Sono giorni ormai che Rebecca quasi non esce dalla sua camera se non per mangiare, se può definirsi mangiare quei quattro cucchiai che ingurgita controvoglia a tavola.
Si è inventata la storia del ciclo, quell'influenza, quella del mal di testa e così via. Tutte cazzate.
«Passa la palla, Scott». Max mi aspetta in attesa che gli lanci la palla per fare canestro.
«Scusa, mi ero distratto». Alzo la testa verso la camera di Rebecca, sento che c'è qualcosa che non mi torna.
«Max è successo qualcosa di strano alla festa di Angelica?»
Max lancia la palla che finisce prima nel canestro e poi rimbalza più volte sull'asfalto.
«Non lo so, sono stato con Summer tutto il tempo. Se ti riferisci a tua sorella, è sparita quasi subito, nessuno l'ha vista».
Iniziamo col botto.
«A parte Nate» aggiungo io.
«E Liam, il biondino della St. Julien» mi corregge, prima di sedersi sull'asfalto con i palmi all'indietro.
«E chi è Liam?»
Gli chiedo sedendomi accanto a lui.
«Un vecchio amico di Nate con cui al momento non è in buoni rapporti, infatti mi stupisce che siano andati via insieme».
Questa cosa non mi piace. Nate è sempre nei casini, non so mai cosa aspettarmi da lui.
«Quindi Liam era insieme a loro quando sono andati via?»
«Così mi ha raccontato Mike, un suo amico di squadra. Perchè non lo chiedi a Nate?»
E secondo te, Max?
«Penso che mi stia nascondendo qualcosa», dico allungando le gambe in avanti.
«Sospetti che si scopi tua sorella?»
Mi sgancia una gomitata scherzosa, ma non rido neanche per il cazzo.
Nate se le scopa senza neanche guardarle in faccia, a volte ho proprio l'impressione che lo faccia per noia.
Di certo non voglio che mia sorella finisca sulla sua lista.
«Ma che cazzo dici, Max». Gli sgancio un pugno sulla spalla con un po' troppa energia.
«Scherzavo, Scott» si massaggia la spalla con la mano.
«Intendevo dire che forse la sta coprendo su qualcosa». Dico guardando un punto nel vuoto.
Basta così, ho aspettato fin troppo.
Mi alzo in piedi e mi pulisco le mani.
«Vado alla St. Julien». Annuncio risoluto.
«Eh?» Max si volta a guardarmi come se fossi impazzito.
«Ci vediamo dopo». Lo lascio lì e me ne vado.
***
Non è la prima volta che metto piede in questa scuola, hanno dei campi da calcio spettacolari, li conosco perché sono venuto a giocarci spesso durante i tornei.
Una ragazza che incrocio in corridoio, mi accompagna fino alla piscina dove sostiene che al momento si trovi questo Liam di cui mi parlava Max.
Spalanco le porte e raggiungo gli spalti, mentre tutti ragazzi in acqua si fermano a guardami.
«Scusi, lei non può stare qui». Mi avverte un uomo basso sulla cinquinta, il loro allenatore.
«Sto aspettando un amico». Gli faccio segno con la testa, indicando quello che dalla descrizione della ragazzina, sembra essere Liam.
L'allenatore poco dopo, fischia la fine dell'allenamento invitando tutti ad uscire dall'acqua.
Il biondino si toglie la cuffia e si scrolla l'acqua dai capelli. «Sei Thomas Scott, vero?»
«Noto che la mia fama mi precede». Allargo la bocca in un sorriso compiaciuto.
«Piacere di conoscerti, sono Liam. Ma se sei qui, sospetto che tu già sappia io chi sia». Mi allunga la mano per presentarsi e la stringo con presa decisa.
«Capitano, ci sono problemi qui?» Un ragazzo con gli occhi azzurri mi guarda in modo provocatorio.
«Che cazzo hai da guardare?»
Sono un tipo leggermente irascibile, lo ammetto.
«È tutto okay, arrivo tra poco». Risponde Liam all'amico che mi osserva un'ultima volta prima di andarsene.
«Come mai sei qui?»
«Cosa ci facevi insieme a mia sorella e Nate l'altra notte?» Non sono uno che si perde in chiacchiere, vado subito al dunque.
Dall'espressione che compare sul suo volto, capisco che c'è qualcosa di grosso sotto, proprio come sospettavo.
«Rebecca si è sentita male e ...»
Mi sto già innervosendo.
«Questa cazzata me l'hanno già raccontata, sia lei che Nate, ma io voglio la verità», lo interrompo subito.
«È la verità» mi guarda con un' aria di sfida che mi fa girare le palle.
Improvvisamente, le porte della piscina si spalancano e compare Nate Anderson.
