60-Nate ANDERSON

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Stasera ero così incazzato che ho fumato anche il prato del vicino di Jason. Avevo le palle girate dopo aver visto quel taglio su quel visino per cui vado matto e mi sono incazzato ancora di più quando ha continuato a mentirmi come al suo solito.
Il fatto che lo faccia per proteggermi, mi fa incazzare tremendamente, ha fin troppo guai, non può pensare anche a proteggere me.

Guido fino alla villa di quello stronzo di Brian, sperando di trovarla ancora lì.
Quando entro nell' enorme parcheggio, la trovo seduta sulla scalinata in marmo insieme a lui.
Quanto mi girano le palle da uno a dieci? Direi un milione, a mani basse.

Mi sfilo il casco, mi passo una mano tra i capelli per scompigliarli e la raggiungo.
<<Anderson, che dispiacere vederti di nuovo>> mi saluta Brian restando seduto accanto a Rebecca.

<<Nate, ma dove eri finito?>> Mi domanda lei, sollevando la testa per guardarmi.

<<Ho avuto da fare>> le rispondo freddo prima di infilarmi una sigaretta in bocca.

<<Va be'>> ribatte seccata guardandosi le mani.
<<Volete che vi lasci soli?>> Ci domanda il coglione.
<<Tu che dici?>>
<<Sai che ti dico? Resto qui, in fin dei conti è casa mia.>>
<<Tranquillo, andiamo via noi.>>
<<E se non volessi?>> Risponde indispettita Rebecca.
<<La faccenda si fa interessante.>> Brian allunga le gambe in avanti e si porta le mani dietro la nuca come per godersi uno spettacolo al teatro.

<<Reb>>
Conta fino a dieci, Nate.
<<Oggi te ne sei andato lasciandomi da sola, ti ho cercato tutto il cazzo di pomeriggio e non ti sei degnato di rispondermi neanche una volta, nonostante sapessi di essere stato invitato a cena. Ora io dovrei venire con te?>> Si alza in piedi e mi raggiunge giù alla scalinata.

<<Non avevo il diritto di essere incazzato secondo te? >>
Mi sta sulle palle fare questa discussione davanti a quel coglione.

<<Non ho detto questo, Nate>> il suo tono si affievolisce.

<<Sono incazzato nero con te>> sputo il fumo verso l'alto.
<<Allora cosa ci fai qui?>> Mi chiede senza guardami negli occhi, incollando lo sguardo sui ciottoli.

<<Avevo bisogno di vederti>> le poso un palmo sulla guancia, sfiorandole il taglio sullo zigomo con il pollice.

<<Mi dispiace, Nate>> mi dice guardandomi negli occhi.

<<Di cosa?>>
<<Di... niente>> si morde l'interno della guancia.

<<Dimmi almeno una delle cose che ti tieni dentro, ti prego.>> La sto praticamente scongiurando per farmelo dire.

<<Non posso, scusa>> abbassa di nuovo gli occhi e noto che le lacrime rigano le sue guance.

<<Rebecca, non possiamo continuare così, devi parlarmi>> le alzo il mento con due dita.

<<Non ho nulla da dirti>> mi guarda cercando di trattenere le lacrime.
Sono troppo incazzato per fare la cosa giusta stasera.

<<Fatti riaccompagnare dal tuo nuovo amico, io me ne vado.>>
Mi allontano da lei senza guardarla e salgo di nuovo a bordo della mia moto. Sfreccio come un pazzo sull'asfalto bagnato e senza accorgermene, mi ritrovo davanti davanti casa sua.
È sempre stato il posto in cui mi rifiugiavo dai problemi.

                       
<<Nate, cosa ci fai qui?>>
Liam mi guarda come se fossi un pazzo che ha bussato alla sua porta.

<<Cosa mi nasconde Rebecca?>> Gli chiedo mentre mi tasto le tasche dei jeans per cercare una sigaretta.

Broken Glass -  1 - 2- 3Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora