6-Grace

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Entro nel cortile della scuola e subito individuo le mie amiche che mi aspettano al solito posto, cioè accanto ai nostri armadietti.
A scuola ci conoscono come le “Fantastiche cinque”, perché non ci separiamo quasi mai. Questo soprannome ci è piaciuto così tanto che l'abbiamo usato per rinominare il nostro gruppo WhatsApp. La nostra chat contiene così tanti segreti e screen che se una di noi perdesse il cellulare, tutte quante saremmo letteralmente fottute. 
«Dov'è Summer?» Chiedo a Rebecca che ha le mani nella sua borsa e continua a frugarci dentro alla ricerca di qualcosa. Non trova mai niente in quella borsa, sembra che tutto ciò che metta lì dentro, svanisca nel nulla. Un po' come con succede con i calzini, entrano in lavatrice in coppia ed escono divorziati.

«Oggi non verrà, si sentiva poco bene». Risponde dopo aver rinunciato alla sua ricerca.

«Spero si riprenda per la festa di stasera». Si intromette Cassie, osservandola preoccupata.
Nel frattempo, Angelica prende dalla borsa la sua agenda rosa e una penna che costerà quanto il mio armadio.
«Ragazze la festa inizia alle 21.30, voi cercate di arrivare mezz'ora prima, così non sarò da sola quando arriveranno i primi ospiti».
Non parla d'altro da tre giorni, mi sta facendo venire voglia di darle buca.

«Certo, nostro signore», rispondiamo tutte in coro.

«Vi odio». Squittisce incrociando le braccia al petto.
Angelica ha la fama di essere leggermente permalosa, ma giusto un po'. Diciamo che con lei basta una semplice parola sbagliata per rovinarsi la giornata, anzi, la settimana. È capace di tenerti il muso per giorni e giorni.

«Ragazze andiamo, altrimenti faremo tardi per la lezione di pallavolo». Ci ricorda Cassie, sventolando il suo caschetto ramato.
Lei è una di quelle persone con la testa sulle spalle da quando sono nate, ha i suoi obiettivi prefissati dal primo anno di asilo.
Vorrei essere come lei.

Dopo aver raggiunto gli spogliatoi per indossare la divisa da pallavolo, pantaloncini e canotta arancione, entriamo in palestra e ci accorgiamo di non essere da sole come al solito, ma è già occupata.
«Professoressa, cosa ci fanno loro qui?» Rebecca si porta entrambe le mani sui fianchi e oscilla la coda bionda a destra e a sinistra.

«Signorina Scott, non faccia storie come al solito. I ragazzi della squadra di pallanuoto si alleneranno con noi una volta a settimana. La avverto, non voglio sentire lamentele a riguardo».
Che palle.

«Come hai detto?» La Smith mi guarda inviperita.

«Non ho detto niente». Rispondo mentre scappo via, non mi ero accorta di aver parlato ad alta voce.

«Jason, allontanati immediatamente da lì. Max e Nate, non voglio più vedervi con il cellulare in mano!»
La Smith urla sull'orlo di un esaurimento nervoso dopo appena dieci minuti. Si sistema gli occhiali neri che le scivolano sul naso e ci guarda come se fossimo un gruppo di insetti fastidiosi che le girano intorno, poi ci richiama all'ordine con il suo fischietto spacca-timpani.

«Come anticipavo a qualcuno, ci alleneremo insieme una volta a settimana fino alla fine dell'anno, per volontà del coach della squadra di pallanuoto. Le ragioni ve le spiegherò quando e se ne avrò voglia. Non sarà una convivenza facile, ma sono sicura che da persone adulte quali sicuramente siete, riuscirete ad andare tutti d'accordo». Il malcontento generale prende rapidamente piede.

La Smith inizia a frugare nell'armadio grigio alle sue spalle alla ricerca sicuramente del suo amato megafono.
«Il primo che fiata va dritto in vicepresidenza. Preferite squadre miste o maschi contro femmine?»Urla con il megafono a mezz'aria, proprio come immaginavo.
Si solleva di nuovo un vociare tra i ragazzi della pallanuoto.
«Bastaaa, non voglio più sentirvi. Squadre miste.» Urla attraverso il megafono.

Questa donna è completamente pazza.

Broken Glass -  1 - 2- 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora