Nina si infila un guantone e tira la teglia fuori dal forno.
Non dimostra per niente la sua età, è molto alta e slanciata, ha lunghi capelli castani che le ricadono sulle spalle e gli occhi di un nocciola intenso come quelli di Nate.
«Ti preparo un caffè?» Appoggia la teglia sul tavolo e un profumino invitante si sprigiona nell'aria.
Mi viene in mente quando eravamo piccoli, e mia mamma cucinava il dolce preferito mio e di Thomas.
Sono anni che non lo fa più. Con il tempo è diventata fredda e distaccata, ma non ne ho mai colto il reale motivo. Ho sempre attribuito la cosa allo stress dovuto al lavoro e alla casa, ma sento che c'è qualche altra spiegazione sotto.
«Volentieri». Mi siedo su uno sgabello posizionato davanti all'isola della cucina, mentre Nate resta in piedi con le braccia conserte e l'espressione contratta.
È piuttosto imbarazzante ritrovarmi a sorseggiare il caffè con la mamma di Nate nella sua cucina. Se dicessi in giro una cosa del genere, nessuno mi crederebbe.
«Stavate studiando?» Chiede ad entrambi, ma Nate non le risponde, quindi lo faccio io.
«Sì, Nate mi sta dando ripetizioni di matematica».
Lei lo guarda con orgoglio.
«È come suo padre, anche lui era un genio della matematica senza neanche sforzarsi».
Noto che Nate indurisce la mascella appena sente nominare il padre, ma resta in silenzio mentre lei continua.
«All'età di cinque anni, mio marito gli insegnò tutte le tabelline e... »
Nate esce dalla cucina e sbatte forte la porta di casa, facendoci sussultare entrambe.
«Non dovevo parlare di lui, reagisce sempre così». Nina osserva suo figlio dalla finestra con un'espressione preoccupata sul volto e si siede sullo sgabello accanto al mio.
«Non me ne aveva mai parlato, è stato Alexander a farlo». Lo ha fatto la sera della festa.
«Non so più cosa fare con lui, più passa il tempo, più si chiude in sé stesso». Si gira la tazza fumante tra le mani.
«Mi dispiace, non deve essere stato facile neanche per te». Istintivamente le prendo la mano e la accarezzo.
«Sei una cara ragazza, Rebecca. Spero che mio figlio non si comporti come al suo solito anche con te». Non mi sembra il caso di mortificarla, confessandole che si è appena comportato da stronzo.
«Ma ho anche io le mie colpe in questa storia», ammette pensierosa.
«Quando è successo, ero sconvolta, avevo perso l'amore della mia vita e ...» scoppia in un pianto che le impedisce di proseguire.
Dinanzi al suo momento di sconforto, non riesco a restare al mio posto, mi alzo e la abbraccio.«Mi dispiace tanto...»
«Reb, andiamo?»
Nate compare sull'uscio della porta con le mani in tasca, ma appena si accorge di Nina, abbassa lo sguardo e sparisce di nuovo.
«Vai cara, scusami tanto». Si asciuga una lacrima e solleva il mento verso l'alto.
Nina ha una facciata da dura, di una abituata a combattere, ma si vede che dentro soffre tanto.
Quando esco fuori, Nate è seduto sui gradini con la nuca appoggiata contro il pilastro che sorregge il portico e una sigaretta in una mano.
«Stai bene?» Gli appoggio una mano sulla spalla.
«Alla grande».
Si alza di scatto e raggiunge la moto parcheggiata davanti al vialetto di casa, costringendomi a corrergli dietro.
«Nate, parlami». Gli accarezzo le nocche che stringono i manubri.
«Sali, Reb». Si richiude la visiera e fa ringhiare la moto sotto di lui.
Non mi resta che seguirlo.
E come ogni dannata volta che è incazzato nero, supera tutti i limiti di velocità.
Quando arriviamo fuori casa mia, noto subito una macchina nera parcheggiata dinanzi al mio vialetto.
«Liam?» Mi sfilo il caso e lo porgo a Nate per correre da Liam.
«Ci mancava anche lui», borbotta togliendosi il casco.
«Non mi rispondi da dieci giorni, ti ho data per dispersa.» Mi dice da lontano allargando le braccia, felice di vedermi.
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Broken Glass - 1 - 2- 3
Romance1 - 2 -3 libro - Trilogia completa - ( Cartacea nel 2028) ✨《Stavo annegando, senza di te.》 《Un pallanuotista che annega?》 《Succede, se gli togli l'ossigeno per respirare. 》✨ Rebecca Scott (una ragazza di 18 anni ) è una delle ragazze più belle c...
