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Elizabeth POV
Sono seduta sul mio letto, la stanza avvolta dal silenzio, tranne il rumore sommesso della pioggia che batte contro la finestra. Il pensiero mi gira in testa da ore, eppure non riesco a prendere una decisione. La domanda è semplice: accettare o no l'invito di Ryan per il ballo di fine anno?

Mi piacerebbe andare con lui. Eppure, qualcosa in me ha esitato, una parte di me che ancora non riesce a dimenticare Noah e la confusione che mi ha lasciato dentro.

"Perché non dovresti andarci? È solo un ballo," mi ripeto, cercando di razionalizzare. Ma ogni volta che penso a Ryan, qualcosa mi dice che non è così semplice.

Mi guardo allo specchio, cercando di vedere me stessa. Vedo i miei occhi, un po' stanchi, ma ancora pieni di sogni e speranze. Non sono più la ragazza che ero prima di incontrare Noah e, forse, nemmeno quella che ero prima di incontrare Ryan. Ma oggi è diverso. È il mio momento di prendere una decisione, di guardare avanti, non dietro.

Ripenso a quanto è stato gentile con me ultimamente. Quando mi sono sentita persa, lui è stato lì, senza fare domande, senza aspettarsi nulla in cambio. È stato il suo modo di farmi sentire speciale, non come qualcun altro, ma come io. Mi ha dato quella sensazione che ho tanto cercato, come se fossi importante, come se contassi davvero per qualcuno.

Mi alzo e cammino verso il telefono sul comodino. Lo guardo per un attimo, indecisa. Poi, con un respiro profondo, afferro il telefono e lo sblocca.

"Ciao Ryan, ho pensato a lungo... e ho deciso. Accetto il tuo invito."

Premo invio senza esitazione. Non so cosa mi aspetta, non so cosa succederà al ballo, ma sento che è giusto. È il momento di fare qualcosa per me, di uscire dalla mia zona di comfort e vivere il presente.

Il telefono vibra in risposta. Leggo il messaggio con un sorriso che non posso fermare.

"Grazie Elizabeth, non te ne pentirai."

Sento un calore che mi avvolge. Non so cosa succederà, ma so che ho preso la decisione giusta. Non importa cosa accadrà con Noah, non importa quello che la vita mi riserva. Ora è il mio turno di scegliere il mio cammino.

E per la prima volta in tanto tempo, mi sento pronta ad affrontare qualsiasi cosa.

Noah POV

Sono seduto in silenzio, mentre Klaus continua a parlare, ma la mia testa è lontana. Ethan mi ha chiamato. Non posso dimenticare quello che ha cercato di fare: distruggere la mia vita, distruggere tutto quello che ho costruito con Elizabeth. L'infamia della denuncia di spaccio, il modo in cui ha cercato di farmi sembrare il colpevole. Mi fa venire voglia di vomitare solo a pensarci.

Non lo odio. Ethan è solo una pedina, un ragazzo che, per chissà quale motivo, ha deciso di mettersi sulla mia strada. Lo odio, però, per quello che mi ha fatto. Per la falsità, per come mi ha messo sotto pressione.

Quando il telefono vibra, mi sento di nuovo teso. La sua chiamata. Ethan. Non è mai una buona notizia quando mi cerca. Rispondo senza pensarci troppo, cercando di non far capire quanto mi stia rovinando il sangue.

«Cosa c'è, Ethan?» dico, cercando di sembrare calmo. Non sono mai stato bravo con le parole quando si tratta di lui.

«Ho scoperto una cosa interessante,» risponde, e lo so, sta cercando di fare il furbo, di farmi soffrire ancora un po'. «Ti ricordi Elizabeth, giusto?»

«Cosa vuoi dire?» chiedo, cercando di mantenere un minimo di controllo. Il cuore mi batte forte, e odio ogni singola parola che sta per uscire dalla sua bocca.

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