La sensazione di nausea che ho provato quando mi ha detto quelle cose non mi ha più lasciata.
Quando sobo tornata a casa, non sono riuscita a mangiare niente di niente.
Inoltre, mi sento anche in colpa per avergli stampato uno schiaffo sul viso, non è da me perdere le staffe in quel modo. Non so cosa accidenti mi sia passato per la testa, ma non sono riuscita a trattenere la rabbia in quel momento.
Gli devo anche delle scuse, fanculo.
<<Rebecca, puoi aiutarmi?>> Mia mamma è sulla porta della mia camera con una cesta in in vimini stretta tra le mani.
<<Dopo lo faccio, mettila lì>>. Le indico la sedia con un gesto del capo senza alzare gli occhi dal cellulare.
<<Adesso, Rebecca>>, mi rimbecca lei con il tono di quando sta per perdere la pazienza, costringendomi ad alzarmi dal letto per aiutarla.
<<Tutto bene?>> Mi domanda ripiegando alcune magliette di Thomas.
<<E da quando ti interessa di me?>> La osservo indispettita.
Sono incazzata nera per come si è comportata. È vero che noi due non abbiamo mai avuto un bel rapporto, ma ci sono rimasta davvero male per il suo comportamento quando ero in ospedale. È stato mortificante ricevere gli sguardi di compassione dal sanitario di turno che entrava per dirmi che mia mamma avesse solo telefonato per chiedere delle mie condizioni perché era bloccata con il lavoro.
<<Ma cosa stai blaterando?>> Replica indignata la donna che mi ha prima messa al mondo, e poi, ha dimenticato di averlo fatto.
<<Ti rendi conto che tu non ti sia fatta vedere al mio risveglio dal coma?>>Le rinfaccio con rammarico.
Oggi hanno deciso tutti di farmi girare le scatole, non trovo altra spiegazione.
<<Avevo degli impegni improrogabili>>, risponde guardando verso il pavimento.
Sento dei passi in corridoio, ma non mi soffermo più di tanto, accecata dalla rabbia che sento incombere.
<<E dimmi, cara mamma. Cosa c'è più importante di un figlio che rischia di finire all'altro mondo?>> Le urlo contro, stringendo nei pugni una maglietta che stavo ripiegando.
<<Pensi che il mio lavoro non sia altrettanto importante?>> Mi redarguisce, lasciandomi senza parole per la sua insensibilità.
<<Più importante di un figlio che rischia di morire?>> Urlo fuori di me , lanciando la maglietta sul pavimento.
<<Ma cosa succede qui?>> Sull'uscio della porta compaiono Thomas e Nate.
Che diavolo ci fa lui qui?
<<Vattene a fanculo!>> Le urlo contro fuori di me uscendo dalla mia camera senza neanche guardare gli altri due.
Scendo velocemente le scale senza voltarmi e prendo al volo la giacca dall' attaccapanni.
<<Rebecca Scott, se apri quella porta non scomodarti a tornare stasera>>. Mia mamma mi osserva dall'alto delle scale, mentre mi infilo maldestramente la giacca.
<<Mamma, ma cosa dici!>> La ammonisce Thomas mettendosi al suo fianco insieme a Nate che ci osserva sconcertato.
<<Certo, tu non vedi l'ora di sbarazzarti di me! Immagino quanto tu sia rimasta delusa che io non sia morta quella sera. Ma ehi, chi può dirlo, magari può sempre succedermi>>. La guardo con disprezzo e sbatto forte la porta alle mie spalle.
Che razza di stronza.
STAI LEGGENDO
Broken Glass - 1 - 2- 3
Cinta1 - 2 -3 libro - Trilogia completa - ✨《Stavo annegando, senza di te.》 《Un pallanuotista che annega?》 《Succede, se gli togli l'ossigeno per respirare. 》✨ Rebecca Scott (una ragazza di 18 anni ) è una delle ragazze più belle che abbiano mai varcato...
