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NOAH POV
La casa è insolitamente silenziosa quando entro. È come se l'aria stessa fosse trattenuta, in attesa di qualcosa. Appoggio le chiavi sul tavolo e mi passo una mano tra i capelli, ancora stanco e confuso per tutto quello che è successo alla festa. Ma non appena faccio qualche passo, la voce di mia madre mi richiama all'ordine.

«Noah, vieni qui. Dobbiamo parlare.»

Mi blocco per un attimo, il cuore che salta un battito. Non è mai un buon segno quando i miei genitori usano quel tono. Entro in soggiorno e li trovo entrambi seduti sul divano. Mia madre ha un'espressione preoccupata, mentre mio padre sembra stanco. Mi siedo sulla poltrona di fronte a loro, cercando di prepararmi a qualsiasi cosa stiano per dirmi.

«Abbiamo parlato con gli assistenti sociali,» inizia mio padre, andando dritto al punto.

Sento un brivido lungo la schiena. Già so dove vogliono arrivare. «E quindi?» chiedo, cercando di mantenere la calma.

«Mark ha lasciato casa nostra,» continua mia madre, la voce bassa ma ferma. «Gli assistenti sociali hanno deciso che era meglio trasferirlo altrove. Non possiamo tenerlo qui dopo tutto quello che è successo.»

La notizia mi lascia senza parole per un momento. So che è la cosa giusta, ma c'è comunque una parte di me che si sente... strana. Nonostante tutto, Mark è sempre stato mio fratellastro.

«Lui ha detto qualcosa?» chiedo, abbassando lo sguardo sul tappeto.

Mia madre scuote la testa. «Non ha negato nulla, Noah. Ha ammesso di aver tradito la nostra fiducia e di aver usato questa situazione per avvicinarsi a te... anche se non nel modo giusto.»

Mio padre si appoggia allo schienale, sospirando profondamente. «Non era facile per lui. Ma nemmeno per noi. E non potevamo permettere che continuasse a manipolare te o chiunque altro in questa casa.»

Annuisco lentamente, anche se il peso di tutto questo è opprimente. Non so nemmeno cosa provo esattamente. Sollievo? Rabbia? Tristezza? Forse un misto di tutto.

«E adesso?» domando, la voce appena un sussurro.

Mio padre si alza e si avvicina, posandomi una mano sulla spalla. «Adesso cerchiamo di andare avanti. Noi siamo qui per te, Noah. Sempre.»

Mia madre annuisce, con un piccolo sorriso. «Speriamo solo che questa situazione non abbia rovinato tutto per te e... Elizabeth.»

Al sentir pronunciare il suo nome, il cuore mi salta un altro battito. Ma non rispondo, perché non sono ancora sicuro di come finirà tra noi.

Sarah POV

«Mamma, non posso più farlo,» confesso, lasciandomi cadere sulla sedia di fronte a lei. Il mio cuore sta battendo forte e mi sento sopraffatta.

Mia madre, seduta al tavolo con una tazza di tè tra le mani, mi lancia uno sguardo interrogativo. «Non puoi più fare cosa, Sarah?»

Abbasso lo sguardo, giocherellando con l'orlo della mia maglia. «Questo casino. Tutto questo. Noah, Lucas... tutta questa storia.»

Lei si appoggia allo schienale della sedia, osservandomi attentamente. «Vuoi dirmi che ti sei stancata dei tuoi giochetti?»

Sospiro, sentendomi improvvisamente molto piccola. «Non era un gioco. O almeno, all'inizio pensavo di fare la cosa giusta. Pensavo che facendo ingelosire Noah con Lucas, sarebbe tornato da me. Ma adesso... adesso non so nemmeno più cosa voglio.»

Mia madre alza un sopracciglio. «Davvero non lo sai?»

Scuoto la testa, ma poi mi fermo. La verità è che, sotto tutta questa confusione, una parte di me lo sa. Mi mordicchio il labbro, incerta se voglio davvero dirlo ad alta voce. Ma alla fine mi costringo a parlare.

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