Arrivai da Javon e ad aprirmi la porta furono Jessica e Daelo. Il piccolo mi corse incontro aggrappandosi alla gamba con il solito entusiasmo.
«Stella, Jav è di sopra!» disse Daelo, sorridendomi con quegli occhioni vispi.
«Grazie, piccoletto,» risposi, dandogli un pizzicotto affettuoso sulla guancia. Lui rise, divertito.
Salii lentamente le scale e bussai alla porta della camera di Javon. «Posso?» domandai timidamente.
«Me lo chiedi pure? Vieni, nana!» rispose lui con quel tono dolce che mi faceva sempre sciogliere. Appena entrai, mi avvicinai e lui mi diede un bacio leggero sulle labbra, di quelli che ti tolgono il fiato.
«Sei stupenda con questo vestito,» disse, guardandomi con occhi pieni d’ammirazione.
Le mie guance si tinsero subito di rosso, e come sempre, lui se ne accorse. Mi pizzicò la guancia con dolcezza. Era incredibile quanto ancora riuscisse a farmi arrossire con un solo sguardo.
«Dove vai tu stasera?» gli chiesi, sedendomi sul divano mentre lui si sistemava sulla sedia davanti alla scrivania.
«Ho una cena con il mio team, niente di che,» rispose scrollando le spalle.
«Va bene,» dissi, e cominciammo a chiacchierare di tutto e di niente. Era una di quelle conversazioni leggere, ma piene di significato. Lui ogni tanto mi lanciava delle occhiate da togliere il fiato, e io cercavo di non sorridere troppo.
«Tra poco finiscono le vacanze di primavera,» disse a un certo punto, con un mezzo sorriso.
«Uffa… non ho proprio voglia di tornare a scuola,» borbottai, appoggiandomi allo schienale.
Il tempo passò velocemente, e mi accorsi che era ora di andare. «Devo scappare, ci vediamo domani se riesco.»
«Va bene, nana,» disse lui. Stavo per uscire quando mi prese per il polso.
«Non mi dai neanche un piccolo bacino?»
Mi girai verso di lui, socchiudendo gli occhi. «Mh… non mi va,» dissi in modo provocatorio.
«Ok, lo hai voluto tu!» esclamò, e si avvicinò per farmi il solletico, ma prima che ci riuscisse, lo baciai. Si fermò all’istante, sorridendo come un bambino felice. Poi me ne andai, il cuore leggero.
La serata andò benissimo. Io, Camilla e Alysia andammo in un locale elegante, con musica eccezionale e un’atmosfera vivace. Ogni tanto io e Javon ci mandavamo dei messaggi: brevi ma dolci, che rendevano la serata ancora più speciale.
Quando tornai a casa, mi infilai sotto le coperte. Mancavano solo tre giorni allo spettacolo, e la tensione iniziava a farsi sentire.
La mattina seguente mi svegliai con il messaggio del buongiorno di Javon. Si alzava sempre prestissimo per andare a correre. Una delle sue abitudini che amavo.
Scivolai giù dal letto, feci colazione in fretta e aspettai Alysia. Arrivò puntualissima, e appena salii in macchina, esordì: «Buongiorno, Stellaa!»
«Buongiorno a te, sole!» risposi, ridendo. Quella mattina eravamo in vena di soprannomi.
Il viaggio fu silenzioso: eravamo entrambe assonnate e immerse nei nostri pensieri. Arrivate in accademia, andammo subito in sala.
Durante la pausa, mi si avvicinò l'insegnante di danza.
«Stella, posso chiederti un favore?» disse, con un tono serio ma gentile. «Visto che sei una delle ballerine più brave e belle dell’accademia, puoi sostituire Cecilia? Si è infortunata e il suo ruolo nello spettacolo è fondamentale.»
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love each other again
FanfictionAnd I'ma love you girl The way you need Ain't no one gon' stop us He's what you want I'm what you need Baby, leave them high heel shoes 'Cause I love it when you're looking down at me I'm looking up at you FAN FICTION ITALIANA 🇮🇹 🥇#javonwannawalt...
