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Noah POV
Stavo seduto sulla panchina del cortile, con la testa tra le mani, cercando di mettere insieme i pezzi della giornata. Mi sentivo una merda. La mente vagava, persa nei ricordi. Sentivo una presenza accanto a me. Klaus. Non mi ero nemmeno accorto che si fosse seduto lì.

<<Ti ricordi di com'eravamo, no?>> disse Klaus, con quel tono che sapevo benissimo voler dire "ce lo ricordiamo entrambi".

Sorrisi amaramente, senza guardarlo. Era vero. Qualche anno fa, eravamo due ragazzi senza pensieri, sempre a divertirci, senza mai guardare troppo avanti. Non mi importava di niente. Non mi importava di nessuno. Potevo fare quello che volevo, senza rendermi conto delle conseguenze. Potevo scoparmi più ragazze in un giorno, e non ne avrei dato un peso.  Klaus era lo stesso. Insieme, eravamo una squadra invincibile, almeno per come ci vedevamo noi. Ma ora?

<<Sì, certo che mi ricordo scemo, è stato tutto fino all'inizio di quest'anno eh... sembravamo invincibili>> risposi, scivolando lentamente in un sorriso stanco.

Mi passò una sigaretta. Accesi senza pensarci troppo, il fumo che saliva nel cielo grigio come un'ombra dei miei pensieri. Klaus si rilassò un attimo, come se stesse aspettando che continuassi.

<<E poi è arrivata Elizabeth>> aggiunse Klaus, guardando il cielo.

Era strano, ma vero. Elizabeth non era come le altre. Non era solo una ragazza qualsiasi, come quelle di prima. Mi aveva cambiato. Aveva cambiato tutto. E lo stesso valeva per Klaus, anche se non lo ammetteva. Prima non avremmo mai pensato a cose come "stare bene con una persona". Non ci importava. Ma lei aveva fatto qualcosa che nessuna ragazza era riuscita a fare.

<<Mi aveva fatto sentire... diverso>>, dissi con un filo di voce.

Klaus non rispose subito. Per un attimo, sembrava perso nei suoi pensieri, come se stesse cercando di trovare le parole giuste.

<<Se non ci fosse stata, probabilmente saremmo ancora quelli di una volta>> disse alla fine, più serio che mai.

Sorrisi di nuovo, ma questa volta era un sorriso più triste. Avevo perso Elizabeth, e lo sapevo. Klaus lo sapeva. Ma c'era qualcosa in quel cambiamento, qualcosa che non riuscivamo a ignorare. Elizabeth aveva preso pezzi di noi, li aveva cambiati, e ora eravamo qui, senza sapere come tornare indietro.

<<E ora che siamo cambiati, cosa facciamo?>> chiese Klaus, come se volesse davvero sapere.

Eppure, non riuscivo a liberarmi di quella sensazione. Elizabeth aveva cambiato tutto, e nonostante tutto, non riuscivo a smettere di pensarla. Non riuscivo a smettere di sperare che ci fosse ancora un modo per rimediare, anche se sapevo che il tempo non sarebbe tornato indietro.

Sospirai, guardando il fumo della sigaretta salire lento nel cielo. In qualche modo, sentivo che dire quelle parole mi dava un po' di sollievo, anche se non ero del tutto convinto.

<<È stato meglio lasciarla andare>>, dissi finalmente, senza guardare Klaus. <<Se fossi rimasto, avrei solo rischiato di farle del male. Le cose tra noi erano già complicate, e il modo in cui mi sentivo... non le avrei mai voluto mettere in pericolo>>.

Klaus rimase in silenzio per un momento, forse riflettendo su ciò che avevo appena detto. Ma poi, con una voce che non lasciava spazio a dubbi, rispose.

<<Stai sbagliando, Noah>>. Klaus si voltò verso di me, serio come non mai. <<Non è così che funziona. Non puoi solo lasciarla andare perché pensi che sia la cosa giusta per lei. Se l'amavi davvero, avresti dovuto lottare, non scappare. Non puoi proteggere qualcuno solo stando lontano. Sei stato uno stronzo>>.

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