Siamo fratelli.
Noi due siamo fratelli.
Mi sto sentendo male, tutta la mia vita è un enorme cazzo di menzogna.
Ma la cosa più assurda è un'altra. Io e questo stronzo che sta stringendo i pugni lungo le gambe dal nervoso, abbiamo sempre sognato di essere fratelli, infatti, siamo sempre comportati come se lo fossimo.
<<Quindi papà lo sa?>> Chiedo confuso a mia mamma.
<<Sì, lo sa. Anche Nina è conoscenza di tutto, lei lo sa da sempre>>. Abbassa lo sguardo per non incrociare quello di Nate che stringe i pugni dal nervoso.
<<Ve l'abbiamo tenuto nascosto per troppo tempo. Quando avete litigato, volevamo dirvelo, ma eravate ancora troppo piccoli e noi temevamo che non la prendeste bene...>> ci spiega mortificata davanti alle nostre espressioni sconcertate.
<<Invece, saperlo adesso, è tutto un carnevale di Rio...>> sbotta sarcastico Nate, strappandomi una mezza risata nonostante la situazione surreale.
Mia mamma prende non solo la mia mano, ma cerca anche quella di Nate, che nonostante sia fortemente incazzato, gliela cede.
<<Ragazzi, lo so che per voi può essere scioccante ricevere una notizia del genere, ma dovevate saperlo. Noi abbiamo fatto di tutto per farvi crescere insieme, con la convinzione che la vera amicizia superi anche i legami di sangue, ma è giusto che voi sappiate la verità>>.
Alla porte bussa un infermiere che ci invita ad uscire. Saluto mia mamma, senza proferire parola e seguo Nate fuori, ma la mia mente è ancora ferma lì.
Ciò che abbiamo appena scoperto complica maledettamente le cose. Penso alla biondina seduta fuori, penso a mio padre che non è davvero mio padre, penso al legame con Nate, penso a tutte queste maledette cose.
È un incubo, questo è un fottuto incubo.
Io e Nate percorriamo il corridoio senza spiccicare una parola, siamo entrambi piuttosto sotto shock. Guardiamo Rebecca che sfoglia distrattamente una rivista e ci blocchiamo in mezzo alla sala d'aspetto, entrambi con le mani infilate in tasca.
Guardo Nate che sta fissando Rebecca e gli dico:<<Non cambia niente>>.
<<Di che cazzo parli?>> Mi domanda corricciando la fronte.
<<Tra noi due, non cambia niente>>. Ribadisco, giusto per mettere le cose in chiaro.
<<Tranquillo coglione, neanche io ti voglio nel mio stato di famiglia>>. Ribatte duro guardandomi negli occhi.
Rebecca appena si accorge di noi, richiude frettolosamente la rivista che stava leggendo e si incammina a passo spedito verso di noi.
<<Ragazzi, cosa succede?>> Ci chiede piuttosto allarmata, facendo saettare lo sguardo su entrambi.
<<Succede che siamo appena finiti in una cazzo di telenovela!>> Sbotta Nate dandomi una spallata, per poi incamminarsi fuori a passo spedito.
Mi sembrava strano che non avesse ancora reagito come al suo solito.
<<Non capisco>>, sussurra Rebecca guardandolo allontanarsi.
<<Seguiamolo>>. Sospiro profondamente guardardando Nate che scappa fuori e ci sbatte la porta letteralmente in faccia.
Rebecca sbatte gli occhi confusa e lo rincorre fuori, lui appena la vede, incolla gli occhi sulla sua sagoma e sembra perdersi completamente.
<<Nate, va tutto bene?>>Rebecca gli prende la mano e solleva il mento per guardarlo.
Il modo in cui lo guarda con apprensione, mi fa girare tremendamente le palle.
<<Chiedilo a lui>>. Nate si sfila il pacchetto di sigarette dalla tasca e se ne mette una in bocca.
<<Dammene una>>. Gli strappo di mano il pacchetto e ne pesco una anche io.
Sembriamo due cazzo di esauriti in questo momento.
<<Ragazzi, sembrate sconvolti...>> Ci osserva confusa sedendosi sul primo gradino delle scale in metallo, mentre Nate sprigiona una nuvola di fumo verso l'alto osservandomi in silenzio.
<<Va tutto alla grande>>. Sbotta sarcastico "mio fratello".
Cristo, mi fa così strano pensare che nelle nostre vene scorra lo stesso sangue.
<<Chiamo qualcuno per farmi venire a prendere, forse avete bisogno di restare da soli>>. Rebecca appena si alza in piedi, ha un mancamento improvviso, ma Nate scatta prontamente in avanti per prenderla.
<<Di nuovo, Reb?>> Le domanda preoccupato, sostenendola per le braccia.
<<In che senso di nuovo?>> Gli domando senza capire.
<<Ieri sera è quasi svenuta...>> Nate risponde in tono distaccato senza guardarmi.
<<Eri con lei?>> Alzo la voce di due toni.
<<È passato a salutare mio fratello>>. Mi spiega Rebecca, e Nate le lancia un' occhiataccia.
<<Ho dormito con lei perché Thomas doveva uscire e non voleva lasciarla da sola>>. Ci tiene a precisare lui guardandomi negli occhi, mentre Rebecca lo guarda spalancando la bocca.
<<Cazzo, tra un po' ti santificano per la tua bontà>>, sputo sarcastico inspirando un altro tiro.
<<Strano, credevo ci fossi già tu in lista>>, replica pronto lui alzando lo sguardo per guardarmi.
<<Rebecca vuoi sapere la novità del giorno?>>
<<Liam>>. Mi ammonisce Nate, ma me ne sbatto il cazzo perché mi girano troppo le palle.
<<Io e questo stronzo siamo fratelli!>> Indico Nate agitando nervosamente la sigaretta per indicare la sua figura.
Rebecca spalanca la bocca e sbatte le ciglia ripetutamente.
<<In che senso fratelli? Come amici? >> Guarda entrambi.
<<Mio madre si è scopata suo padre>>, sputo velenoso, fuori di me.
<<Se vogliamo essere precisi, è mio padre che si è scopato tua mamma>>, replica Nate facendomi perdere del tutto la pazienza.
<<Dillo di nuovo, stronzo!>> Gli intimo a un palmo dalla faccia.
<<Non ti azzardare a toccarmi che ti lancio di sotto>>. Ringhia lui, serrano la mascella.
<<Ragazzi non è il momento di litigare.>> Rebecca si piazza davanti a Nate come per fargli da scudo.
E a me girano di brutto.
<<State insieme voi due?>> Alzo la voce guardando entrambi, costringendo Rebecca a fare un passo indietro.
<<Ma che dici, Liam>>, sussurra titabante, abbassando lo sguardo.
<<Non dire cazzate>>. Tuona lui, sollevando lo sguardo senza alzare il capo, mantenendo la schiena premuta contro la ringhiera e le mani nelle tasche della tuta.
<<Quante altre volte ancora devo baciarti perché tu capisca cosa provi per me?>>
<<Liam, io...>> lascia in sospeso la frase e sul suo viso compare un'espressione dispiaciuta. China il capo e indietreggia di un altro passo fino a piazzarsi accanto a lui.
Nate con un braccio sposta Rebecca di lato e riduce le distanze tra di noi, prima di dirmi:
<<Sto provando a mantenere la calma con tutte le mie forze. Ma se non la lasci stare, oggi finisce male>>.
<<Non vedo l'ora, Nat>>. Lo provoco di proposito perché so bene che non mantiene la calma e in questo momento, mi prudono le mani.
Improvvisamente, Rebecca ci supera con la testa china, facendoci voltare nella sua direzione.
<<Dove vai?>> Le chiede Nate da lontano.
<<Non posso intromettermi tra voi due, ho già creato abbastanza problemi. Vi chiudo scusa, ragazzi>>. Si richiude la porta alle spalle e sparisce.
<<Sei il solito egoista del cazzo! Ha già abbastanza problemi a casa, ti ci metti pure tu e le tue cazzate.>>Preme una mano al centro del mio petto per spintonarmi.
Forse ho esagerato.
<< e adesso di che cazzo parli?>> A volte fatico a seguirlo, salta da palo in frasca in meno di un secondo.
<<Lo sapevi che in tutto questo tempo in cui è stata ricoverata in ospedale, sua mamma si è fatta vedere solo mezza volta?>>
Adesso che ci penso, ho passato tanto tempo con lei, e a parte Nate, Thomas e le sue migliori amiche, non ho mai visto i suoi genitori.
<<Ho notato che non veniva mai nessuno a trovarla, ma credevo di non averli incrociati>>.Di certo non potevo immaginare che una mamma se ne fregasse così tanto di sua figlia. Qualche volta mi ha parlato del suo pessimo rapporto con la madre, ma non mi aspettavo a tal punto, credevo si trattasse dei classici contrasti tra genitori e figli adolescenti.
<<E non si è fatta vedere neanche quando è ritornata a casa. Thomas l'ha beccata insieme a un altro uomo in un locale fuori città>>. Si sfila la felpa grigia e la avvolge in modo deciso intorno ai fianchi.
