38-Nate

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Alexander sotto minaccia di Tony, ha costretto me e Liam a fargli da corriere della droga alla cazzo di festa di Angelica. Il bastardo al mio fianco ci sguazza dentro da un bel po', a differenza mia che non ne ho mai voluto sapere niente e vorrei continuare a restarne fuori.

«Mi spiegate perché siete vestiti così voi due? Halloween è arrivato in anticipo quest’anno?» Alexander sghignazza guardando me e Liam travestiti.
Io odio i travestimenti, ovviamente.
Liam prende il pacchetto di sigarette dalla tasca e ne tira fuori una.
«La festa a casa di Angelica prevede un travestimento». Gli spiega.

«Quindi siete di nuovo amici?» Alex  inspira una bella dose di nicotina e indica entrambi con l'indice.

«No» rispondiamo all'unisono, e Alexander scuote la testa divertito davanti alla nostra risposta.
In questi due anni, lui e Liam non si sono mai persi di vista, hanno continuato a vedersi. Anche Alex è cresciuto con Liam, quindi per lui è come un fratello.
Come lo era per me.
«Ti muovi o no?>> Sbotto spazientito, perché mi sono già rotto i coglioni.

«Dovete far girare solo questa». Ci indica le bustine trasparenti che stringe tra le mani.

«Questa è l’ultima volta che lo faccio, ti ho già detto che non voglio vendere questa merda!» Gliele strappo di mano e me le infilo in tasca.

«Dagli un passaggio, ho un appuntamento con una tra poco». Mi ordina mio fratello beccandosi una doppia occhiataccia sia da me che da Liam.
Liam si infila una mano in tasca e mi guarda dalla testa ai piedi.
«Vado a piedi piuttosto». Ribatte il mio caro vecchio amico.

«Sai quanto cazzo me ne fotte?»
Mi volto di spalle e mi incammino verso la mia macchina stringendo le chiavi in un pugno.

«Sembrate due bambini del cazzo, dovete salire in macchina insieme, non dovete mettervi la lingua in bocca». Ci urla dietro Alex prima di dare gas alla sua moto e andarsene senza aggiungere niente.
Mio fratello è inutile.
Liam mi raggiunge con un’espressione contrariata sul volto e richiude forte la portiera della mia macchina.
«Vuoi spaccarla?» Mi volto a guardarlo allargando un braccio.

«Non tentarmi, Nat». Spinge il sedile all'indietro per allungare le gambe in avanti, essendo piuttosto alto come me.
«Non chiamarmi così. Nat è per gli amici, e tu non lo sei più».
Rispondo burbero, mentre abbasso il finestrino per far entrare un po’ d’aria in macchina, poi con la coda dell'occhio noto la piastrina appesa al suo collo.
«La porti ancora?» Gli domando sospreso che non l'abbia sciolta nell'acido per come sono andate le cose tra di noi.
«Tu, no?»
Con due dita tiro fuori dalla camicia la piastrina uguale alla sua per mostrargliela e poi la rimetto dentro.
«Solo perché l’ho promesso a lui», specifica in tono distaccato, guardando davanti a sé.

«Vale lo stesso per me, non farti illusioni».
Mio padre quando avevamo circa dodici anni, ci regalò due piastrine come quelle  che indossano i militari. Ci fece promettere che l’avremmo portate per sempre e non ci saremmo mai separati.
Nonostante tutto, nessuno dei due l’ha mai tolta.

Quando varchiamo l’ingresso della casa di Angelica, almeno una trentina di occhi si voltano a guardarci. Il contrasto che facciamo stando vicini,  ha sempre attirato molte attenzioni su di noi.

C’è stato un tempo in cui ne approfittavamo alla grande, ne abbiamo fatti di casini io e lui

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C’è stato un tempo in cui ne approfittavamo alla grande, ne abbiamo fatti di casini io e lui.

La mia attenzione viene subito rapita da due occhi azzurri illuminati dalle luci soffuse.
Rebecca indossa un abito bianco con le frange che le fascia i fianchi generosi e una scollatura che scende tra i suoi seni prosperosi, mentre le lunghe ciocche ondulate bionde le ricadono sulle spalle donandole le sembianze di un angelo.
Le labbra tinte di rosso sembrano disegnate da un pittore fottutamente bravo.

«È la ragazza più bella che abbia mai visto in vita mia.» Mi ero quasi dimenticato di Liam, quando lo sento esprimere ad alta voce quello che sto pensando anche io.

Quando si accorge di noi, il suo viso si illumina in un sorriso che mi toglie il fiato.
«Cosa c’è tra voi due? Non te lo chiederò una seconda volta». Mi chiede guardando Rebecca che alza una mano per salutarci.

«Niente». Le mie labbra si muovono da sole, mentre i miei occhi restano incollati su quell’angelo dagli occhi azzurri che viene verso di noi.

«Lei mi piace davvero, volevo solo avvertirti». Si infila una mano in tasca mentre sorride a Rebecca.

«Lasciala fuori dalla nostra vita di merda, non voglio che le capiti niente».
Ci guardiamo negli occhi, voltando contemporaneamente il volto l'uno verso l'altro.
«Quindi è per questo che fingi che non ti pia…» Liam viene interrotto da Rebecca che ormai ci ha raggiunti.

«Ciao ragazzi, che bei vestiti». La bionda sembra piuttosto felice di vederci insieme.
Io e Liam abbiamo avuto la stessa idea del cazzo di vestirci come due gangster. L’ultima volta che abbiamo usato questi travestimenti, le cose tra noi erano un tantino diverse rispetto a oggi. Quella sera ci ubriacammo così tanto da tuffarci in piscina nudi. Ma questa è un'altra storia.

«Sei bellissima, Reb». Liam le bacia la guancia e lei arrossisce imbarazzata.

Io invece, la saluto nell’unico modo che conosco. «Ciao, rompiscatole» le dico, e lei scuote la testa sorridendo.

«Ti posso parlare?» Ci voltiamo tutti di scatto a guardare Dan.
Nel momento esatto in cui si avvicina a Rebecca, sento il sangue ribollirmi nelle vene.
Non ho potuto infilargli la testa nel cesso per evitare che Thomas scoprisse tutto, ma non credo di resistere oltre.
«Lasciami in pace». Rebecca fa un passo indietro, posizionandosi tra me e Liam come a volersi nascondere da lui.

«Voglio solo scusarmi per l’altra sera». Dan insiste e fa un altro passo verso Rebecca.
Ho resistito abbastanza per i miei standard.
Scatto in avanti e lo afferro per il colletto della camicia. «Non l’hai sentita, stronzo?»
Gli ringhio in faccia piegando la testa di lato.
«Quindi è lui che ti ha messo le mani addosso l'altra sera?» Liam si rivolge a Rebecca, come se Dan non ci fosse.
Ci sarà un motivo se siamo sempre stati amici.
«Reb, siamo stati insieme tanto tempo, voglio solo parlarti».
Giuro che lo uccido.

«Cinque minuti, Dan.»
Io e Liam ci voltiamo lentamente a guardarla mentre fa due passi in avanti.
Ma è impazzita?
Le stringo  il polso per bloccarla e le dico all'orecchio : «Devo ricordarti dell’altra sera?»
«Devo chiudere questa storia, Nate» Abbassa lo sguardo sulla mia mano, e mi costringo a lasciarla andare.

«Toccala solo con un dito e sei morto», minaccio Dan che sorride soddisfatto mentre Rebecca lo segue.

«Ma dove la porta?»
Liam li segue con lo sguardo, mentre raggiungono le scale che portano al piano superiore di questa mega villa.

«E io che cazzo ne so? So solo che non mi piace neanche per il cazzo che si sia  allontanata con lui».
L'ansia inizia a tormentarmi di brutto, sto già sudando e sono passati due minuti da quando si è allontanata.
Ho un brutto presentimento, ma non posso fare altro che rispettare la sua decisione e aspettare il suo ritorno.

*Se il pov vi è piaciuto, non dimenticate di lasciarmi una stellina, è molto importante per far crescere la mia storia ❣️*

Broken Glass -  1 - 2- 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora