LUCAS POV
«Mamma.»
Non ci credo. È davvero qui. Dopo sette anni. Sette fottuti anni. Stronza.
«Luchi...» mormora lei, come se quel soprannome potesse cancellare il tempo che è passato. Quasi non la riconoscevo.
«Vattene.»
La sua presenza mi brucia la pelle. Non l'ho vista per così tanto tempo... e non voglio vederla nemmeno adesso.
«No, non me ne vado, Luchi ti prego. Appena ho saputo dell'incidente sono corsa da te. Ci vuole più di un giorno per arrivare fin qui...»
La sua voce trema, come se davvero le importasse.
La guardo con un sorriso amaro.
«Sai quante cose mi sono successe in sette anni? Questo incidente non è niente in confronto.»
«Tesoro, mi dispiace...»
Tesoro. Come osa chiamarmi ancora così? Non rispondo. Non me ne spreco nemmeno.
«Lo sai che avrei voluto esserci.»
«Beh, ironia della sorte? Non c'eri.»
Rido, senza davvero provarci. Sono troppo stanco per combattere con lei.
Sta per parlare di nuovo, ma qualcuno bussa alla porta. Mi irrigidisco. Ancora? Non ce la faccio più.
«Oh, ehm... scusate il disturbo» dice una voce familiare. È Elizabeth.
«Nessun disturbo» risponde in fretta mia madre.
«Ciao amore» dico io, voltandomi verso Elizabeth.
Amore.
Appena la parola mi scivola fuori, me ne pento.
«A... amore?» ripete mia madre, confusa. E dallo sguardo, capisco che anche Elizabeth avrebbe voluto chiedermi la stessa cosa.
«Oh sì, piacere, ehm...» balbetta Elizabeth, visibilmente in difficoltà.
La aiuto aggiungendo: «Elena.»
Lei annuisce subito. «Signora Elena, sono la sua fidanzata.»
Mia madre sorride falsamente. «Ohhh ma certo... Elisabetta, giusto?»
Cazzo. Elisabetta la chiamava sua madre, non lei.
«Elizabeth» la corregge, glaciale.
«Ah scusami. Il padre di Lucas mi ha parlato di te, ora che sono rientrata.»
È stata a casa mia? Ha parlato con mio padre?
«Hai parlato con papà?» chiedo, sospettoso.
«Sì. Sono passata da casa prima. Lui era lì. Comunque adesso vado, vi lascio soli.»
Esce rapidamente, lasciandoci nell'aria pesante del silenzio.
«Ehi, come stai?» le chiedo, cercando di fingere normalità. Di dimenticare tutto.
Lei mi guarda con un'espressione che cancella ogni finta serenità.
«Hai il coraggio di chiedermelo? Pensi che non sappia cosa hai fatto?»
La sua voce è dura, fredda.
«Senti, non è come pensi» cerco di spiegare, tentando di alzarmi, ma il dolore mi inchioda al letto.
«Ah certo, la solita scusa.»
Giustamente. Non merito che mi creda.
«Sono qui per ascoltare, anche se già so che mi deluderai» aggiunge, appoggiandosi al muro e prendendo dalla borsa il suo lucidalabbra.
Mentre si trucca, mi rendo conto di quanto sia incredibilmente bella.
«Alix...» comincio, cercando di trovare il coraggio. «È venuta qui in ospedale. Non sapevo nemmeno chi fosse. L'avevo vista a scuola, ma niente di più. Aveva fatto una scommessa con un ragazzo con cui si era appena lasciata: cinquecento euro per una foto in cui mi baciava. A me ne avrebbe dati duecentoquindici. Mio padre sta avendo problemi economici... pensavo che, anche solo con quei soldi, avrei potuto aiutare. So che sono stato uno stronzo, ma ti prego, cerca di capirmi.»
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Unlimited
RomanceElizabeth Jonhson e Noah Gilbert si odiano da sempre. Lei è testarda, determinata, con il desiderio di trovare il suo posto nel mondo. Lui è tormentato, circondato da ombre del passato che non riesce a scrollarsi di dosso. Quando le loro vite si int...