<<E come faccio a saperlo se mi nascondi tutto?>> Alzo la voce innervosito, allargando il braccio con cui stringo la sigaretta che è quasi terminata senza che io la fumassi.
<<E quando cazzo avrei dovuto dirtelo se è successo stanotte?>> Sputa una nuvola di fumo verso il basso.
<<E cos'altro è successo tra di voi "stanotte"?>> Gli domando mimando le virgolette in aria.
L'espressione che gli compare sul viso mi fa girare le palle.
Di nuovo.
<<Niente>>. Afferma convinto guardandomi negli occhi, peccato che io lo conosca come i miei cazzo di boxer preferiti.
<<Stai mentendo, te lo leggo in faccia>>.
<<Se hai un disturbo che ti fa vedere cose che non esistono, forse dovresti farti aiutare>>. Mi provoca come al solito, sollevando un angolo della bocca verso l'alto.
<<Sei proprio uno stronzo, Nat>>. Gli dico voltandomi di spalle per andarmene.
Nate ha sempre avuto la fama di stronzo, tranne con me che ero il suo migliore amico.
Cosa che non sono più.
<<Dimmi un po', se ci andassi a letto, cosa faresti?>> Mi blocco con la maniglia stretta nel palmo e mi volto lentamente per guardarlo.
<<Ci sei andata a letto alle mie spalle?>> Gli domando con il cuore in gola.
Ci resterei troppo di merda se lo avesse fatto. So che non siamo in buoni rapporti, ma questo sarebbe proprio un colpo basso, dal momento che sa bene quanto mi piaccia Rebecca.
<<No, questo posso giurartelo>>, risponde piatto.
<<E allora perché cazzo me lo stai chiedendo?>>
<<Ti ho fatto una domanda>>. Allontana la sigaretta dalle labbra, stringendo il filtro con il pollice e l'indice.
<<Tu non fai domande senza uno scopo ben preciso, dimentichi troppo spesso quanto io ti conosca bene. Cosa stai cercando di dirmi?>>
Faccio due passi verso di lui.
<<Non hai ancora risposto però>>. Insiste.
<<Nate, è un cazzo di gioco per te? Perché per me non è così, non lo è mai stato. Lei mi piace davvero. Se non hai le idee chiare, fatti da parte e lasciala andare una buona volta! >> Io ho perso la testa per Rebecca, l'ho davvero persa. Non faccio che pensare a lei da quando mi sveglio fino a quando non mi addormento. E me la ritrovo anche lì, nei miei sogni. A volte, penso che forse resterà un sogno, uno di quelli irrealizzabili.
<<Ascoltami bene>>.Riduce ancora una volta la distanza tra di noi, prima di parlare.
<<Rebecca in questo momento ha bisogno di qualcuno che le stia accanto e se per lei questo qualcuno sono io, non la lascerò da sola. Quindi, puoi prendere le tue considerazioni del cazzo e ficcartele su per il culo perché non sparirò dalla sua vita fino a quando non sarà lei a chiedermelo. Ora me ne vado, mi hai rotto il cazzo>>. Mi sgabcia una spallata e si incammina verso la porta.
<<Non ti è mai fregato un cazzo delle ragazze. Non ti chiedi perché con lei è diverso?>>
<<Lo faccio per lei, non ha nessuno e ha bisogno di me>>. Risponde dandomi le spalle.
<<Se vuoi raccontarti che lo fai per lei, continua pure ad illuderti, ma sappiamo entrambi che non è così>>.
Alzo la voce per farmi sentire dato che è già di spalle e sta per aprire la porta.
<<Pensala come cazzo vuoi>>. Solleva il dito medio verso l'alto a mo' di saluto, prima di sparire.
Nate ha un modo tutto suo di dire le cose, ma se lo conosco bene come penso, non era quello che voleva chiedermi. Lui non l'ha mai fatto con una ragazza vergine, questo è uno dei pochi limiti che si è sempre imposto. Lui non lo farebbe mai con Rebecca se non fosse davvero importante per lui.
Cazzo, non mi stava chiedendo questo.
Nel suo modo contorto, voleva solo sapere se riuscissi ad accettare una loro relazione.
Fa sul serio, stavolta.
Porca puttana.
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Broken Glass - 1 - 2- 3
Romance1 - 2 -3 libro - Trilogia completa - ( Cartacea nel 2028) ✨《Stavo annegando, senza di te.》 《Un pallanuotista che annega?》 《Succede, se gli togli l'ossigeno per respirare. 》✨ Rebecca Scott (una ragazza di 18 anni ) è una delle ragazze più belle c...
