NOAH POV
Mi sento uno stupido. È l'unica cosa che riesco a pensare mentre osservo Elizabeth rientrare nel salone, con lo sguardo perso, come se stesse cercando di mettere insieme tutti i pezzi di un puzzle che non riesce a completare. Il cuore mi batte forte nel petto, e nonostante io stia cercando di mantenere la calma, la realtà mi colpisce come un pugno. Lei è con Ryan, e non c'è niente che possa fare per cambiare le cose.
Mi allontano un po' dal gruppo, il pensiero che mi tortura la mente, come una spina nel fianco che non riesco a estrarre. Ho avuto tutte le opportunità, eppure continuo a fare la cosa sbagliata. Non le ho mai detto cosa provavo davvero, e adesso è troppo tardi. Vederla con lui mi uccide dentro.
Ma la vedo, finalmente, da sola. In quel momento, non mi importa di cosa stia facendo o di chi sia con lei. Mi avvicino, il passo pesante, quasi come se stessi camminando su un terreno instabile. Non posso ignorare quello che sento, non posso più far finta che vada tutto bene.
Quando mi fermo davanti a lei, il mondo sembra fermarsi. I suoi occhi si alzano e mi guardano, e per un attimo, sembra che non ci sia nessun altro intorno a noi.
«Noah...» sussurra, ma la sua voce è incerta, come se non fosse sicura di come affrontare quello che sta succedendo tra di noi.
«Non ti voglio vedere con lui,» dico, la mia voce un po' più dura di quanto avessi previsto. «Non è giusto, Elizabeth. Non è giusto per me, e non lo è per te.»
Lei mi guarda, il respiro che le si fa più affannoso. So che le sto facendo male, ma non riesco a fermarmi. Ho bisogno di dirle cosa sento, ho bisogno che sappia la verità.
«Non puoi continuare a farti soffocare da tutti gli altri, Noah,» dice, ma c'è qualcosa nel suo sguardo che mi fa capire che anche lei è combattuta. «Non è solo Ryan. È tutto. Non posso fare una scelta per te.»
«Non voglio che tu faccia una scelta per me,» rispondo, un po' più tranquillo, ma ancora fermo. «Voglio che tu faccia una scelta per te stessa. Per noi. Se non vuoi essere con me, dillo. Ma se lo vuoi, lo voglio anch'io. Non posso più stare separato da te. Non dopo tutto questo tempo.»
Le sue labbra si piegano in un piccolo sorriso triste, e per un attimo, vedo la sua vulnerabilità. La stessa che sento anch'io.
«Non è che non ti voglia, Noah,» dice con un filo di voce. «Ma è difficile. Ho paura che tutto quello che è successo tra di noi ci abbia cambiato troppo.»
Io la guardo intensamente, avvicinandomi un passo. «Ma se non proviamo, non sapremo mai. Io ti voglio, Elizabeth. E non voglio più aspettare.»
Il silenzio tra noi due è carico, ma è anche dolce. Lei mi guarda, e la sua espressione è diversa da prima. C'è una speranza che non c'era mai stata, e io so che lei sta iniziando a capirlo.
Poi, senza parole, si avvicina. Non appena le sue mani sfiorano le mie, sento che tutto si sta mettendo a posto. Non c'è bisogno di altro. Abbiamo fatto il nostro passo, e stavamo solo aspettando di farlo insieme.
«Non è mai troppo tardi,» mormoro, mentre la bacio dolcemente. E in quel momento, mi sembra che tutto si risolva, che il caos che ci ha circondato per così tanto tempo sia finalmente arrivato alla sua fine. Ora, siamo solo noi due.
E forse, finalmente, abbiamo scelto.
Mi sento come se avessi vissuto un incubo per troppo tempo, e ora che sto cercando di svegliarmi, mi rendo conto che le cose sono ancora più complicate di quanto pensassi. Guardando Elizabeth negli occhi, tutto ciò che vorrei è dirle la verità, raccontarle tutto quello che ho scoperto, spiegargli che non è mai stato un gioco per me, anche se mi sono comportato come se lo fosse.
E poi, c'è Mark. Lui è sempre stato una presenza silenziosa, ma ora so che non è mai stato solo mio fratello. Non so nemmeno come sia riuscito a nascondermi tutto questo per così tanto tempo. Per me, era solo Mark, il ragazzo con cui condivido la casa, ma non sapevo cosa fosse in grado di fare, quanto potesse manipolare le cose senza che io me ne accorgessi.
Prendo un respiro profondo, cercando di controllare la mia voce. «Elizabeth, c'è una cosa che devi sapere. Tutto quello che è successo con le voci, le accuse, è colpa di Mark. Ethan non ha fatto altro che mettere in luce quello che lui mi stava nascondendo.»
Lei mi guarda, confusa, ma anche un po' sospettosa. «Mark? Ma... Mark è tuo fratello, come può essere coinvolto in tutto questo?»
Mi sento un po' più nervoso mentre parlo, ma non posso più fermarmi. «Non solo è mio fratello. È anche tuo amico, vero?»
Elizabeth esita, e noto come si fa un po' più seria quando capisce dove sto andando a parare. «Mark... è stato lui a dargli le informazioni?»
Annuisco, sentendo il peso delle parole. «Sì. E ho scoperto che è lui che ha spinto Ethan a fare tutto questo. Le accuse, le voci, il fatto che tu e io non ci siamo mai trovati nella stessa stanza, è stato tutto il suo piano. Mi ha tradito. E tu... non hai mai saputo nulla di tutto questo.»
Elizabeth non parla per un momento. La vedo cercare di comprendere, di mettere insieme i pezzi. Mark, il ragazzo che conosce da tempo, che ha sempre visto come un tipo simpatico e innocuo, è la persona che ha scatenato tutto questo caos. Mi sente tradita, e non posso nemmeno biasimarla.
«Ma... Mark è sempre stato così gentile con me,» dice alla fine, come se stesse cercando di riconciliare quello che sa di lui con ciò che le sto dicendo. «Non posso credere che fosse in grado di fare una cosa del genere.»
«Io nemmeno,» ammetto, la mia voce che si fa più bassa. «Ma ora lo so. E non so come perdonarlo, non so come continuare a vivere sotto lo stesso tetto con lui dopo quello che ha fatto. Ma volevo che tu sapessi che non era mai colpa tua, che non ti avrei mai fatto del male intenzionalmente.»
Elizabeth si ferma, lo sguardo fisso a terra, riflettendo su tutto ciò che le ho appena rivelato. E mi sento come se stessimo percorrendo la stessa strada, ma lei ha bisogno di tempo per capire dove porta.
«Perché non me l'hai detto prima?» chiede infine, ma la sua voce non è arrabbiata, è solo incredula.
«Non sapevo se tu ti fidassi ancora di me. Ma ora che lo so, non posso più nasconderti la verità. Voglio che tu sappia che la mia intenzione non è mai stata ferirti.»
Lei si avvicina di un passo, guardandomi intensamente. «E ora cosa succede?»
La guardo negli occhi e capisco che, nonostante tutto, c'è ancora qualcosa tra di noi. Una parte di me si sente come se stessi cercando di riprendere il controllo di una situazione che mi è sfuggita, ma un'altra parte sa che la verità, anche se dolorosa, è il primo passo per guarire.
«Ora... ora dobbiamo trovare un modo per andare avanti,» rispondo, e anche se non ho tutte le risposte, c'è qualcosa nella sua espressione che mi fa capire che, per quanto sia stato un periodo difficile, forse c'è ancora una possibilità per noi due.
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Unlimited
RomansaElizabeth Jonhson e Noah Gilbert si odiano da sempre. Lei è testarda, determinata, con il desiderio di trovare il suo posto nel mondo. Lui è tormentato, circondato da ombre del passato che non riesce a scrollarsi di dosso. Quando le loro vite si int...
