La luce che filtrava dalle tapparelle mi svegliò dolcemente. Il calore del mattino mi avvolse mentre ancora ero stretta tra le braccia di Jav. Il suo respiro tranquillo e il battito del suo cuore mi facevano sentire al sicuro. Lentamente, senza svegliarlo, mi spostai da lui, facendo attenzione a non fare rumore. Mi alzai con una leggera sensazione di sonnolenza e mi diressi verso il bagno.
L’acqua calda della doccia mi avvolse, scivolando sulla pelle come una carezza. Rimanere sotto il getto dell’acqua a lungo era un piacere, e cercavo di non fare rumore, così da non svegliare Jav. Il profumo del bagnoschiuma si mescolava all'aria fresca del mattino, creando un'atmosfera intima. Terminata la doccia, mi avvolsi in un morbido asciugamano che scivolava sul mio corpo con dolcezza.
Indossai l’intimo con una calma rilassante, sentendo il calore del tessuto sulla pelle. Poi, mi avvicinai a Jav, che si stava appena svegliando. I suoi occhi si aprirono lentamente, ancora sonnolenti, e un sorriso si disegnò sulle sue labbra quando mi vide.
«Stella, vai a farti la doccia senza di me?» disse con voce roca, appena sveglia, e un sorriso ironico giocava sulla sua bocca.
«Non volevo svegliarti, amore» risposi, avvicinandomi a lui per dargli un bacio leggero sulla fronte.
«Ora vai a farti una doccia» gli indicai il bagno, scherzando.
«Dopo mi asciughi i capelli?» mi chiese, e io annui, mentre lui mi sorrise di rimando, baciandomi. Si alzò lentamente e si diresse verso il bagno, mentre io mi occupai di rifare il letto.
Pochi minuti dopo, dalla stanza da bagno, udii la sua voce che mi chiamava. «Vieni ad asciugarmi i capelli!» urlò, cercando di farmi sentire.
«Arrivo!» risposi, alzandomi dal letto, dove ero rimasta spaparacchiata. Mi alzai, sospirando e mi diressi verso di lui.
«Stai un attimo ferma!» lo rimproverai scherzando mentre gli pettinavo i capelli.
«Scusa, Stella» disse, dandomi un bacio veloce.
«Grazie, Stella» aggiunse, guardandosi allo specchio mentre si sistemava i capelli a suo piacimento.
Poi mi prese per mano e con un sorriso, mi guidò verso la sala dove stavamo per fare colazione. «Ragazzi, buongiorno!» salutò con entusiasmo, mentre versava il caffè nella tazza.
«Buongiorno, papà» dissi, baciandolo sulla guancia, poi guardai il caffè che mi offriva. «Ne vuoi?» mi chiese.
«Sì, grazie» risposi, annuendo, e lui versò un po' nella mia tazza. «Grazie, papà» dissi, sedendomi di fronte a lui.
Papà guardò noi due con un sorriso malizioso. «Ieri sera vi siete divertiti?» domandò, suscitando in me un'immediata sensazione di imbarazzo.
«Sì, la festa era bella» rispose Jav, con un tono vago, sorseggiando il caffè.
Papà non perse tempo e, dopo averci salutati, ci comunicò che doveva andare da Dj.
«Voglio sotterrarmi, sicuramente ci ha sentiti» disse Jav ridendo.
«Non ridere, è colpa tua!» lo rimproverai, puntandogli un dito contro con finta severità.
«Ah, è colpa mia? Ora ti faccio vedere io!» rispose, afferrandomi come un sacco di patate e cominciando a farmi il solletico.
«Ti prego, basta!» esclamai, esausta, ridendo.
«Solo perché sennò facciamo tardi» disse, smettendo di tormentarmi.
«Andiamoci a preparare» disse finalmente Jav, rompendo il silenzio che si era creato tra di noi. Mi prese per mano e ci avviammo verso la nostra camera.
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love each other again
FanfictionAnd I'ma love you girl The way you need Ain't no one gon' stop us He's what you want I'm what you need Baby, leave them high heel shoes 'Cause I love it when you're looking down at me I'm looking up at you FAN FICTION ITALIANA 🇮🇹 🥇#javonwannawalt...
