli occhi chiusi, scendere dalle scale ancora con gli occhi chiusi - rischiando di spezzarsi l'osso del collo - mangiare un biscotto e mezzo, ancora con gli occhi chiusi, e salire in macchina.
"Mh...ho sonno" mugugna "tu come fai ad essere così attivo?"
"Caffè" suggerisce "c'è un thermos nel borsone se ne vuoi" Harry si volta ancora assonnato tastando con una mano alla ricerca del caffè, per poi prenderne due lunghi sorsi mentre l'altro ridacchia.
Sono circa all'altezza di Santa Barbara quando Harry cambia stazione radio, dopo aver sbuffato, abbandonando fınalmente le continue notizie sulla situazione traffico, con cui sospetta Louis sia leggermente fissato.
Non contento, continua a passare da una stazione all'altra, borbottando perchè non trova nulla di interessante, poi attacca il suo cellulare sotto lo sguardo critico del più grande, che però non dice nulla.
Parte The man who can't be moved dei The Script, Harry sghignazza e inizia a cantare, la voce roca e morbida che si propaga tra di loro, Louis sbuffa, ma dopo meno di trenta secondi si unisce alla sua voce e cantano l'intera canzone a squarciagola insieme.
"Hai una bella voce" commenta Louis, facendo colorare le sue guance di un rosa tenue.
Passano la successiva ora a cantare tutta la playlist preferita di Harry, scoprendo che il più grande conosce praticamente tutte le canzoni a memoria, fino a quando si fermano a fare una sosta in una stazione di benzina sperduta nel bel mezzo del nulla sulla statale 101.
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Driving Down The 101 | L.S.
FanfictionDalla storia: Il problema è che quella estate, ovvero quei tre mesi di cazzeggio assoluto post-esami in cui avrebbe potuto svagarsi con gli amici, passare le serate vagando tra i pub londinesi, andarsene al mare nel sud dell'Inghilterra o, per dirne...
