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ELIZABETH POV
Il bacio di Noah mi ha colta di sorpresa. Non l'avevo mai visto avvicinarsi, ma in qualche modo, quando le sue labbra hanno incontrato le mie, è stato come se il mondo fosse scomparso. Non c'era più il rumore della musica, né il freddo della notte. C'era solo lui, e il battito del mio cuore che si stava accelerando.

Mi stacco da lui, il respiro affannoso, cercando di allontanarmi per non lasciarmi sopraffare. Ma quando alzo lo sguardo, vedo Alix e Sophie che ci stanno osservando, e subito un'imbarazzante sensazione di vulnerabilità mi assale. Mi sento come se fossi stata colta in flagrante, anche se, in realtà, ero solo con Noah. Ma la situazione mi sembra più complessa di quanto non avessi previsto.

«Elizabeth?» chiede Alix, il suo tono curioso, ma anche preoccupato. Sophie è silenziosa, ma i suoi occhi scrutano me e Noah, cercando di capire cosa stia succedendo.

La guardo, cercando di raccogliere i pensieri che mi stanno frullando nella testa. Non sono sicura di cosa fare, di come spiegare questa sensazione che mi sta travolgendo. Ma qualcosa dentro di me sa che devo fare chiarezza, e non posso lasciarmi sfuggire il controllo.

«Io...» inizio a dire, ma la voce mi tradisce. Non so se sono pronta a parlare di quello che è successo con Noah, di come mi ha fatto sentire. Ma in qualche modo, devo farlo. «Noah... mi ha appena baciata,» ammetto, guardando le due ragazze.

Alix mi fissa, come se cercasse di leggere nei miei occhi qualcosa che non riesco nemmeno a comprendere io stessa. Sophie si fa avanti, il suo sguardo sincero ma anche perplesso.

«E tu cosa ne pensi?» chiede Sophie, le sue parole quasi morbide, come se cercasse di essere delicata.

Io non so cosa rispondere. Non posso negare che il bacio mi ha scosso, ma allo stesso tempo, non so se è abbastanza per dimenticare tutto quello che è successo prima, per dimenticare Ryan, per dimenticare come mi sono sentita quando Noah mi ha allontanata.

«Non lo so,» rispondo, con una voce quasi stanca. «È complicato. È... troppo tardi, forse.»

Alix mi osserva intensamente, come se volesse farmi capire qualcosa che, forse, ancora non lo voglio ammettere. Poi si volta verso Noah, che è ancora lì, in piedi, immobile. I suoi occhi sembrano pieni di una tristezza che non voglio affrontare.

«Devi decidere cosa vuoi, Elizabeth,» dice Alix, con una determinazione che non avevo mai sentito prima. «Non puoi continuare a vivere tra due mondi. Devi scegliere.»

Le sue parole mi colpiscono come un pugno. Non posso più ignorare la realtà. Ma scegliere cosa? Ryan o Noah? Due ragazzi che rappresentano cose diverse, ma che, in qualche modo, sono legati a me. E io sono qui, nel mezzo, cercando di capire quale sia la strada giusta da percorrere.

Mi volto verso Noah, il suo sguardo che mi perfora, e per un attimo, sento il peso di tutto quello che ci siamo persi. Ma poi penso a Ryan, e a come mi ha fatto sentire, e mi sembra che ci sia qualcosa che non posso ignorare.

«Forse è davvero troppo tardi,» dico, più a me stessa che a lui. «Forse dobbiamo andare avanti.»

Noah non risponde subito, ma posso vedere la sofferenza nei suoi occhi. Non so cosa fare, non so quale sia la decisione giusta. Ma una cosa è certa: questa notte, tutto è cambiato.

Rientro nel salone del ballo, il cuore che ancora batte forte nel petto. La porta si chiude dietro di me, e per un momento, mi sento come se stessi entrando in un altro mondo, lontana dalla conversazione che ho appena avuto con Noah. Non sono pronta ad affrontare ciò che mi sta succedendo, ma so che devo. Ryan mi sta aspettando, e so che mi ha visto uscire da sola.

Lo trovo subito tra la folla. È lì, con il suo sorriso che prima mi sembrava rassicurante, ma che ora mi sembra lontano, come se fosse diventato qualcosa di diverso. Non è più il ragazzo con cui ero felice di passare del tempo. C'è una distanza tra di noi che non posso ignorare.

Mi avvicino, ma subito vedo nei suoi occhi che qualcosa non va. Non c'è il sorriso che mi aspettavo. Solo una leggera delusione.

«Elizabeth,» dice, la sua voce bassa, quasi come se avesse già capito. «Dove sei stata?»

Lui non è stupido. Ha visto che non sono andata in bagno come gli avevo detto, e la sua espressione lo conferma. Non so cosa rispondere. Non voglio mentirgli, ma so che se gli dico la verità, tutto cambierà.

«Sono uscita un attimo,» rispondo, cercando di sembrare naturale. Ma non ci riesco. Non con lui. «Mi sentivo un po' soffocata, e...»

«E sei andata da Noah, vero?» La sua voce non è arrabbiata, ma c'è una stanchezza in essa, come se avesse già sopportato troppo.

Mi blocco, il respiro che mi si fa corto. Non posso mentirgli, non posso negarlo. È come se lui avesse letto nei miei pensieri. E la cosa che mi fa male è che ha ragione. Ero fuori con Noah, e ora mi trovo in questa situazione difficile.

«Ryan, io...» inizio, ma le parole mi sembrano inutili. Non so come spiegargli quello che sto provando. «Non è quello che pensi. Non volevo che tu...»

«Non volevo che io ci rimanessi male?» Mi interrompe, il suo sguardo fisso su di me. «Sì, Elizabeth, lo capisco. Io sono stanco di cercare di convincerti che possiamo essere qualcosa. Stanco di pensare che tu possa scegliere me per una volta.»

La sua voce si fa più ferma, e il suo volto è segnato da una tristezza che non avevo mai visto prima. Per un attimo, mi sembra di non riconoscere più il ragazzo che avevo conosciuto.

«Ryan, non è che non voglio più stare con te,» dico, cercando di spiegarmi, ma lui scuote la testa, interrompendomi.

«No, è che non sei mai stata davvero con me, Elizabeth,» dice, le parole piene di una tristezza che mi spezza il cuore. «Mi hai sempre dato speranza, ma alla fine, sei sempre stata con Noah. Sempre. Non posso continuare a illudermi che le cose possano cambiare, che tu possa finalmente scegliere me. Perché so che non lo farai mai.»

Mi sento come se mi fosse stato strappato qualcosa. La verità mi colpisce come un pugno allo stomaco, e mi rendo conto che lui ha ragione. Non l'ho mai scelto veramente. E non so se posso.

«Ryan...» cerco di dire, ma le parole mi sfuggono. Non so più cosa dire. «Mi dispiace.»

Lui mi guarda per un attimo, e poi sospira, come se avesse finalmente capito. «È troppo tardi, Elizabeth. Non voglio essere quello che aspetta sempre che tu faccia una scelta che non farai mai. Fai quello che devi fare, ma non aspettarti che io ci sia ancora quando ti sarai decisa.»

Mi guarda un'ultima volta, poi si gira e si allontana, lasciandomi lì, nel caos della festa, a sentire il peso delle sue parole. E io so che in qualche modo, anche se lo sto perdendo, sto perdendo anche me stessa.

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