Liam lo guarda con la faccia di uno che non crede ai suoi occhi.
«Che ci fai qui?» Gli urla da lontano mentre lui ci raggiunge con le mani infilate nelle tasche dei pantaloni della tuta.
«Passavo da queste parti e ho pensato di venire a farti un saluto».
Si ferma tra me e Liam.
«Scott, che ci fai qui?»
«Potrei farti la stessa domanda».
Replico fermo, prima di tornare a guardare Liam. «Bello, se non mi dici la verità finisce male».
Nate osserva i pugni chiusi lungo le gambe mentre mentre mi rivolgo a Liam.
«Ti ho detto la verità». Replica di nuovo, fissandomi negli occhi.
«Non lo è neanche per il cazzo!»Tuono e faccio due passi avanti.
«Se lo fosse, Nate non sarebbe sparito, mia sorella non sarebbe chiusa nella sua stanza da giorni e tu non mi staresti mentendo guardandomi negli occhi!»
«Di che parli, Scott? Ho avuto da fare in questi giorni» si intromette il mio amico, mentendomi spudoratamente.
«Pensi che me la beva, Nate? Mi dite che cazzo avete fatto a mia sorella?» Sbraito contro entrambi, mentre loro si guardano in un modo che non mi piace per niente.
Liam fa un passo avanti e appoggia una mano sulla mia spalla.
«Senti, tu non mi conosci e capisco che tu possa aver frainteso tutto. Ma ti assicuro su quanto ho più caro, che non torcerei mai un solo capello a Rebecca. Conosco tua sorella da qualche settimana e non mi vergogno a dire che me ne sto innamorando. Quindi se vuoi avercela con me per qualcosa, puoi avercela per questo. Ma non ti azzardare nemmeno per un attimo a insinuare che io possa farle del male, perché mi fai girare le palle». Liam parla con un tono minaccioso che non mi aspettavo da un viso pulito come il suo.
Con la coda dell'occhio mi accorgo che Nate lo sta osservando come se gli fosse appena crollato il mondo addosso.
«Nate?» Guardo il mio amico in attesa che apra quella fottuta bocca.
«È questa la considerazione che hai di me? Come cazzo ti è venuto in mente che potessi fare del male a Rebecca?»
Nate stringe i pugni e Liam lo guarda di sottecchi come fosse in ansia che metta un piede in fallo da un momento all'altro.
«Nate, ti chiedo scusa...» ho esagerato stavolta.
«Non hai neanche idea di quante cazzo di volte mi sia allontanato da lei per proteggerla, perché è tua sorella. E ora mi vieni a dire questo?» Mi urla a un palmo dalla faccia stringendo le mani in due pugni.
Io sono uno che perde facilmente la pazienza, ma Nate non è da meno.
L'ho visto perdere le staffe per molto meno.
Sospiro e provo a darmi una calmata. Purtroppo quando c'è di mezzo Rebecca, io non ragiono. Per me è sempre la mia sorellina che giocava alle principesse, obbligando il sottoscritto a fingere di bere il caffè seduto sulle sedioline rosa che aveva in camera sua.
La mia non è una forma di possessività nei suoi confronti, io vorrei solo proteggerla dal male che potrebbe ricevere dai ragazzi.
«Appurato che nessuno dei due farebbe mai del male a Rebecca, cosa mi state nascondendo?» Chiedo ad entrambi, ma nessuno dei due si decide a mollare, sono più testardi che mai.
Ma su una cosa posso stare tranquillo, questi due sarebbero disposti a fare da scudo con il loro corpo per difenderla. Sempre se prima non si uccidano a vicenda.
«Tanto è solo questione di tempo, se è successo qualcosa lo verrò a sapere» sentenzio rimettendomi il giubbino.
È meglio che me ne vada alla svelta, perché il loro silenzio mi sta facendo girare il cazzo.
«Liam spero di non rivederti». Lo saluto muovendo due dita in aria, poi guardo il mio amico.
«Nate, ci vediamo presto. Sempre se non sei troppo impegnato...» mimo le virgolette in aria e mi incammino, mentre loro mi guardano andare via in silenzio, l'uno accanto all'altro.
Meno male che si odiavano.
Nate è venuto fin qui solo per paura che potessi spaccare la faccia a Liam.
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Broken Glass - 1 - 2- 3
Storie d'amore1 - 2 -3 libro - Trilogia completa - ( Cartacea nel 2028) ✨《Stavo annegando, senza di te.》 《Un pallanuotista che annega?》 《Succede, se gli togli l'ossigeno per respirare. 》✨ Rebecca Scott (una ragazza di 18 anni ) è una delle ragazze più belle c...
