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SARAH POV
Mi siedo sul bordo del letto, guardando il mio riflesso nello specchio appeso davanti a me. La luce soffusa della stanza fa sembrare tutto più opaco, come se stessi vivendo in una specie di limbo. Non posso fare a meno di pensare a come mi sento in questo momento, e la verità è che non mi piace affatto.

Ho iniziato tutto questo con un'intenzione ben precisa: far ingelosire Noah. Lui, che mi aveva deluso così tanto, ora era il mio obiettivo. Non c'era più spazio per il rancore che avevo nei suoi confronti, eppure qualcosa dentro di me mi spingeva a cercare la sua attenzione in un altro modo. Così è nato tutto. Lucas, con la sua faccia da ragazzo con cui è facile parlare, è diventato la mia arma. Non pensavo che sarebbe andato così lontano.

All'inizio sembrava tutto innocente. Due amici che si supportano a vicenda, dopo tutte le cazzate che sono successe con Max e Elizabeth. Lucas mi ha sempre fatto sentire a mio agio, mi ha fatto dimenticare per un attimo tutto quello che c'era dietro, tutto il dolore. Ma più passano i giorni, più mi accorgo che lui si sta davvero affezionando a me, e io... io non so cosa fare. Mi sento intrappolata, come se stesse iniziando a diventare qualcosa di più che una semplice distrazione.

Eppure non posso fermarmi, vero? Non posso fermarmi ora, non dopo tutto quello che Noah mi ha fatto passare. L'idea che Noah veda me e Lucas vicini, che lo faccia ingelosire... è troppo allettante. Gli ho fatto credere che ci fosse qualcosa tra me e Lucas, ma in fondo so che è tutto solo un gioco. Non voglio davvero Lucas. Voglio solo far pagare a Noah il dolore che mi ha causato. Eppure, mentre Lucas sorride e cerca di farmi ridere, qualcosa dentro di me mi dice che lo sto solo ingannando. Lo sto usando. E peggio ancora, non so se voglio fermarmi.

Non posso. Non ora.

Ma mentre lo guardo, il suo sorriso che mi fa sentire specialmente importante, mi chiedo se ci stiamo davvero illudendo entrambi. Se non stiamo solo cercando di riempire un vuoto che nessuno dei due sa come affrontare. E mentre mi aggrappo a lui per il mio scopo, non posso fare a meno di sentire un peso crescente, una voce che mi dice che sto sbagliando, che non è giusto.

Ma è troppo tardi per fermarsi. Non ora.

NOAH POV

Arrivo al parco con dieci minuti di anticipo, ma Ethan è già lì. È seduto su una panchina, con una sigaretta tra le dita e lo sguardo fisso nel vuoto. Mi sembra diverso dal solito, quasi... meno sicuro di sé. O magari sono solo io che mi sto immaginando cose.

«Puntuale come sempre,» dice senza nemmeno voltarsi verso di me.

«Taglia corto, Ethan. Che vuoi?»

Non ho voglia di perderci troppo tempo. L'ultima cosa che mi serve è un'altra delle sue giocate psicologiche. Ma lui non si scompone, si limita a spegnere la sigaretta contro la panchina e poi si alza.

«Sei sempre così impaziente, Noah. È un miracolo che qualcuno ti sopporti.»

«Parla chi vuole distruggermi da mesi. Vuoi arrivare al punto?»

Ethan si infila le mani nelle tasche e mi scruta. È inquietante il modo in cui riesce a mantenere la calma, come se fosse sempre un passo avanti a tutti.

«Parliamo di Mark.»

Non mi aspettavo che tirasse fuori lui. Inarco un sopracciglio, confuso. «Che c'entra Mark?»

«Il tuo fidato fratellastro,» dice con una vena di sarcasmo. «Sai, ci sono tante cose che non sai su di lui.»

«E tu invece ne sapresti?»

Ethan sorride. Un sorriso freddo, quasi compiaciuto. «Ne so più di quanto tu immagini. Mark non è quello che pensi.»

«E cosa sarebbe, allora?» incalzo, incrociando le braccia.

Lui tira fuori il telefono e lo agita leggermente davanti a me. «Diciamo che ho un po' di materiale che potrebbe farti cambiare idea su di lui. Messaggi, conversazioni... chiamalo come vuoi.»

«Basta con questi giochetti, Ethan!» sbotto, facendo un passo verso di lui. «Se hai qualcosa da dirmi, fallo adesso. Altrimenti sparisci.»

«Mark ti ha venduto,» sputa fuori con calma. «Tutto quello che ti è successo ultimamente? Le accuse, le voci... è tutto partito da lui. Io ho solo dato una spinta. È stato Mark a passarmi le informazioni. È stato lui a tradirti.»

Mi blocco. Per un momento non riesco a dire nulla. Lo fisso, cercando di capire se stia mentendo o no. Ma il problema è che Ethan non mente mai. Non senza un motivo, almeno.

«Bullshit,» mormoro, ma la mia voce non ha la solita fermezza.

Ethan ride, ma è una risata senza calore. «Vuoi prove? Te le do. Ecco qui.»

Mi lancia il telefono e io, controvoglia, lo afferro. Sullo schermo ci sono dei messaggi. Li riconosco subito: sono di Mark. Non posso sbagliarmi sul suo modo di scrivere.

'Noah non sospetta nulla.

'Gli farò credere che sei tu il problema, Ethan.'

'In fondo è solo un arrogante che si crede invincibile.'

Il sangue mi si ghiaccia nelle vene. Continuo a scorrere, e più leggo, più sento la rabbia montarmi dentro.

«Perché...?» riesco a chiedere, ma la mia voce è spezzata.

«Perché è uno stronzo, Noah. E tu gli hai dato troppo potere. Io non sono il tuo nemico, non più. Ma Mark? Mark ti sta scavando la fossa da mesi.»

Stringo il telefono tra le mani, con le nocche che diventano bianche. «Perché mi stai dicendo tutto questo?»

Ethan si stringe nelle spalle. «Forse mi sono stancato di questa guerra. Forse voglio vedere se riesci a cavartela da solo. O forse...» Si avvicina, guardandomi dritto negli occhi. «...sto solo aspettando il momento giusto per colpire di nuovo. Chi lo sa?»

Non so se credergli. Non so nemmeno cosa fare con tutto quello che ho appena scoperto. Ma una cosa è certa: Mark mi deve delle spiegazioni.

«Ci vediamo in giro, Noah,» dice Ethan prima di andarsene, lasciandomi lì, con il suo telefono in mano e una rabbia che mi consuma.

Ora so che Mark è un servitore di Ethan, che vuole rovinarmi la vita. Non è solo il ragazzo che i miei hanno preso in affido, senza sapere chi fosse veramente. Ma Ethan sì. E sembra che abbia avuto il controllo su di lui da tempo, forse da sempre. E questa scoperta mi distrugge dentro...

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