"Evans..."
"Maddie Evans"
Alza lo sguardo sopra agli occhiali da sole il ragazzo di fronte a me.
"Sono qui" mi alzo e finalmente raggiungo l'uscita insieme al mio istruttore.
È alto, capelli castani e zigomi ben evidenti.
È il classico belloccio inglese, giovane per essere un istruttore di guida.
"Tyler" mi porge la mano.
Sorrido e gliela stringo.
Mi sento in qualche modo in imbarazzo sotto al suo sguardo.
"Ho visto risultati della prova teorica, é andata piuttosto bene. Ora vediamo come te la cavi nella pratica" annuncia sorridendo.
Annuisco con la leggera sensazione di ansia che inizia a farsi sentire.
"Vieni, l'auto è questa" me la indica e sale alla sua sinistra.
Salgo nel posto del guidatore, e prendo un grande respiro.
"Nervosa?" fa un sorriso
"Un po' " ammetto, e lui mi fa un sorriso rassicurante.
"Andrà sicuramente bene." mi assicura e io lo ringrazio con un sorriso.
"Perfetto, continua così" annuisco concentrata mentre guardo ovunque sui bordi della strada per poter vedere ogni segnale.
Porto lo sguardo sulla macchina davanti a quella che sto guidando che frena improvvisamente in mezzo alla strada.
"Merda" dico a bassa voce prima di frenare di colpo.
"Mi chiedo perché danno la patente a persone del genere" si agita Tyler stringendo i pugni e io sbatto le palpebre due volte prima di riprendermi dal ricordo di Louis che imprecava guidando.
Chissà, quando tornerà potrò mostrargli che anche io avrò la patente, potrò dimostrargli che sarò più brava di lui e potremmo finalmente tornare a ridere insieme.
Scuoto la testa e riporto lo sguardo sulla strada.
Le macchine stanno avanzando così io faccio lo stesso.
"Allora, Maddy... Diciotto anni appena compiuti eh?"
Non so se dovrei usare qualche forma di rispetto nei suoi confronti, è così giovane.
"Esatto. E tu? Non sei ancora un po' giovane per questo tipo di lavoro?" chiedo.
"Forse. L'agenzia è di mio padre quindi..."
Annuisco ancora e mi sistemo sul sedile aggiustando la cintura, "Ecco, ecco, svolta a sinistra"
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"Molto bene, direi quasi eccellente" sorride Tyler scendendo dall'auto.
"Aspetta qui seduta, ti daremo subito il risultato" mi fa l'occhiolino prima di andarsene.
Sorrido e faccio ciò che mi ha detto.
"Ecco i risultati" annuncia un signore consegnandomi un plico di fogli.
"La ringrazio" sorrido gentilmente e lascio l'edificio. "Si!" Urlo leggendo il mio nome sulla patente.
La mia patente.
Io ho la patente.
È incredibile potrò usare la macchina per qualunque cosa! Mio padre ha detto che se fossi passata mi avrebbe dato la sua vecchia, e, wow.
Prima che possa accorgermene, sono davanti alla porta di casa, apro la porta e corro all'interno.
"Mamma!"
"Sam!"
Urlo dal corridoio.
"Grace non c'è" urla la mia migliore amica dalla sua stanza.
"Ce l'ho Sam! Io ho la patente!" Strillo una volta aperta la porta della sua stanza. Spalanca gli occhi e mi abbraccia.
"Potrò dire addio ai tragitti a piedi tesoro, sarai la mia tassista preferita" mi fa l'occhiolino.
"Hai capito male, tu non mi sfrutterai per questo, ti farai il culo come me e ti prenderai la tua bellissima patente"
Dico facendo oscillare i fogli davanti alla sua faccia.
"Che fai oggi?" Mi domanda poi.
"Dovevo fare una passeggiata con Nash più tardi, dopo pranzo ma penso che andrò con la mia macchina!" Urlo allungando le vocali.
Sento le chiavi girare nella serratura di casa mia e corro al piano di sotto.
"Mamma! Papà!" Corro per le scale e li abbraccio.
"Ce l'ho fatta!" Dico ancora esaltata e loro mi sorridono.
"Brava piccola mia" mi da un bacio fra i capelli mio padre.
"Sono così orgogliosa di te, tesoro" mi stringe mia madre.
"E credo che queste..." Dice mio padre guardando in un cassetto "... Siamo tue"
Sorride lanciandomi un mazzo di chiavi.
"Grazie papà" lo abbraccio forte.
"Devo assolutamente farci un giro" sorrido ancora.
"Sam vieni con me?" Chiedo e lei mi guarda svogliata.
"Okay, ho capito, vado da Nash" rido con lei.
"Hey, mi annoio andiamo fuori a pranzo? Offro io :P"
"Se paghi tu... Okay :)"
"Perfetto, a fra poco Xx"
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Vedo davanti a me sul marciapiede Nash che cammina a passo svelto.
"Heey. Un passaggio?" Urlo abbassando il finestrino.
Lui si volta e sgrana gli occhi. "Maddy... Tu... Tu stai guidando una macchina!"
"Sei sveglio, davvero!"
Rido accostando, mentre lui mi raggiunge.
"Ma... Come? Quando?"
"Oggi, alla scuola guida a pochi minuti da casa mia e questa è la vecchia macchina di mio padre" sorrido e lui ricambia.
"Forza, sali" lo incito e lui fa il giro della macchina salendo al mio fianco.
"Niente male" si guarda in giro, "ora possiamo scen-"
"Non fare il coglione" rido mettendo in moto.
"No, Maddy che cazzo fai? Io in macchina con te non ci sto!"
Io continuo a ridere mentre lui si allaccia la cintura.
"Maddy almeno rallenta" si lamenta guardando fuori, "ti hanno appena dato la patente, non vorrai farti arrestare!"
Lo ignoro e accendo la radio, canticchiando la canzone trasmessa.
"Maddy rallenta, finirai per fare un incidente!"
"Sei un guastafeste" sbuffo fermandomi ad un semaforo.
"Tu invece sei pazza" ridacchia sistemandosi i capelli guardandosi nello specchietto.
"Si" sorrido "un po'." alzo il volume e iniziamo a ondeggiare sui sedili cantando a squarciagola.
"Sei stonato" rido.
"Solo perché non posso dirti lo stesso" ribatte fingendosi offeso.
"Non per quello. Perché lo sei"
Gli faccio l'occhiolino ripartendo in macchina.
"Dove vuoi mangiare? Ho fame" gli chiedo.
"Anche io, il fratello di Stacey mi ha fatto conoscere un posto carino, è qui vicino, vai a sinistra."
"A sinistra!" Urla.
"Ci stavo andando!" Rido io.
"Non ridere e concentrati. Ti ritiro la patente."
"E chi sei tu, per prenderla, signore che ha già conosciuto la famiglia della sua ragazza?" Lo prendo in giro e lui arrossisce.
"Non è la mia ragazza" borbotta.
"Dopo vai a destra e siamo arrivati."
"Quindi non state insieme?" Chiedo bloccando l'auto entrando nel locale.
"Bhe no, non ancora"
"E perché?" Chiedo io. "Cioè mi pare evidente che lei abbia sentimenti per te e che la cosa sia reciproca"
"Si, solo che..."
"Allora perché non state insieme? Non ti piace? Se la stai usando ancora giuro che-"
"Non gliel'ho chiesto" mi interrompe.
"Cosa?"
"Non le ho chiesto di essere la mia fidanzata" dice con tono serio.
"Come mai? Insomma sei sicuro della sua risposta, perché non glielo chiedi e basta?"
"Salve, siete solo voi due?" ci interrompe il cameriere e io annuisco sorridendo mentre ci guida ad un tavolo.
Lo ringraziamo e ci sediamo.
"Vorrei solo aspettare il momento giusto, vorrei che si ricordasse il giorno in cui ci siamo fidanzati, vorrei fosse speciale"
Adoro questo suo lato tenero.
"É davvero una cosa bellissima"
"Davvero? Io lo trovo così stupido" sbuffa aprendo il menù.
"No, non lo è, e se vuoi posso aiutarti"
"Non devi..."
"Ci sei sempre stato per me Nash, ora tocca a me" dico e lui si alza per abbracciarmi.
ANGOLO AUTRICI:
ecco qua un altro capitoloooo!
Votate e commentate, mi raccomando.
Ciao ciao xx
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Deer|| Louis Tomlinson.
FanfictionSembrava così lontano, così irraggiungibile. Il suo sorriso poteva solo immaginarselo. Lui era Louis Tomlinson, lei non lo avrebbe mai incontrato. Ma forse, non sempre le cose vanno come crediamo.
