19-Thomas

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Busso alla porta di quella gran rompicoglioni di mia sorella che come tale non risponde. Spazientito, afferro la maniglia e spalanco la porta.
La vedo rannicchiata sotto alle coperte in posizione fetale.
Dio, quanto è melodrammatica questa ragazza.
La guardo e alzo gli occhi al cielo anche se non mi vede.
«Non fingere di dormire, l'ho inventato io questo gioco». Tiro giù il piumone sotto il quale si è rifugiata.
Faceva la stessa cosa da bambina quando papà la sgridava, correva a rifugiarsi sotto alle coperte, come se potessero proteggerla dal mondo.
Che buffa che era.

«Lasciami stare, non ti voglio vedere». Si lagna con la testa infilata sotto il cuscino.

«Dai Reb, scusami. Non volevo trattarti male». Mi siedo sul bordo del letto e le accarezzo la nuca.
Io e mia sorella abbiamo un legame molto forte, non riusciamo mai a separarci, siamo sempre stati uniti sin da piccoli.
È una rompicoglioni, ma mi vuole un gran bene ed è per questo che ci è rimasta così male quando le ho risposto in quel modo.
Fa la dura contro il mondo, ma io so che è solo una facciata per difendersi.

«Cosa mi nascondete tu e Nate?»
Eccola che parte all'attacco, lo sapevo.

Sospiro in cerca delle parole giuste.
«La vita di Nate non è facile come la nostra, ha molti casini che lo circondano». Prova a ribattere, ma alzo una mano per fermarla. «È proprio per questo motivo che devi restarne fuori».

«Dimmi solo una cosa, Nate è in pericolo?»
In realtà non ne so molto neanche io.
Mi auguro di no.

«Non è in pericolo Reb, ora dimentica questa storia».
Sappiamo entrambi che non si metterà facilmente l'animo in pace.
Rassegnato, me ne vado e la lascio da sola a tormentarsi.
Che poi vorrei capire da dove nasca questo improvviso interesse per la vita di Nate, considerato che l'avrà visto a malapena tre volte.
Una spiegazione plausibile mi attraversa la mente, ma la scaccio subito via.
Non è possibile, mi dico.

Broken Glass -  1 - 2- 3Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora