"Siete sicuri di non voler venire con noi?" chiede Daniel per la millesima volta, mentre fanno colazione tutti insieme.
Lui e Kirsten hanno deciso di andare in campeggio qualche giorno, in una zona montuosa verso nord, ma ovviamente Louis e Harry hanno rifiutato l'invito, dicendo che preferivano rimanere lì e che non avevano voglia di fare trekking.
L'uomo scruta il figlio per qualche secondo, ma il ragazzo cerca di mantenere un'aria impassibile come ha fatto nei giorni precedenti. Harry non sa se crede alla storia che tra loro sia tutto finito, ma non può obbligarli ad andare con loro, sarebbe parecchio strano, inoltre ultimamente sono stati molto discreti e non ha alcuna prova su di loro.
Harry è seduto su uno sgabello con addosso un paio di pantaloncini della tuta grigi che non crede siano suoi e una maglietta bianca e sta per addentare il suo muffin "No papà te l'ho detto, non sono un fanatico della montagna, preferisco godermi la spiaggia, tra poco più di tre settimane torno a Londra e non vedrò il sole per parecchi mesi temo" si sforza di ridacchiare, ma l'idea della partenza lo colpisce nel petto come un macigno ogni volta.
Louis accanto a lui fa lo stesso "non ti invidio sai" scherza senza far trasparire la tristezza che sta provando "non verrò mai a trovarti" aggiunge guardandolo come per dargli forza.
"Oh ma tesoro non hai mai visto Londra, potrebbe essere una buona occasione" interviene allegramente Kirsten "nonostante il tempo non sia dei migliori è una città molto bella"
"Già" concorda Harry e "beh, ci farò un pensiero" finge Louis, il tutto sotto lo sguardo inquisitore di Daniel, che sta osservando la maglietta indossata dal castano - è decisamente di Harry che spera il padre non se ne accorga - però non dice nulla.
"D'accordo ragazzi, è meglio che noi andiamo" decreta Kirsten dopo aver finito di dare una sistemata alla cucina "cercate di non fare troppo casino ok?" si sporge per dare un bacio al figlio, che sta mangiando la sua terza ciambella, poi si dirige in camera per prendere gli zaini.
"Fate i bravi" si raccomanda Daniel già sulla porta, osserva Harry con sguardo allusivo, poi carica le cose in macchina "ci vediamo tra qualche giorno", i quattro si salutano poi i due ragazzi ritornano in cucina, Louis non perde tempo e spinge il riccio contro il tavolo mettendogli le mani sui fianchi.
"Siamo soli amore" mormora mordendogli il lobo dell'orecchio mentre Harry ridacchia "rilassati tigre, non sono passati nemmeno trenta secondi"
"Lo sai che non riesco a stare lontano da te" sussurra seducente "sei totalmente una droga"
"Bè" sussurra il più piccolo con un ghigno "dovrai aspettare a farti la tua droga" ride "perchè sta arrivando Liam" cantilena sbattendo le ciglia e scatenando un verso di disapprovazione da parte dell'altro.
"Uffa ma non può stare a casa sua?" Louis alza gli occhi al cielo, senza però staccarsi dal suo corpo "comunque non c'è problema, posso farti venire molto velocemente" ridacchia spingendosi contro di lui e passando le mani sulla sua schiena contratta.
"Lou" ride Harry allontanandolo "abbiamo tutto il tempo"
"Ma io ti voglio adesso" si lamenta facendo il broncio.
In quel momento suona il campanello.
"Tu mi vuoi sempre" commenta Harry dirigendosi verso la porta.
"Esattamente" sente dire dall'altro mentre si butta sul divano.
Il più piccolo fa accomodare Liam, che saluta Louis allegramente non appena arriva in salotto.
"Ciao" borbotta quello mentre scorre i canali in TV alla ricerca di qualcosa.
"Sei di cattivo umore?"
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Driving Down The 101 | L.S.
Fiksi PenggemarDalla storia: Il problema è che quella estate, ovvero quei tre mesi di cazzeggio assoluto post-esami in cui avrebbe potuto svagarsi con gli amici, passare le serate vagando tra i pub londinesi, andarsene al mare nel sud dell'Inghilterra o, per dirne...
