quarantatré

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Il ritorno ad Atlanta fu traumatico. 
Camilla non si sentiva bene, Javon non era d'aiuto visto che mi teneva il muso, e Jad era nel panico. 
Non sapevo che fare. Provavo ad aiutare Camilla, che per fortuna si riprese dopo una decina di minuti, e cercavo di parlare con Jav, ma lui mi ignorava, voltando la testa ogni volta che tentavo un approccio.

Noi tornammo prima degli altri, perché dovevamo organizzare il baby shower di Cami e Jad.

«Ma la vuoi smettere!» mi lamentai per l’ennesima volta.

«No» rispose secco Javon.

Era da tutto il viaggio che continuava a battere i piedi, irritandomi non poco.

Sbuffai seccata, guardando fuori dal finestrino.

Atterrammo — «meno male» pensai tra me e me.

«Vieni a casa mia?» domandai al *mio ragazzo*.

«No, ho da fare» rispose con disinteresse.

Ci rimasi male. Lui se ne accorse, ma fece finta di niente.

«Amore io vado da Stella» disse Cami al suo ragazzo. Lo feci anch’io, poco dopo.

Javon non mi degnò nemmeno di uno sguardo.

«Vaffanculo» imprecai sottovoce, per non farmi sentire dal diretto interessato.

Entrammo in casa e sistemai subito la valigia.

«Stasera usciamo?» domandò Cami, accarezzandosi la pancia.

«Sì, va bene» ghignai. Avevo qualcosa in mente.

---

Ci stavamo preparando per uscire. Non avevo detto nulla a Javon, si sarebbe sicuramente arrabbiato.

«Quale metto?» domandai a Cami, indicando i due vestiti sul letto.

Uno lilla, con uno spacco che partiva dal fianco fino al ginocchio. L’altro, bianco, un po’ trasparente e molto corto.

«Quello» disse sicura, indicando il bianco. Le lanciai un bacio e afferrai il vestito.

Lo indossai. Mi stava davvero bene: evidenziava la mia abbronzatura, fasciava perfettamente i fianchi. Era *il* vestito. Non nego che lo misi anche per far arrabbiare Javon.

«Andiamo?!» esclamò la bionda scendendo le scale.

«Sì» risposi, afferrando la borsa con le chiavi di casa.

«Tenga» dissi al tassista, porgendogli i soldi. Lui li afferrò ringraziandomi.

Ci trovavamo davanti al Clermon Lounge, il locale preferito di Javon.

Entrammo senza esitare: la musica era così forte che si sentiva da fuori.

«Cosa prendi da bere?» mi domandò un ragazzo.

«Niente, tranquillo» lo liquidai e raggiunsi subito Cami in pista.

Lei, a differenza mia, aveva avvisato Jad della sua uscita.

Passammo molto tempo a ballare. Invidiavo il fatto che Cami riuscisse a muoversi sui tacchi, incinta, con una tale disinvoltura.

Ormai esauste, ci avviammo verso i divanetti.

«Alysia!!» esclamai alla vista della rossa.

«Stella, amore!» mi venne subito incontro.

«Come va?» chiesi tranquillamente.

«Bene, dai» mi abbracciò. «E tu?» aggiunse.

«Così e così...» mi guardò con uno sguardo interrogativo.

love each other againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora