ELIZABETH POV
Il cuore mi batte così forte che sembra quasi di sentirlo nelle orecchie. Gli esami sono finiti. Ce l'abbiamo fatta. L'aula magna è gremita, piena di studenti in attesa di sentire il proprio nome, genitori che applaudono e insegnanti che sorridono soddisfatti. Ma io riesco a concentrarmi solo su una cosa: il preside – mio padre – che sta chiamando uno a uno gli studenti per consegnare i diplomi.
Mi siedo con le gambe che tremano leggermente. È un misto di emozione, sollievo e un pizzico di malinconia. Guardando Klaus e Sophie alla mia destra, e Alix e Noah dall'altra parte della fila, mi rendo conto che questo è davvero l'ultimo momento che passeremo insieme come studenti.
«Elizabeth Jonhson.»
La voce di mio padre risuona chiara nel microfono, e tutto si ferma. Per un istante trattengo il fiato. Poi mi alzo, sistemo il vestito e mi faccio avanti tra le file di sedie.
Quando arrivo sul palco, mio padre mi porge il diploma con un sorriso pieno di orgoglio. «Congratulazioni, Elizabeth,» dice, e c'è un'emozione nella sua voce che mi fa stringere la gola. Non aggiunge altro, ma so che dietro quelle parole c'è un mondo intero.
Prendo il diploma e sorrido a mia volta, cercando di non farmi travolgere dall'emozione. Scendo dal palco, stringendolo forte tra le mani, e torno al mio posto mentre il preside continua a chiamare gli altri.
Uno dopo l'altro, i miei amici ricevono il diploma. Sophie, raggiante come sempre, alza il suo con entusiasmo. Klaus, con il suo sorriso contagioso, si prende il suo meritato applauso. Alix, elegante e impeccabile, cammina con la solita sicurezza che sembra naturale per lei. E Noah... beh, lui è Noah. Quando sente il suo nome, si alza con quella calma che mi fa sempre venire voglia di scoprire cosa gli passa per la testa.
Quando anche l'ultimo nome viene chiamato e l'ultimo diploma consegnato, c'è un momento di silenzio che sembra quasi sacro. Poi, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ci ritroviamo tutti insieme al centro della sala.
Klaus ci tira dentro a un abbraccio di gruppo prima che qualcuno possa dire qualcosa. «Okay, gente,» dice con il suo solito tono energico.
Ci guardiamo per un attimo, e senza bisogno di spiegazioni, sappiamo cosa fare.
«Fine della merda!» urliamo all'unisono, le nostre voci che si mescolano in un'unica esplosione di gioia.
La sala si riempie delle nostre risate, mentre le persone intorno a noi ci guardano divertite. È un momento nostro, un modo perfetto per chiudere questo capitolo e iniziare il prossimo.
Mentre abbraccio i miei amici, stringo il diploma al petto e mi permetto di lasciarmi andare a un sorriso. Siamo arrivati fino a qui, insieme. E anche se non so cosa ci riserverà il futuro, una cosa è certa: non dimenticherò mai questo momento.
NOAH POV
La musica riempie ogni angolo della casa di Klaus, mescolandosi alle risate e alle voci dei nostri compagni di scuola. La festa è in pieno fermento, un degno saluto agli anni del liceo e a tutto quello che ci lasciamo alle spalle. Ma non riesco a concentrarmi davvero su niente di tutto questo, perché il mio sguardo è fisso su di lei.
Elizabeth.
È in piedi con Sophie e Alix vicino al tavolo, un bicchiere in mano e un sorriso che sembra illuminare l'intera stanza. Indossa un vestito blu scuro che le cade perfettamente, e i capelli le scendono sulle spalle come una cascata. È bellissima, più di quanto ricordassi. Più di quanto sia giusto.
Mi avvicino, ignorando tutto il resto. Non importa la musica, non importa la folla intorno a noi. Quando arrivo di fronte a lei, i suoi occhi incontrano i miei, e per un istante è come se fossimo solo noi due in quella stanza.
«Sei bellissima,» dico senza pensarci.
Lei arrossisce leggermente, abbassando lo sguardo per un momento, poi sorride. «Grazie, Noah.»
Ma non basta. Non posso restare lì a fissarla mentre è circondata dalle amiche. Ho bisogno di parlarle, di chiarire tutto quello che è rimasto in sospeso tra di noi.
«Vieni con me,» le dico, tendendole la mano.
Lei esita solo per un secondo, poi la prende. La sua mano è piccola nella mia, ma il suo tocco mi dà una calma che non riesco a spiegare. La guido attraverso la folla, ignorando gli sguardi curiosi e i commenti scherzosi, fino a salire le scale e raggiungere una delle stanze di Klaus. So che lui non si farà problemi, e sinceramente non mi importa.
Chiudo la porta dietro di noi e ci troviamo finalmente soli. Lei mi guarda con un misto di curiosità e apprensione. «Noah, che succede?»
Faccio un respiro profondo. Non so nemmeno da dove cominciare. Mi passo una mano tra i capelli, cercando di mettere ordine nei miei pensieri. «Elizabeth, io... non so come dirlo, ma devo sapere cosa succederà con noi. Voglio sapere cosa siamo, cosa saremo.»
Lei mi guarda, sorpresa dalla mia onestà. Si prende un momento per rispondere, come se stesse scegliendo con cura le parole. «Non lo so, Noah. Davvero. So solo che voglio stare con te.»
Quelle parole mi colpiscono più di quanto immaginassi. Mi avvicino, il cuore che batte forte nel petto. «Anche io voglio stare con te,» dico piano. Poi mi fermo, cercando il coraggio per dire quello che provo davvero.
Lei mi osserva, confusa. «Noah...?»
Prendo il coraggio. « Promettimi che resterai, anche quando sarà più semplice andarsene. Promettilo» le dissi con il cuore in mano.
«Te lo prometto, ragazzo dalle mille paranoie. Non me ne andrò mai»
«Anche se il destino cercherà di allontanarci.» Le dico io.
«Non è il destino a scegliere per noi, Noah. Siamo noi che decidiamo se arrenderci o continuare a lottare.»
Le prendo le mani nelle mie, guardandola dritto negli occhi. «Ti amo, ragazza che fingevo di odiare.»
Elizabeth rimane immobile per un attimo, gli occhi spalancati per la sorpresa. «Cosa...?» sussurra, incredula.
«Hai capito bene,» ripeto con un sorriso sincero. «Ti amo, Elizabeth.»
Lei mi guarda come se stesse cercando di capire se sto scherzando, ma quando si rende conto che sono serio, un sorriso si allarga lentamente sul suo volto. I suoi occhi si riempiono di una luce che non dimenticherò mai.
«Ti amo anche io, stupido,» dice con una risata leggera, scuotendo la testa.
Mi avvicino ancora di più, fino a che non c'è più spazio tra di noi, e le mie mani salgono a sfiorarle il viso. «Stupido, eh?»
Lei annuisce, il sorriso che non si spegne. «Sì. Ma sei il mio stupido.»
A quel punto non resisto più. La bacio, e tutto sembra finalmente al suo posto. Le sue braccia si stringono intorno a me, e in quel momento mi rendo conto che non c'è niente di cui avere paura. Perché tutto quello che ho sempre cercato è qui, tra le sue braccia.
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Unlimited
RomanceElizabeth Jonhson e Noah Gilbert si odiano da sempre. Lei è testarda, determinata, con il desiderio di trovare il suo posto nel mondo. Lui è tormentato, circondato da ombre del passato che non riesce a scrollarsi di dosso. Quando le loro vite si int...
