Chiudo la porta dietro di me una volta entrata in casa, ancora un po' bagnata.
"Ciao mamma" la saluto prima di andare verso le scale, non ho intenzione di iniziare una conversazione: sono stanca e non ne ho voglia.
"Ciao, mamma" ripeto quando non mi guarda nemmeno.
"Mamma?"
"Ciao Maddie" dice con tono freddo e rigido.
"Ti sembra normale?" Inizia a urlare.
Oh, io sto bene, tu?
"Ti sembra normale essere.. Qui?!" Urla l'ultima parola sollevando una rivista.
Sbianco quando il mio sguardo cade sulla copertina, dove si trova la foto mia e di Louis fuori dall'ospedale, quando ha avuto la geniale idea di baciarmi davanti a mille macchine fotografiche.
Okay, l'ho amata come cosa.
Mi ha dimostrato che non si vergogna di me e... Wow,
ma ora sono cazzi.
"Maddie io sono felice che hai realizzato i tuoi sogni e sei in questa situazione, ma ragiona. Non è la tua vita, cosa farai a scuola adesso? Ti inseguiranno ovunque, la vita da persone famose fa impazzire, e tu sei così giovane e ingenua, tesoro" mi accarezza il braccio ma io lo sposto.
"Tu non capisci, vero? No, tu non capirai mai, è questo il problema. Non puoi dire che sei felice che io abbia realizzato i miei sogni per poi dirmi che è un problema averli realizzati!" Mi allontano.
"Maddy vieni qui e ascoltami" mi dice con tono stranamente dolce.
Mi avvicino silenziosa cercando di sembrare impassibile.
"Maddy posso capire che questo ti ha resa felice, ma le belle cose durano poco, quindi ora che hai giocato, mettiamo via il gioco, okay? Non voglio più vederlo. Né qui né in nessun altro luogo con te. Questa cosa deve finire."
"Come puoi dire così?! Come può solo passarti per la testa una cosa del genere?!" urlo, "smettila di trattarmi come una fottuta bambina e parlare della mia vita così! Come se non fosse niente! Io devo lasciare la persona che amo perché mia madre mi trova piccola e ingenua? Scherzi, davvero" mi allontano e salgo le scale con la rabbia che mi ribolle sotto la pelle.
"Stasera siamo dai Clarke a cena, e tu verrai con noi" la sento urlare dal corridoio.
"Anche no, grazie" le urlo dalla mia stanza e sbatto la porta dietro di me.
"Non pensare di uscire stasera! Mi hai sentito?" Grida ancora dietro alla mia porta.
"Si, cazzo, non volevo uscire" le rispondo. "Modera il linguaggio!"
Ora esco e la uccido.
Giuro che le faccio male.
Okay, non esiste che venga qui e mi dica con chi devo stare e quanto posso essere felice e per quanto tempo.
Non esiste e si deve cacciare in quella fottuta testa che fra un paio di mesi sarò maggiorenne e se continua a rompermi il cazzo me ne vado per i cazzi miei.
Ho bisogno di sfogarmi su qualcosa in questo momento tornerei da lei e la strozzerei, davvero.
Continuo a camminare avanti e indietro per la mia stanza, dopodiché mi sdraio sul letto a scrivere sul mio diario, e senza accorgermene mi addormento.
"Noi andiamo" sento urlare dietro alla mia porta e mi sveglio di soprassalto.
Sono già le sette. Mi strofino gli occhi e vado verso la mia porta.
"Ciao" dico semplicemente richiudendola.
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Apro la porta per uscire dal bagno quando sento la porta di casa chiudersi.
"Dov'è?" Sento mia mamma nervosa.
Fantastico.
Davvero fantastico.
"Giuro che se è uscita o andata.."
"Ciao mamma" la sorprendo sulle scale "ero in bagno."
Deve sentirsi in colpa per il modo in cui non si fida di me e mi sta trattando.
"Bene" mantiene la sua posizione, finisce la rampa di scale e sparisce in corridoio.
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Deer|| Louis Tomlinson.
Fiksi PenggemarSembrava così lontano, così irraggiungibile. Il suo sorriso poteva solo immaginarselo. Lui era Louis Tomlinson, lei non lo avrebbe mai incontrato. Ma forse, non sempre le cose vanno come crediamo.
