Capitolo 12

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MADDY'S POV

Lo sapevo. Stava andando tutto troppo bene.

Insomma, incontri i tuoi idoli, passi una notte fuori casa, i tuoi non lo vengono a sapere... Dovevo aspettarmelo.

Proprio quando io e Sam pensavamo di essercela scampata mentre entravamo in casa, eccola lì.
Mia madre, seduta sul divano con le sopracciglia aggrottate.

Non mi sono nemmeno avvicinata a lei e so già che sta per urlarmi contro.
"Oh, eccole qui. Vi siete divertite?"

È più che arrabbiata.

"No dico, vi siete divertite?" ripete, quando vede che nessuna delle due ha nulla da dire.

"Non rispondi alle telefonate e passi la notte fuori casa! È questo quello che fai ogni volta che io e tuo padre siamo via per lavoro?"

Se sapesse che ho incontrato il mio idolo, se solo sapesse quanto sono importanti per me...

"E tu, Sam. Tua madre mi ha chiesto di prendermi cura di te finché lei non tornerà dall'America, come posso farlo se vi comportate così?!"

E come se non bastasse, proprio in quel momento entra anche mio padre in salotto.

"Dove siete state?"
forse è il caso che io dica la verità, mi diranno di andare in camera mia e io potrò ricominciare ad ascoltare la musica, come sempre.

Faccio un bel respiro e gli dico tutto, dell'incontro con loro e del fatto che avevo dimenticato il telefono a casa di Louis, che mi ero addormentata e che non ho risposto al telefono semplicemente perché non sapevo che qualcuno mi stesse chiamando.

Evidentemente, i miei non reagiscono come mi aspettavo: mi proibiscono di uscire e chiedono a Sam di lasciarci da soli.

L'unica ragione per cui non sanno quanto l'incontro di pochi giorni fa sia importante per me, è che non si sono mai interessati tanto a me per scoprirlo.

Comunque, ora sono due contro una.
Cazzo.

"Noi ci ammazziamo di lavoro per darti tutto quello che ti serve e tu te ne vai in giro la notte" commenta mia madre appena Sam lascia la stanza.

Lo dice come se fossi una cocainomane che cambia ragazzo ogni sera.

Fanculo, cazzo.

Non sanno quante volte ho avuto bisogno di qualcuno e la musica era l'unica che c'era per me.

La calma sta abbandonando il mio corpo, questo è davvero troppo.

"Lo sai perché loro sono cosi importanti per me, eh mamma? Lo sai perché ogni volta che sto male, ascolto la musica? No! Non lo sai! E sai perché? Perché voi non ci siete mai. E anche quando siete qui, parlate solo di lavoro e io per voi non esisto! Loro sono gli unici che sono sempre stati con me quando ne avevo bisogno!" inizio a piangere ricordando tutte le volte che avevo bisogno di un abbraccio e loro erano via.

Corro in camera prima che chiunque dei due possa aggiungere qualcosa e non appena vedo Sam, le crollo addosso abbracciandola e continuando a piangere.

---

Maddy, esci di lí" dice per l'ennesima volta mia madre.

Mi sono chiusa in camera da più di due ore, non si è ancora stancata di pregarmi?
Continua a dirmi di uscire, non vedo perchè se le prime trecendoquattordici volte in cui me lo ha chiesto ho detto di no, ora dovrei dire sí.

Non la sopporto.

Faccio un respiro profondo e apro la porta, tanto non se ne andrà prima delle prossime quattro ore.

Inaspettatamente, allarga le braccia. "vieni qui, tesoro" mi stringe a se prima che io possa fare qualsiasi altra cosa continuando a ripetermi quanto le dispiaccia.

Strano.

"Mamma, è tutto okay" dico spingendola un po' per staccarmi dall'abbraccio.

"È anche colpa mia, no?" nonostante tutto, sono stata irresponsabile.
Se non mi scuso, temo che la porterà avanti anche troppo.

"Questo è sicuro" risponde, ma almeno sta sorridendo.
Non la capirò mai.
Proprio quando sono sicura di conoscerla abbastanza bene da sapere che mi urlerà contro, si scusa.

Mi farà diventare pazza, giuro.

"Ma dal momento che noi saremo via fino a Natale, non so davvero cosa vietarti di fare.
Quindi, semplicemente spera che io non venga a sapere che ti sei fatta degli altri giretti notturni a casa di ragazzi maggiorenni, okay?" non riesco nemmeno a spiegarle che in realtà i 'ragazzi maggiorenni' sono più infantili di me, che aggiunge: "e ora va a sistemare la cucina, è una settimana che non lavi quei piatti."

Le sorrido e mi avvio verso le scale. Forse la cosa migliore da fare in questi casi, è andarsene prima che cambi idea.

"Ah e.. Maddy" mi richiama.
Quel tono.

Cazzo.

Ha già cambiato idea?

Mi giro.
"Non credere che sia finita qui"

Ovvio.

Probabilmente, sta già pensando ai modi in cui può mettermi in punizione anche dall'altra parte del globo, ma al momento non è il mio problema più grande: mi sono appena ricordata di aver messo da parte il mio migliore amico.

---

Quando suonano alla porta, per poco non salto dalla sedia.

Mezz'ora prima, avevo chiamato Nash dicendogli di venire a casa mia che dovevo parlargli.

Sam e i miei erano andati al centro commerciale per comprare alcune cose, così avevo passato la mezz'ora successiva a torturarmi mentalmente pensando a quello che Nash avrebbe potuto dirmi.

Mi alzo e mi avvio verso la porta, mi schiarisco la gola e la apro.

È lui.

Ha un cappellino adorabile e tiene le mani in tasca, mentre un po' di neve gli cade sul giubbotto.

Non faccio nemmeno in tempo a salutarlo, che gli salto letteralmente addosso.

Lo abbraccio stringendolo come non ho mai fatto prima ringraziandolo almeno cento volte per essere venuto.

Quando mi sono ripresa, lo faccio entrare.
"Scusami, davvero" dico e non può nemmeno immaginarsi quanto mi dispiaccia per tutto.
"Ehi, sono io che ho esagerato"
"Non provarci neanche! Non scusarti, okay? Sono io la stupida. Ti ho messo da parte e non mi sono accorta dopo tutto questo tempo che stavi male per me. Sei il mio migliore amico, cazzo"

"Sì, concordo sul fatto che sei stupida" dice sorridendomi,
"ma è tutto okay. Davvero, non devi sentirti in colpa e non voglio rovinare la nostra amicizia"
Abbasso lo sguardo perché davvero, non mi sono mai sentita così tanto in colpa. Sono stata egoista e stupida, tanto tanto stupida.
"Ehi" mi richiama quando vede che non parlo.
"Vieni qui" mi sorride e allarga le braccia.

Ecco il mio Nash, quello che c'è sempre per me.
Non ci penso due volte e mi butto tra le sue braccia.

Dio, lo adoro così tanto.. Non lo merito, è troppo per me.
Lui è troppo per chiunque.
"Promettimi che non te ne andrai, ti prego" gli sussurro, ancora con le braccia attorno al suo collo.
"Promesso".

Deer|| Louis Tomlinson.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora