5-Rebecca Scott

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Sono davvero distrutta.
Le lezioni del terzo anno sembrano proprio toste, nonostante ciò, spero di riuscire a mantenere una media alta in tutte le materie, come sempre.
Dopo il diploma vorrei tanto studiare legge, l'idea mi frulla in testa da un po'.
Ma a questo, ci penserò l'anno prossimo.
Per adesso, sono già stressata così.
Oggi sono riuscita a tornare a casa in anticipo, solo perché l'allenamento di pallavolo è stato rimandato a domani, almeno potrò riposarmi un po' di più.
«Mamma sono tornata». Scalcio via le scarpe e lancio la giacca sull'attaccapanni.
«Mammaaa», urlo per farmi sentire, ma sembra che non ci sia anima viva in casa. Mi incammino in cucina e noto un post-it giallo sulla lavagna appesa al frigo:

Dopo il lavoro ho una cena con le ragazze, tornerò tardi. Papà sarà fuori per lavoro per qualche giorno. Ho lasciato la cena nel frigo, devi solo mettere le lasagne precotte nel forno per riscaldarle.

Mi rigiro il pezzo di carta tra le mani e lo getto nella spazzatura. Mi chiedo come mai ultimamente sparisca ogni volta che papà è fuori per lavoro. Quella donna diventa ogni giorno più strana, sarà la menopausa. Sorrido al pensiero che se mi sentisse, mi ucciderebbe senza ombra di dubbio.
Tiro fuori le lasagne e le infilo nel forno,
nel frattempo che si scaldino, corro al piano di sopra per farmi una doccia veloce.
Raccolgo i capelli in un chignon spettinato e mi insapono con il mio adorato bagnoschiuma alla pesca.
Dopo la doccia, mi intrufolo nella camera di Thomas per rubargli l'ennesima t-shirt dal suo armadio.
Amo le sue magliette, sono comodissime.
Mentre mi spazzolo i capelli allo specchio, uno strano odore di bruciato mi insospettisce.
Cazzo, le lasagne.
Corro giù per cercare di salvare le mie lasagne, ma prima di raggiungere l'ultimo gradino, dalla porta di ingresso entrano Thomas e Max.
«Ciao ragazzi» farfuglio.

«Ciao, biondina». Max sofferma di proposito lo sguardo sulle mie gambe per far incavolare Thomas.

«Scusa Reb, non sapevo fossi in casa. Noi andiamo in camera mia».
Thomas lo spintona verso le scale, ma lui finge di non riuscire a camminare.
«Scott, mi fanno male le gambe...» finge una smorfia di dolore.
«Max, vuoi che te le tagli le gambe?» Lo ammonisce subito.

«Ma la smetti di essere geloso anche di me? Cazzo, Rebecca è una sorella per me». Scuote la testa rassegnato dinanzi ai disturbi di mio fratello, mentre salgono le scale.
E lui è come un secondo fratello per me.
Ci conosciamo da tutta la vita, mi fido ciecamente e so che non mi guarderebbe mai con malizia, anche se adora prendere in giro Thomas.

Ritorno in cucina e tiro fuori le lasagne dal forno, leggermente bruciacchiate.
Be', a essere onesti, più che leggermente.
Quando sto per assaggiarle, sento il campanello suonare.
Non ci credo!
Sbuffo platealmente e corro ad aprire, innervosita, spalanco la porta con forza.
«Ma si può mangiare in... s-anta pac-e», le parole mi muoiono in bocca, appena vedo Nate Anderson sull'uscio della porta.

È la prima volta che me lo ritrovo in casa, so che viene spesso a trovare Thomas, ma non ci siamo mai incrociati.
E conoscendo quel paranoico di mio fratello, non penso sia un caso.

«Ehm... tuo fratello è di sopra?» Si dondola sui talloni con le mani infilate nelle tasche dei jeans.
Sembra un'altra persona rispetto ad oggi.
Sarà mica bipolare?

«Sì, è di sopra con Max. Se la squadra omicidi è al completo, tornerei a mangiare». Rispondo spazientita.
«Okay...» si limita a dire.
«Mettila lì, mia mamma non vuole che portiamo nulla di sopra». Gli indico l'attaccapanni di legno sulla destra.

«Maniaca della pulizia?» Si volta per togliersi il giubbino, e io resto per un attimo imbambolata a guardargli le spalle larghe fasciate dalla maglietta nera.
Ho la gola secca.

Broken Glass -  1 - 2- 3Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora