7-Rebecca

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Mentre allungo i muscoli delle gambe prima di entrare in campo, una palla mi colpisce la spalla, volto mezzo busto e vedo Nate che corre verso di me per riprenderla.
Indossa un paio di pantaloncini rossi da basket e una canotta abbinata che mette in risalto le braccia muscolose.
Ha un fisico che lascia senza fiato se ti soffermi a guardarlo per più di trenta secondi.
«Che pessima mira, Anderson. Sicuro di sapere cosa sia una palla?» Lo punzecchio di proposito.
Lui si avvicina e mi pizzica la guancia con due dita.
«Non mi sfidare, Scott Jr. So essere molto competitivo...»
Spaccone.
«Non chiamarmi così!» Sbotto offesa con le braccia al petto, cosa che lo diverte parecchio.

«Non ti piace che ti chiami così?» Mi gira intorno, con la palla sotto il braccio.

«Anderson, non ci stai provando con la mia ragazza davanti ai miei occhi, vero?» Dan si avvicina con un volto poco amichevole, io ignoro di proposito il suo commento e mi volto verso di lui, piuttosto incazzata.

«Dan dove eri ieri sera?»
La sua espressione dura lascia il posto a quello che mi sembra imbarazzo.
Che strano.
«Scusa amore, ho avuto un problema con l'auto, mi farò perdonare».
Dice l'ultima frase fissando Nate.
«Anderson, hai intenzione di trattenerti ancora con noi?» Aggiunge indispettito.

«L'idea era questa, sì...»
Dan lo fulmina con lo sguardo, ma prima che reagisca, il suono assordante del fischietto della Smith ci fa voltare tutti e tre verso di lei.

«Ragazzi ai vostri posti. Dan squadra A, Anderson e Scott squadra B». Ci ordina con il suo classico tono autoritario.

«Ti tengo d'occhio, Anderson». Dan lo minaccia indietreggiando con il viso rivolto verso di noi e le mani strette in due pugni ad altezza del petto.

«Terrò le mani a posto, tranquillo...» lo prende in giro, alzando i palmi in aria, costringendomi a dargli una gomitata nel fianco.

«Scott, sei così aggressiva anche a letto?» China la testa per sistemarsi la canotta nei pantaloncini.

«Qualcosa mi dice che ti piacerebbe scoprirlo, Anderson.» Faccio schioccare la lingua sul palato.

«Scommetto che piacerebbe anche a te...» mi sussurra all'orecchio, prima di raggiungere il campo.
Mi tocco le guance con entrambe le mani, stanno bruciando.

Le ragazze della nostra squadra, appena vedono Nate entrare in campo, spostano tutta la loro attenzione sulla sua sagoma.
Figuriamoci.
«Anderson, con questa canotta rischi di distrarci troppo...» squittisce una di loro, facendo ridere le altre due cretine.
«Se vuoi, me la tolgo». Lo spaccone si scompiglia i capelli con una mano e le guarda sfacciatamente.
«Mi piacerebbe togliertela io...» subentra un'altra voce.
Ma non ce l'hanno una dignità?

«Sto per vomitare» mi infilo due dita sulla lingua, facendo ridere Grace e Summer che sono dietro di me.

«Scott, non sei un po' cresciuta per fingere che i ragazzi non ti piacciano?»

«Il fatto che tu non mi piaccia, non vuol dire che non mi piacciano tutti gli altri. Tra l'altro ti ricordo che sono fidanzata, giusto per darti una prova concreta di ciò che sto dicendo». Sollevo le mani e provo a sistemarmi la coda, mentre lui si porta una mano al centro del cuore e finge una smorfia di dolore.
«Oh no, mi hai spezzato il cuore dicendomi che non ti piaccio». Quel tono sarcastico che usa, mi fa venire voglia di prenderlo a calci nel culo.

«Tu sei uno di quelli abituati ad averle tutte ai loro piedi, non è così?» Lancio uno sguardo alle cretine in calore alle sue spalle.

«Hai almeno dieci paia di occhi puntati sul tuo culo da quando sei entrata qui dentro, vuoi farmi credere che tu non sia altrettanto abituata?»
Corruccio la fronte e involontariamente mi guardo intorno.
«Ma cosa dici, nessuno mi sta guardando».
«Quindi Thomas aveva ragione...» mi osserva pensieroso, come se mi stesse studiando.
«Su cosa?»
«Che non ti accorgi di un cazzo perché sei ingenua». Sputa con disappunto, mi sembra quasi di sentire mio fratello.

Broken Glass -  1 - 2- 3Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora