NOAH POV
Quella ragazzina deve smettere. Deve smettere di dirmi come comportarmi. Deve smettere.
Eppure, nonostante tutto, sto andando dal preside. Sì, mi ha convinto.
Busso alla porta con un misto di frustrazione e rassegnazione. Chi me l'ha fatto fare? Ma ormai è troppo tardi.
«Avanti» sento dire da dietro la porta, e la apro lentamente. «Gilbert, accomodati.»
«Preferisco rimanere in piedi,» rispondo con un tono deciso, appoggiandomi allo stile dell'armadio, cercando di mantenere una distanza fisica e psicologica.
«Va bene, come preferisci. Ti starai chiedendo perché sei qua, o forse lo sai già?» Il preside sorride con un'espressione che sa di furbizia. Mi fa venire voglia di alzarmi e andarmene.
«No, non lo so,» rispondo secco. Non ho voglia di star qui a perdere tempo. Voglio solo uscire, fumare e dimenticare tutto.
«Non voglio sapere cosa stai combinando, ma ho buone notizie.» Sorride più ampiamente, e mi fa sentire come se fosse in procinto di dirmi qualcosa che mi riguarderà personalmente.
«Buone notizie?» ripeto, lanciandogli uno sguardo perplesso. Sono più curioso di quanto ammetterei.
«So che stai andando molto bene nella squadra di football. Un'università ci ha chiesto di inviare loro i video dei nostri allievi, e tu sei stato quello più 'acclamato'.» Si ferma un attimo, frugando tra dei fogli nel suo raccoglitore. «Aspetta che lo trovi... oh, eccolo. Sei quello più acclamato con ben duecentoquindici punti su duecentocinquanta. I tuoi compagni sono tutti sotto i centocinquanta.» Chiude il raccoglitore con un piccolo schiocco.
«Non capisco cosa vuole da me.» Lo fisso, cercando di restare impassibile.
«Hai buone opportunità di ottenere una borsa di studio per quella università. È una delle più richieste d'America.» Mi guarda come se stesse cercando di suscitare una reazione. «Però, Gilbert, devi migliorare il comportamento. Certo, il football ti dà più possibilità, ma non è certo con parecchie sospensioni che ti aprirai la strada.»
«Ok, la ringrazio,» rispondo rapidamente, pronto a uscire da quella stanza.
Mi frego completamente del comportamento e della borsa di studio. La lezione è ancora in corso, ma io posso anche andarmene. Mi sento libero.
Appena sto per uscire, il signor Johnson mi richiama.
«Noah, ho dimenticato di chiederti come sta andando il compito. So che ultimamente lo state facendo per davvero.»
Cazzo, il compito. La ragazzina ha avuto dei problemi, e per una settimana non abbiamo fatto nulla. Ora ci resta poco più di una settimana.
«Oh, tutto a posto, è quasi finito,» mento con una tranquillità che non sento affatto. Non posso certo dirgli che siamo a metà del lavoro.
«Peccato che avete una data di scadenza,» aggiunge lui, lanciandomi un'occhiata di disapprovazione. Non può essere più comprensivo, almeno con sua figlia?
«Arrivederci,» gli sbuffo, prima di dirigermi verso l'uscita. Quello stronzo pelato. Manca ancora un'ora, ma credo che me la salto.
Elizabeth POV
«Allora, Mark, come mai sei finito in questo posto sperduto?» Gli chiedo con curiosità, mentre il suono della campanella ci ricorda che l'intervallo sta per finire.
«Só peço que você não diga a ninguém.»
Lo guardo confusa. È il mio orecchio a farmi uno scherzo, o questo non è americano?
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Unlimited
RomanceElizabeth Jonhson e Noah Gilbert si odiano da sempre. Lei è testarda, determinata, con il desiderio di trovare il suo posto nel mondo. Lui è tormentato, circondato da ombre del passato che non riesce a scrollarsi di dosso. Quando le loro vite si int...
