55-Nate

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Quando apro gli occhi, Rebecca dorme ancora, ha la testa poggiata sul mio petto e mi circonda i fianchi con un braccio. I capelli ondulati le ricadono sul viso donandole proprio l'aspetto di un angelo.
È così bella da farmi quasi male.
È una sensazione che non riesco a spiegare.

Ieri sera ho ceduto, non sono riuscito più a trattenermi, la voglia che avevo di baciarla ha preso il sopravvento su tutto il resto.
Non ero mai stato in un letto con una ragazza senza farmela, in realtà l'obiettivo era solo quello, non mi interessava fare altro.
Con lei è tutto diverso.
Inizio a provare qualcosa che non ho mai provato prima e che non riesco a spiegarmi, so solo che è qualcosa di molto forte.
Ho passato tutta la notte a baciarla, ne volevo sempre di più, come se dopo aver sentito il suo sapore non potessi più farne a meno.
E questo, mi spaventa più che mai.
Lentamente apre gli occhi rivolgendo il mento verso di me.
«Buongiorno, rompiscatole», le dico per primo, il suo silenzio sembra durare un'eternità.

«Buongiorno, Nate».
Le sue labbra si aprono in un sorriso così dolce che sento il cuore sussultare, un'emozione che non avevo mai provato prima e che non saprei spiegarla neanche se mi mettessi di impegno.

«Come ti senti?» Le domando, cercando di nascondere l'ansia che si nasconde dietro la domanda che davvero vorrei farle.

«È davvero questo quello che vuoi chiedermi?»
«No... sì»
«Ricordo tutto, Nate».
«E per te va bene?»

«Sì», risponde sicura, premendo le labbra sulle mie.
Butto fuori tutta l'aria che avevo trattenuto.
«Avevo una fottuta paura che mi rinfacciassi di non essere riuscito a fermarmi...» La bacio prima di alzarmi dal letto e sfilarmi la maglietta.

«Che fai?» Spalanca la bocca seguendo le mie braccia che si allungano verso l'alto.

«Piccola, frena l'immaginazione. Devo solo fare le flessioni».
Arrossisce lanciandomi dietro un cuscino.

«Ti ho beccato». Ride soddisfatta coprendosi la faccia con il piumone.

«Non mi fermerà una coperta, Scott». Ritorno sul letto per farle il solletico e lei scoppia a ridere.
Il suono della sua risata che si diffonde tra le luci del mattino mi mette di buon umore, cosa del tutto insolita per me.

«Nate, mi presti una felpa?»

«Sì, ma non me la fregare» le pizzico la guancia e mi alzo dal letto.
Tiro fuori dal cassetto una felpa grigia con la scritta NY e gliela lancio. Approfitto della sua distrazione mentre si infila la maglietta, mi avvicino alle sue spalle e la avvolgo in un abbraccio guardando il suo riflesso attraverso lo specchio.

«Mi piace quando indossi le mie magliette». Le piego il collo di lato e inizio a succhiare la pelle delicata strappandole un gemito.

«Dobbiamo andare, Nate» sussurra combattuta.
«Ma io non voglio...» Mormoro con la bocca premuta sul suo collo.
«Nate, faremo tardi...» sussurra roca con gli occhi socchiusi e le labbra dischiuse, spingendo il culo tra le mie gambe.

«Se fai così, non esco più da questa stanza». La faccio ruotare verso di me e la prendo in braccio.
Io sono in boxer, lei anche.
Ho diciotto anni.
Il testosterone impostato sul livello pro.
E sono le sette del mattino.
Serve che aggiunga altro per descrivere la situazione?

Lei spalanca le gambe e la punta della mia erezione finisce al centro della sua fessura coperta da sottile strato di cotone.
«Cristo, come cazzo ci vado a scuola in queste condizioni...» esclamo mentre divarico le gambe per spingere l'erezione tra le sue gambe.
Vorrei strapparle di dosso ogni cosa.

«Nate, dovresti rimettermi giù. Faremo tardi...» mi ricorda ancora.
Ma ormai io non ho più ossigeno al cervello, sento solo il sangue pompare in un solo punto.

Broken Glass -  1 - 2- 3Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora