Cap. 21-25

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21-Thomas

Riavere finalmente mia sorella qui con me, non ha prezzo. Non credevo fosse così forte da attraversare la tempesta che l'ha travolta ma l'ho sottovalutata.
Quando mi ha detto che aspettava un bambino, solo dopo averlo perso, ci sono rimasto davvero male. La mia sorellina era incinta da quattro mesi e me l'ha tenuto nascosto, so che l'ha fatto per evitare che spaccassi la faccia ad Anderson, ma mi ha fatto male lo stesso.
Noi abbiamo sempre condiviso ogni cosa, ci sono rimasto davvero di merda, nonostante abbia capito le sue ragioni.
«Scott.» Nate solleva appena il capo per salutarmi, mentre fa stretching su una panchina.
«Chi non muore si rivede.» Gli dico, fermandomi davanti a lui.
«So tutto, ieri sera mi ha raccontato tutto.» Mi dice guardandomi negli occhi.
Glielo ha detto?
«Contento di non essere diventato padre?» Gli domando in tono provocatorio, e lui mi arriva ad un palmo dal viso in un secondo.
«Scott, non farmi girare le palle. Non è giornata.» Ringhia a pochi centimetri dal mio viso, facendomi girare il cazzo.
Lui è schizzato, ma lo sono anche io.
Ci conosciamo fin troppo bene, sappiamo entrambi come far saltare i nervi all'altro.
«Io non devo fare girare le palle a te? Sul serio, Nate?» Lo spintono senza neanche pensarci.
Era da tempo che dovevamo scontrarci, abbiano solo rimandato l'inevitabile.
«Mia sorella ha passato l'inferno per colpa tua, nonostante questo ha continuato a proteggerti!» Aggiungo, stringendogli il colletto della maglietta nei pugni.
«Io non ne sapevo niente, l'ho scoperto ieri!» Mi spintona facendomi cadere all'indietro.
«Non sarebbe cambiato un cazzo di niente se lo avessi saputo, perché non te ne fregava un cazzo di lei! L'hai solo presa in giro!» Gli urlo contro fuori di me, e Nate mi sferra un pugno in faccia senza alcun preavviso.
«Dillo di nuovo che non me ne frega di lei. Dillo di nuovo, cazzo!»
Dio non ci vedo più, mi si annebbia la vista.
«Sei morto, Anderson!» Gli sferro un pugno allo stomaco e lo spingo a terra mettendogli un ginocchio al centro del petto.
«Tu non sai un cazzo!» Mi urla contro, guardandomi dritto negli occhi.
«Ma che cazzo state combinando?» Maverick mi stringe le braccia intorno alle spalle per trascinarmi via da Nate.
«Togliti dal cazzo, tu.» Sputa Nate, guardando di traverso Maverick.
«Anderson, ti brucia un po' troppo che mi veda con la tua ex ragaz...» Maverick non riesce a terminare la frase, perché Nate si rialza e lo colpisce allo zigomo con una gomitata.
«Ma che...» Maverick si porta due dita sulla faccia per raccogliere il sangue che gli esce dallo zigomo.
Quando ho detto che sono schizzato quanto lui, forse mi sono sopravvalutato.
«Tutti e tre dal rettore!» Urla un professore alle nostre spalle.
«Cazzo» esclamiamo all'unisono seguendolo dentro.
Tutti osservano le nostre facce quando attraversiamo i corridoi del campus, considerato che abbiamo gli zigomi sanguinanti come tre adolescenti del cazzo.
La segretaria ci fa accomodare fuori all'ufficio del rettore, in attesa che ci chiamino dentro.
Con la coda dell'occhio, vedo Rebecca correre verso di noi con l'affanno, stringendo i libri al petto.
«Ragazzi, ma cosa avete combinato?» Ci domanda preoccupata, guardando entrambi.
«Niente.» Rispondiamo io e Nate, senza guardarla negli occhi.
«E tu cosa ci fai con loro?» Rebecca solleva il viso di Maverick per guardargli il taglio sullo zigomo, cosa che innervosisce Nate che la incenerisce con lo sguardo.
È pure geloso, il coglione.
«Se mi dovesse servire un avvocato per difendermi, posso chiamare te?» Le chiede Maverick, accarezzandole la guancia, e Rebecca arrossisce imbarazzata facendo un passo indietro.
«Io gli spacco la faccia» mormora Nate al mio fianco, reclinando la testa all'indietro.
«Adesso ti fotti.» Gli dico tra i denti, e lui riapre gli occhi per fulminarmi.
«Thomas, perché l'hai colpito?» Mi domanda Rebecca indicando Nate con il mento, incrociando le braccia al petto come una cazzo di maestrina.
«Guarda che è stato lui a colpirmi per primo, a voler essere precisi. Io ho solo reagito.» Le spiego i passaggi corretti che sembra essersi persa e alzo le mani in aria come a volermi dimostrare innocente.
«La prossima volta conta fino a dieci prima di farti i cazzi miei, coglione.» Sbotta lui al mio fianco, e io gli afferro la maglietta in un pugno.
«Nate, non me ne frega un cazzo che siamo fuori dal rettore, ti spacco la faccia lo stesso.» Gli ringhio in faccia, fuori di me.
Cazzo ho troppa rabbia nei suoi confronti, ci sono rimasto troppo di merda per quello che ha fatto. Non era uno sconosciuto, era mio amico prima ancora di conoscere lei.
«Thomas, lascialo stare.» Rebecca mi mette una mano sul braccio per allontanarmi da lui.
«Credi che invece a me freghi un cazzo?» Mi provoca lui come al solito, sporgendosi verso di me.
«Adesso basta, finitela!» Ci ammonisce Rebecca, guardando tutti e due.
«Spostati, forza» mi ordina per sedersi tra me e lui.
«Mi dite perché avete litigato o no?» Rebecca prende un fazzolettino dalla borsa e tampona il sangue che esce dallo zigomo di Nate, mentre mi lancia uno sguardo accusatorio.
Questo coglione sembra ancora perso di lei da come la sta guardando.
Cristo, che incasinato del cazzo.
Il modo in cui lui la sta guardando, non sfugge neanche a Maverick che sbuffa platealmente.
«Che problemi hai tu?» Gli dice Nate senza voltarsi a guardarlo.
«Nate, adesso basta.» Lo ammonisce Rebecca mentre continua a tamponarlo.
«Sto bene, lasciami stare.» Allontana la sua mano e Rebecca si alza immediatamente, chiaramente offesa.
«Biondina, vieni da chi ti apprezza, non perdere tempo con lui» ribatte Mav alla mia destra, battendo una mano sulla sua coscia.
Prima o poi rinchiudo mia sorella in una cella o perché no, in una cassaforte.
Non posso più fare questa vita.
«Il tuo obiettivo della giornata è quello di farti spaccare la faccia a ripetizione, Mav?» Nate con una mano prende Rebecca per i fianchi e la trascina sulle sue gambe.
«Nate, smettila» lo ammonisce lei, scuotendo la testa.
Finalmente la porta del rettore si spalanca e siamo invitati ad entrare.
Nate si alza e stampa un bacio sulla guancia di Rebecca, continuando a guardare Maverick.
«A dopo, piccola.»
«Non avvicinarti più a mia sorella.» Lo ammonisco sbarrandogli il passaggio con una mano.
«Allora ti consiglio di uccidermi, perché questo non succederà mai.» Mi avverte serio, spostando il mio braccio di lato per entrare nell'ufficio del rettore.
Ci sediamo in silenzio sulle poltrone eleganti davanti alla scrivania del rettore che ci osserva in silenzio con le braccia incrociate al petto.
«Siete proprio tre coglioni» sputa all'improvviso, mentre noi spalanchiamo la bocca.
«Credete che il rettore non possa usare certi termini?» Ci domanda sollevando un sopracciglio.
«Io sono a mio agio.» Nate allunga le gambe in avanti e incrocia le braccia dietro la nuca in modo spavaldo.
È sempre stato uno che provoca, non importa chi ha davanti, lui provoca.
Non a caso si trova sempre nei guai.
«Lei è Nate Anderson, la stella della nostra squadra di pallanuoto...» Il rettore legge la documentazione di Nate, che comprende anche tutte le risse che provoca ogni giorno da quando è qui. Anche qui sanno che è meglio tenersi alla larga da lui.
«Vuole che le firmi un autografo?» Gli sgancio una gomitata appena il rettore solleva lo sguardo per guardarlo.
«Questo ti caccia, smettila.» Gli dico tra i denti, mentre lui incolla gli occhi sul soffitto.
«Se ti mando via dalla squadra, col cazzo che mi firmi l'autografo!» Ribatte a tono il rettore, chiudendo la cartellina gialla.
«Coglione.» Fingo di tossire mettendomi la mano chiusa in un pugno davanti alla bocca.
«Scott, non ti bastano le denunce per rissa che ti sei beccato negli ultimi due anni?» Reclina il busto contro lo schienale dell'elegante sedia in legno su cui è seduto.
Ho solo preso a pugni due tre persone che ci hanno provato con Teresa, che sarà mai.
Okay, forse erano più di due o tre.
Va bene, ammetto che sia io che lui ci siamo fatti conoscere per bene.
«Maverick, tu che studi legge, dovresti dare l'esempio.» Guarda Ma con supponenza.
«Non ricapiterà più, papà...»
«Papà?» Esclamiamo sconvolti io e Nate guardandolo.
«Sì, lui è mio padre.» Maverick lo indica in modo passivo con una mano e noi facciamo saettare lo sguardo sul rettore.
«Sì lo sono, ma non avrà alcun trattamento di favore, come sempre.» Il rettore gli lancia uno sguardo severo.
Pensa che sfiga essere il figlio del rettore, in fondo non mi è andata male con il mio che è volato a New York. Almeno non devo dargli più conto di ciò che faccio. Vediamo il lato positivo di un padre che ha abbandonato i suoi figli all'improvviso per correre dietro a una donna appena conosciuta.
Questa cosa nla digeriró mai. Da quando è successo sono diventato ancora più anaffettivo. Se prima facevo fatica a dimostrare i miei sentimenti, adesso sono proprio ridotto male.
«Figuriamoci, come se non ti conoscessi» esclama offeso Maverick, sprofondando sulla sua sedia, come se avesse visto e rivisto questa scena.
«Darete una mano per l'organizzazione della festa in maschera.» Sentenzia improvvisamente.
«Che palle, papà.»
«Ci mancava anche questa» mi lamento anche io.
«Ma non ci penso proprio» sbuffa Nate al mio fianco, allungando di nuovo le gambe in avanti.
«Se non accettate, non giocherete fino alla fine dell'anno. Sono stato chiaro?» Il rettore alza la voce facendoci zittire all' istante.
È risaputo che gli sportivi come noi hanno un solo punto debole: lo sport.
«Andiamo, prima che la situazione peggiori.» Borbotta Maverick trascinandoci via con lui.
Deve conoscerlo bene per non ribattere niente di niente.

Broken Glass -  1 - 2- 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora