Guardo le mie migliori amiche e ringrazio Dio per averle nella mia vita, l'amicizia non va mai messa da parte. Quando il cielo diventa grigio, solo il sorriso di un'amica riesce a spazzare via le nuvole.
Proprio come questa sera.
«Ti voglio bene, amica mia». Grace mi stritola in uno dei suoi abbracci, ma la mia attenzione si sposta ancora una volta su Nate che si trova in un angolo in fondo alla sala insieme a Max e Jason.
Non so come faccia, ma ogni volta che poso i miei occhi su di lui, se ne accorge.
Mi fissa intensamente per qualche secondo, poi distoglie lo sguardo tornando a guardare i suoi amici.
Mi rendo conto che non so proprio niente di quel ragazzo misterioso.
Dove abita? Ha fratelli o sorelle? Non so praticamente nulla di lui.
Solo ora mi viene in mente che mi serve un passaggio, non posso tornare con Nate e scatenare il secondo round con il mio ragazzo.
E di certo non mi va di chiederlo a Dan.
Scendo dal cubo e mi dirigo verso Max, ma vengo bloccata da Jason.
«Biondina, hai bevuto troppo?» Mi circonda le spalle con un braccio, cosa che mi infastidisce, ma i miei riflessi sono troppo lenti per scrollarmelo di dosso come dovrei.
«Non vedi che è ubriaca?» La voce baritonale di Nate tuona alle nostre spalle.
«Non facciamolo incazzare».
Mi mormora all'orecchio prima di lasciarmi andare, lanciando uno sguardo divertito a Nate.
Ignoro entrambi e mi avvicino a Max.
«Max, devo chiederti un favore».
«Tutto quello che vuoi, Reb.» Mi sorride genuinamente, mentre io lo trascino in disparte, lontano dagli altri per evitare che ci sentano.
«Mi daresti un passaggio a casa?» Gli chiedo mettendo le mani davanti alla faccia e chinando il capo in segno di preghiera.
Potrei sempre chiamare Thomas, so che verrebbe nonostante la febbre, ma vorrei evitare che mi veda ridotta così. Non vuole che beva alle feste, penso che me lo abbia ripetuto almeno un centinaio di volte.
«Guai in paradiso, tesoro?» Mi assesta una spallata scherzosa.
«Dan si è comportato male stasera, ma se mi vede andare via con Nate darà di matto». Gli spiego velocemente, prima di accorgermi che puzza di birra e barcolla più di me.
Cazzo.
«Biondina vorrei aiutarti, ma sono ubriaco marcio, ho chiesto un passaggio ad Anderson». Indica con il mento quell' antipatico di Nate.
L'avevo capito, Max.
«Puoi sempre tornare con me, se ti va». Jason ci riprova, avvicinandosi di nuovo a me.
«Jas, se non tieni le mani lontane da lei, te le stacco».
Jason scoppia a ridere e solleva lentamente i palmi in alto per mostrarglieli. «Mi scusi, sceriffo. Volevo solo offrirle un passaggio...»
«Lei torna con me». Tuona Nate con un tono che non ammette repliche, dinanzi al quale anche Jason smette di ridere.
Tiro un sospiro di sollievo.
Nate trascina letteralmente me e Max via con lui. Una volta fuori, cammina in silenzio poco distante da noi, mentre io e Max continuiamo a ridere come due idioti per il breve tragitto che ci porta alla sua macchina.
«Biondina, fammi vedere come fai una giravolta...» biascica Max prendendomi la mano, io non me lo faccio ripetere e ne faccio due.
«Ora tocca a te». Gli dico ridendo, così Max tenta maldestramente di imitarmi, ma rotola a terra.
«Ahi...»
Provo a rialzarlo, ma non ci riesco perché continuo a ridere come una matta.
«Sei una stronza, Reb». Si lamenta massaggiandosi la schiena.
«Scusa Max, ma sei troppo divertente» rido ancora, mentre lo aiuto a rialzarsi con molta fatica.
«Avete finito di dare spettacolo voi due?» Nate ci guarda annoiato con le chiavi in mano.
«Max, non trovi che Nate sia troppo serio stasera?» Sgancio una gomitata scherzosa al mio amico che se la ride al mio fianco.
«Ti confesso un segreto: non ride mai».
Mi dice all'orecchio mettendosi una mano davanti alla bocca per non farsi sentire da Nate, ma il suo tentativo fallisce miseramente.
«Altre battute del cazzo e vi lascio a piedi». Ci minaccia il sergente Anderson.
Io e Max ci guardiamo in faccia e scoppiamo a ridere, poi ci mettiamo sugli attenti e fingiamo un saluto militare.
«Sì, capitano».
Siamo proprio persi.
Nate scuote la testa rassegnato, apre la portiera dal lato del guidatore e si ferma a guardarci.
«Se solo provate a vomitarmi sui sedili in pelle, vi scarico in strada». Ci ammonisce serio, mentre apriamo le portiere della macchina.
Max si siede davanti e io scivolo sul sedile posteriore.
«E questa è l'ultima volta che vi faccio da baby-sitter». Aggiunge guardandomi attraverso lo specchietto retrovisore.
«Se dovevo essere rimproverata così, avrei chiamato mio fratello» sbuffo come una bambina, facendo svolazzare una ciocca bionda verso l'alto.
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Broken Glass - 1 - 2- 3
Romansa1 - 2 -3 libro - Trilogia completa - ( Cartacea nel 2028) ✨《Stavo annegando, senza di te.》 《Un pallanuotista che annega?》 《Succede, se gli togli l'ossigeno per respirare. 》✨ Rebecca Scott (una ragazza di 18 anni ) è una delle ragazze più belle c...
