KLAUS POV
«Ma io sono innamorato.» mi risponde lui, con la voce carica di convinzione.
Il mio sangue ribolle. Stringo il telefono con forza, come se potessi strozzarlo da qui.
«Cosa cazzo sei tu? Hai perso la testa? Elizabeth è solo una puttana, evita, Noah.»
Dall'altra parte della linea, la sua voce esplode furiosa.
«Stronzo di merda, non parlarle così! Non sai neanche com'è fatta. Parla così di nuovo di lei e sei morto!»
La sua rabbia è talmente violenta che per un attimo resto in silenzio, spiazzato. Poi sento un clic. Ha chiuso la chiamata.
Resto lì, in piedi, in mezzo alla mia stanza, con il telefono ancora vicino all'orecchio spento. Il silenzio che segue è assordante. Sbatto il telefono sul letto, il cuore che mi batte troppo forte.
Che cazzo gli sta facendo Elizabeth? Che pozione gli ha dato? È impazzito?
Noah sta cambiando, e non mi piace. Da quando c'è lei, non mi guarda più, non mi scrive come prima. Non ride con me come una volta. E io... io mi sento solo. Se non ho lui, non ho nessuno.
Mi passo una mano tra i capelli e sospiro. Ho bisogno di distrarmi.
Apro i contatti, scorro veloce. Chiamo la prima tipa che mi risponde.
Ho solo voglia di farmi una scopata. Punto.
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ELIZABETH POV
La sera è calata in fretta, portando con sé un silenzio dolce e familiare. La casa è immersa in una luce calda, soffusa, e dalla televisione accesa arriva il suono allegro dei cartoni animati. Noah e Allison sono seduti sul divano, stretti sotto una coperta, con un plaid azzurro sulle gambe. Stanno guardando un episodio di Bing, scelto ovviamente dalla piccola.
Io sono in bagno. Ho appena finito di farmi la doccia e sto asciugando i capelli con l'asciugamano, mentre il phon giace spento sul mobile. Le gocce d'acqua scivolano ancora lungo la schiena.
Quando torno in salotto, la coperta è ancora lì, ma Noah non c'è più. Lo sento parlare in cucina, la voce bassa, tesa. Mi avvicino senza fare rumore, senza volerlo. Non comprendo ogni parola, ma frammenti della conversazione mi arrivano chiari.
«Non te la porto.»
Una pausa.
«Ho alcuni problemi ora.» sbuffa.
«Dammi altro tempo, per favore.»
Poi il suono secco della chiamata interrotta e un grido: «Vaffanculo!»
Segue subito un altro: «Scusa, Allison.»
Mi affaccio piano. «È tutto a posto?» chiedo, incerta.
Lui si volta e abbozza un sorriso. «Sì. Ma che fai, mi spii?»
«No... io... io stavo...» Balbetto. Perché stavo origliando?
«Calmati Jonson, sto scherzando.» dice, alzando le mani. Poi si siede accanto alla sorellina e la stringe a sé. «Ti siedi qua con noi?» mi chiede.
«Sììì!» esclama Allison, battendo le manine.
Sorrido e mi accomodo accanto a lei. L'aria profuma di ammorbidente e biscotti, e per un attimo tutto sembra incredibilmente normale.
«Che ci stiamo guardando?» chiedo.
«Bing!» risponde entusiasta Allison.
Prendo il telefono e apro Instagram per distrarmi un attimo. Scorrendo, noto una notifica. Una richiesta nei messaggi.
Curiosa, clicco sul profilo del ragazzo. Niente male. Complimenti alla madre, davvero. Proprio mentre sto per aprire il messaggio, Noah si avvicina e sbircia il mio schermo.
«Chi ti ha scritto?» chiede, con una nota di fastidio nella voce. Non capisco il perché.
«Un tipo. Non ho ancora aperto la notifica.» rispondo.
«E che aspetti?» incalza lui.
Apro. Il messaggio dice: «Ciao, è vero che sei fidanzata con Gilbert? Perché sennò io sarei disponibile.» Segue un'emoji ammiccante.
Lo faccio leggere a Noah.
In un lampo, mi prende il telefono.
«Ehi, che fai!» dico, sorpresa.
Lo vedo aprire la fotocamera, mettersi in posa e scattarsi una foto. «Ridammi il telefono!» insisto, cercando di strapparglielo.
«Noah!» lo richiamo di nuovo, mentre scrive qualcosa.
Quando finalmente mi restituisce il cellulare, la chat è ancora aperta. Leggo il messaggio appena inviato:
Foto di Noah + "Scrivi un'altra volta alla mia ragazza e ti ammazzo."
Mi scappa un sorriso. Alzo lo sguardo. Lui mi sta osservando, con un'espressione compiaciuta.
«Potevi andarci piano.» commento.
«Non è il mio forte.» risponde lui, senza smettere di guardarmi.
Allison, intanto, batte le mani e alza il volume della TV. «Stop!» ordina, come se fosse lei a comandare il mondo.
Quella bambina sa fare troppe cose per la sua età.
Dopo qualche minuto si addormenta tra noi. Il respiro calmo, il petto che si alza e si abbassa lentamente. La prendo con delicatezza e la porto nel mio letto, sistemandola tra le coperte.
Quando torno, Noah è ancora seduto sul divano, ma ha lo sguardo perso nel vuoto. Le sue mani sono intrecciate, i gomiti poggiati sulle ginocchia. Lo vedo tremare leggermente.
«Ti devo chiedere un enorme favore. Un brutto favore.» mi dice, la voce incrinata, quasi rotta.
Lo guardo. Gli occhi lucidi, rossi. Le labbra appena dischiuse come se stesse per crollare.
E in quel momento, so che sta per dirmi qualcosa che cambierà tutto.
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Unlimited
RomanceElizabeth Jonhson e Noah Gilbert si odiano da sempre. Lei è testarda, determinata, con il desiderio di trovare il suo posto nel mondo. Lui è tormentato, circondato da ombre del passato che non riesce a scrollarsi di dosso. Quando le loro vite si int...
