due

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Appena arrivai a danza, mi fiondai subito nello spogliatoio. Avevo il cuore che batteva forte per l’emozione e l’adrenalina della giornata. Appena entrai, incontrai Alysia che stava sistemando la sua borsa. Non appena mi vide, il suo viso si illuminò.

«Ei amo, come stai?» disse con allegria, lanciandomi un sorriso contagioso.

«Sto molto bene, grazie!» risposi con entusiasmo, poi aggiunsi subito: «Tu invece come stai?»

Lei fece una piccola smorfia, poi rispose: «Diciamo… bene.»

«Perché? Vuoi parlarne?» chiesi, avvicinandomi un po’ di più per mostrarle che ero pronta ad ascoltarla. Alysia annuì leggermente, ma proprio quando stava per iniziare a parlare, la porta si aprì di colpo. 

La nostra insegnante entrò con passo deciso e ci guardò con sguardo serio. 

«Allora ragazze, oggi devo scegliere le alunne per il passo a due…» iniziò, e subito il silenzio calò nello spogliatoio. Io e Alysia ci guardammo e ci prendemmo istintivamente per mano, come se potessimo trasmetterci forza a vicenda.

«…ed ho scelto proprio… Stella e Alysia» concluse, guardandoci con un sorriso. 

Non ci potevo credere. Era un momento che aspettavamo da tempo. Presa dall’euforia, mi lanciai tra le braccia di Alysia, che era rimasta immobile per la sorpresa.

«Siete contente?» aggiunse la nostra insegnante, osservandoci con un’espressione compiaciuta.

«Tantissimo! È davvero un onore per noi» dissi con voce tremante dall’emozione, parlando per entrambe.

«Grazie mille, maestra. È davvero una gioia per me» disse poi Alysia, ritrovando il suo solito tono dolce.

Poco dopo entrammo in sala prove. Lì iniziammo ad allenarci con dedizione. Passarono due ore intense: la nostra insegnante ci mostrò tutti i passaggi del passo a due. Era una coreografia meravigliosa, elegante e complessa. Ogni movimento doveva essere perfettamente sincronizzato, eppure ci sentivamo all’altezza.

Una volta terminata la lezione, uscii dalla scuola stanca ma felice. Fuori, però, mi bloccai. C’era una macchina parcheggiata proprio davanti all’ingresso. La conoscevo bene: era la sua. Mi domandai subito cosa ci facesse lì. 

«Ei Stella, non ti fare strane idee. Jayla mi ha chiesto di venirti a prendere» disse una voce familiare. 

Era Javon. Sì, proprio lui. Il mio ex. Quello che avevo cercato di dimenticare.

«Tranquillo, non mi faccio nessuna idea» risposi, cercando di sembrare indifferente, anche se dentro ero tutto fuorché calma.

Durante il tragitto mise una playlist. Ma non una qualunque: la playlist. Quella che ascoltavamo sempre quando stavamo insieme. Ogni brano era una fitta al cuore, un ricordo che tornava a galla. Lo guardai mentre guidava. Era sempre lui, con quel modo rilassato di muoversi, quella camicia che gli stava fin troppo bene, e quegli occhi che sapevano leggere dentro.

«Ei nana, ti sei incantata?» disse, spezzando il silenzio e lanciandomi un’occhiata ironica.

«No. E non chiamarmi così» risposi stizzita, voltandomi verso il finestrino.

«Ma come? Quand stavamo insieme ti piaceva tanto» replicò con un tono di finta innocenza.

«Hai detto bene: quando stavamo insieme» dissi secca, con un pizzico di rabbia nella voce.

Lui sorrise in modo provocatorio, come solo lui sapeva fare. Fortunatamente, dopo pochi minuti arrivammo a casa. Appena la macchina si fermò, scesi velocemente e mi fiondai nella stanza di Jayla.

«Ma tu sei impazzita o cosa?» le dissi appena entrai, ancora irritata.

«Perché sorella?» rispose lei, facendo finta di niente, con quel suo tono sempre scherzoso.

«Hai mandato Javon a prendermi!» replicai, alzando le mani come a dire: “spiegami!”

«Ah sì, scusa… è solo che io non potevo. Dai, raccontami com’è andata oggi» disse con un’espressione più dispiaciuta.

Le raccontai tutto, dal passo a due fino al viaggio in macchina. Lei mi ascoltò con attenzione, poi mi guardò con un’espressione che non sapevo decifrare.

«Secondo me gli manchi» disse seria.

«Macché! Sono passati mesi ormai. E poi adesso lui sta con Coco» risposi tutta d’un fiato, come per difendermi da un pensiero troppo scomodo.

«Da quando vi siete lasciati non fa altro che portare ragazze diverse a casa. Secondo me lo fa per riempire un vuoto. Il tuo» disse Jayla, senza mezzi termini.

Rimasi in silenzio. Non sapevo se crederle o meno. 

«Io penso di aver superato la nostra relazione… ma non credo che tutto il mio amore sia svanito» dissi infine, abbassando lo sguardo.

«Tranquilla, Stella. Lascia fare al tempo» rispose lei, abbracciandomi forte.

Continuammo a parlare ancora un po’ finché non arrivò il momento di prepararci per la festa. Indossai un vestito blu elettrico, corto, con la schiena scoperta. Mi feci i capelli mossi, lasciandoli morbidi sulle spalle. Jayla invece scelse lo stesso modello di vestito, ma fucsia, e si fece una coda alta molto elegante.

Appena scendemmo, Daelo si avvicinò subito.

«Sei bellissima, Stella» disse, stringendomi in un abbraccio affettuoso.

«Ma grazie, piccoletto!» risposi, sorridendo. Gli diedi un bacio sulla guancia e gli lasciai un segno del mio rossetto. Rideva mentre cercava di pulirsi.

Poco dopo scese anche Jaden. 

«Ma come siamo belli questa sera!» dissi in tono ironico, osservandoci allo specchio.

Anche se io e Javon non stavamo più insieme, il mio legame con la sua famiglia era rimasto forte. Li conoscevo da quando ero bambina, erano come una seconda famiglia per me.

«Anche tu mica scherzi» rispose Jaden, e lo abbracciai.

«Vogliamo andare?» chiesi impaziente.

«Dobbiamo aspettare Javon» rispose Jayla.

«Dobbiamo per forza?» dissi con tono seccato.

«Eh sì, amore» replicò trattenendo una risata.

Appena mi voltai verso le scale, lo vidi. Javon stava scendendo con una camicia celestina e un paio di jeans beige. Rimasi incantata. Ancora oggi, dopo tutto il tempo passato, riusciva a farmi sentire esattamente come prima.

Passò accanto a me e, con il suo solito tono vanitoso, disse: 
«Di nuovo incantata, nana?»

«L’importante è che ci credi, Walton» risposi infastidita, cercando di non arrossire.

Lui sorrise e uscì diretto alla macchina. Io lo seguii, con il cuore che batteva più forte di quanto avrei voluto ammettere. Una volta arrivati alla festa, capii che la serata era appena cominciata — e con essa, forse, anche qualcosa di più.

Spazio autrice
eccomi con un nuovo capitolo spero che ci piaccia e se volete lasciatemi una stellina e un commento🫀
scusate eventuali errori
un bacio✨

love each other againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora