Punto di vista di Avery
Atterrammo a LAX dopo due voli che non furono così male come mi aspettavo, dato che ascoltai la musica per tutto il tempo. Scendere dall'aereo fu inquietante; fu quel passo dal velivolo al corridoio che mi fece accelerare il cuore.
"Ti spaventino le cose più insignificanti" rise Vienna, passandomi oltre. Tutti gli altri passeggeri stavano aspettando impazientemente dietro di me. I loro commenti scortesi mi fecero domandare se fossero stati cresciuti nel modo giusto, come me—non per vantarmi.
Sospirai ed avanzai, provando un sollievo immenso quando non caddi nello spazio vuoto. Mi tirai dietro il bagaglio a mano, e prima che me ne resi conto ci trovammo al gate.
"Qui atterrano molte celebrità" disse Vienna, e vidi che si stava guardando attorno. Mi resi conto che aveva preso questo viaggio come una specie di vacanza, mentre io mi trovavo lì dato che ero disperata dal vivere senza Harry.
"A molte celebrità piace Los Angeles" sorrisi debolmente, avanzando con Vienna al seguito. Ritirammo i nostri bagagli, e presto raggiungemmo l'ingresso dell'aeroporto. Fuori faceva molto più caldo di Louisville.
Vienna ci chiamò un taxi, che ci accompagnò al nostro hotel. Un cinque stelle, niente di cui lamentarsi. Raggiungemmo la nostra camera, e poco dopo ci rendemmo conto che era già mezzogiorno.
"Non so quando Harry mi voglia incontrare" abbassai le spalle. Era incredibilmente inutile nonché terribile il dover attendere tutto il giorno in un posto che forse non sarebbe stato quello dell'incontro. E non avevo nemmeno tempo per cercare ulteriori indizi.
"Sai dove ti voglia incontrare?" domandò. La sua domanda mi risultò un po' scema. Si aspettava veramente che mi sarei aggirata per tutta la città in cerca di Harry?
"So dove mi vuole incontrare, Vienna" sospirai e guardai fuori dal balcone. Dalla nostra stanza si vedevano le strade affollate, piene di pedoni e auto. Sarebbe stata una bella caduta.
"Credo che dovresti stare là fuori tutto il giorno" suggerì. Per quanto non mi piacesse l'idea sapevo che aveva ragione. Non avrei avuto un'altra possibilità se non l'avessi visto.
"Mi si scaricherebbe il telefono".
"Puoi portarti il carica batterie".
Emisi un respiro esasperato. Avevo terminato tutte le scuse per non muovermi, quindi si mi sistemai i capelli e presi il mio telefono. Non mi serviva il suo carica batterie, me la sarei cavata.
—
Mi spostai a piedi dall'hotel allo Starbucks su Main Street. Non era un tragitto lungo, e mi calmò in prospettiva di ciò che sarebbe accaduto nei giorni successivi.
Sapevo che Harry voleva incontrarmi qui, dato che l'indirizzo era stato scritto sulla confezione di una barretta che si trovava nello zaino. Recitava "294 Main, Java Chip Frappe". Non me ne sarei mai dimenticata. Non sapevo però se voleva che fossi io a ordinare quel drink o se l'avrebbe fatto lui.
Raggiunsi il bancone e sbloccai la tastiera del telefono. Era l'una e mezza, e mi stava venendo voglia di caffè. Quale posto migliore di questo per berne uno?
"Benvenuta da Starbucks, cosa posso farti?" mi chiese il barista. Gli rivolsi un sorriso educato e ci pensai per un momento.
"Frappè medio allo zucchero filato".
"Il tuo nome?"
"Um...Avery".
Gli rivolsi un ghigno incerto e poi mi spostai a lato del bancone, in attesa del mio drink. Il locale era praticamente vuoto tranne me, il barista ed una coppia in un angolo. Era così silenzioso da poter sentire persino una goccia che cadeva. Mi piaceva quel tipo di silenzio.
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murder house |ITA|
Fanfiction| storia originale di @cigarettestyles | cover: @translatorITA | 📚 Un gioco in cui devi combattere fino alla morte per vincere. Avery Murphy, una ragazza che desidera solamente dei soldi per la sua famiglia, si scontra con Harry Styles, ex pop star...
