Only The Brave

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Na
Ho cambiato il titolo del capitolo perché non ho resistito.
L'og era "Fight like a brave"
Buona lettura

Harry si sveglia che il sole sta tramontando, apre gli occhi mentre si lascia ancora un po' cullare dalle note di Good Riddance dei Green Day, poi si volta piano, sentendo un leggero dolore al collo dovuto alla posizione scomoda sul sedile del passeggero, e incontra lo sguardo adorante di Louis che sta guidando.

"Non posso credere che questi due giorni siano già finiti" borbotta accigliato, una piccola ruga si forma tra le sue sopracciglia e sul suo viso si forma un piccolo broncio. La mattina si sono svegliati abbastanza presto, per quanto fosse loro possibile essendosi addormentati alle tre inoltrate, e sono andati al Grand Canyon. Hanno percorso circa quaranta miglia in auto, ammirando i panorami sconfinati dell'Arizona e hanno anche fatto un pezzo a piedi per raggiungere un punto più nascosto, è stato davvero faticoso, ma ne è sicuramente valsa la pena, Harry crede di non aver mai visto nulla di così spettacolare in tutta la sua vita. Ha scattato qualcosa come cinquecento foto, di cui la metà a Louis, che ad un certo punto gli ha intimato di piantarla perchè non voleva farsi ritrarre "conciato in quel modo" ha detto, era solo un po' accaldato, ma pur sempre stupendo. Proprio a causa del terribile caldo estivo, che picchiava inesorabile sulle loro fronti sudate, hanno dovuto evitare alcuni percorsi troppo impegnativi, e hanno invece percorso quello che potevano in macchina, o avrebbero rischiato di stare male. Dopo una rigenerante e rinfrescante merenda a base di gelato, si sono rimessi in viaggio verso Los Angeles, per essere a casa in serata.

"Ben svegliato mio bell'addormentato" ridacchia Louis scegliendo lo svincolo a destra dopo un momento di indecisione.

"Quanto ho dormito?" chiede confuso, ricorda appena di essere partito e poi nulla.

"Tipo un'ora e mezza, siamo vicini a Palm Springs" spiega il castano "non ho voglia di tornare a casa" aggiunge ricollegandosi all'affermazione del riccio.

"Già" annuisce "voglio stare con te" si lamenta come un bambino.

"Viviamo sotto lo stesso tetto" osserva Louis "puoi stare con me quando e quanto vuoi...e so che non è la stessa cosa" precisa prima che Harry possa aprire bocca, era esattamente ciò che stava per dire "ma a me basta saperti vicino"

"Lou" si fa serio all'improvviso "come faremo?"

Il più grande è indeciso se fare il finto tonto e fingere di non aver capito o se dirgli direttamente di non pensarci, alla fine sospira.

"Non lo so amore, ti giuro che non lo so" sceglie di essere onesto e sincero.

"Ma Lou...sono" si ferma un secondo per fare due calcoli "sono circa seimila miglia di distanza, undici ore di volo"

"Lo so, H, lo so, puoi smettere di ripeterlo?" alza il tono della voce e Harry lo guarda male, non pensa di aver detto nulla di sbagliato, è la semplice verità.

"Non c'è bisogno di prendersela con me" sputa cattivo per poi incrociare le braccia al petto e mettersi a guardare fuori dal finestrino. Da un lato lo capisce, capisce la sua frustrazione, è la stessa che prova lui, sa esattamente come andrà. Si sentiranno per un po', poi magari Louis andrà a trovarlo una volta, e poi uno dei due troverà qualcun altro, o magari entrambi, si lasceranno con finti mi dispiace e si dimenticheranno l'uno dell'altro. A parte quando si vedranno a Natale e robe del genere con i loro genitori e sarà terribilmente imbarazzante. Ecco, questo è ciò che accadrà.

"Scusa" mormora Louis dopo un po', ma Harry non risponde e continua a guardare la distesa di deserto fuori dal finestrino.

Il castano accosta l'auto e intrufola una mano tra i suoi capelli accarezzandogli la nuca "scusa amore, non me la prendo con te, è solo che questa...questa cosa mi fa dare di matto"

Driving Down The 101 | L.S.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora