Ecco il testo migliorato con dialoghi più naturali, maggiore profondità emotiva e la sostituzione di «Stella» al posto di «tn», oltre alla conversione delle virgolette in stile caporali (« »):
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**POV di Javon**
Uscì dal locale con la testa che scoppiava. Avevo bisogno di sfogarmi. Cercai su Google una palestra aperta 24h e per fortuna ne trovai una poco distante. Arrivai trafelato, il posto era vuoto a parte un uomo anziano intento a pulire il pavimento.
«Buonasera» dissi entrando.
«Buonasera a te, ragazzo. Posso aiutarti?» chiese con un sorriso gentile, un uomo sulla sessantina.
«Hai un paio di guantoni per me?»
«Certo» rispose porgendomeli.
Mi avvicinai al sacco e iniziai a colpirlo con rabbia. Un colpo, poi un altro. Avevo bisogno di far uscire tutto. L'adrenalina, la frustrazione, la rabbia... e anche il dolore.
Continuai a colpire finché le lacrime non iniziarono a scivolarmi sul viso. Ero esausto, ma non riuscivo a fermarmi. Dovevo sputare fuori ogni pensiero, ogni emozione.
Mi sedetti sul pavimento e mi tolsi i guantoni. Anche le fasce. Respiravo a fatica.
L'uomo mi guardò, poi si avvicinò e disse: «Hai davvero del potenziale, sai?»
Sorrisi amaramente. «Faccio il pugile professionista.»
Mi diede una pacca sulla spalla. «Continua così. Sei il futuro della boxe, ma prima... chiarisci con la tua ragazza.»
Sgranai gli occhi. «È il miglior complimento che potessi ricevere, ma... come fai a sapere che ho litigato con Stella?»
«Oh, figliolo» rise piano, «anch'io da giovane, quando avevo il cuore a pezzi, venivo qui a tirare pugni. È per questo che tengo la palestra aperta ventiquattro ore su ventiquattro.»
Annuii, colpito. «Grazie. Farò tesoro delle tue parole. Io sono Javon "Wanna" Walton.»
«Michael. Ma qui tutti mi chiamano Mickey Goldmill.»
Ci stringemmo la mano. Le sue parole mi avevano colpito più del sacco da boxe.
«Grazie per avermi fatto sfogare» dissi uscendo tutto sudato.
***
Tornai all'hotel correndo. Non ero stanco. Anzi, mi sentivo più leggero, quasi libero. Aprii la porta della camera: Stella era sveglia.
Appena mi vide, si alzò di scatto. Il suo sguardo era pieno di rabbia e dolore. Poi, *schiocco*. Uno schiaffo in pieno volto.
Non dissi nulla. Lo meritavo. Mi girai e andai in bagno a farmi una doccia.
***
**POV di Stella**
Era quasi l'alba, e ancora nessuna traccia di Javon. Guardavo il telefono senza sosta, finché sentii la porta aprirsi. Era lui. Sudato, spettinato, sconvolto. Aveva il viso di chi aveva passato l'inferno.
Mi alzai istintivamente e gli camminai incontro. Lo schiaffo partì da solo. Non pensai, lo feci e basta.
Lui non disse nulla. Si voltò e andò dritto in bagno.
Avevo bisogno di capire. Quel suo comportamento non era solo gelosia. C'era qualcosa di più. Qualcosa che gli bruciava dentro.
Mi diressi da Jad.
Bussai alla porta. «Avanti» sbadigliò.
Entrai e mi guardò con aria scocciata. «Che c'è, Stella?»
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love each other again
FanfictionAnd I'ma love you girl The way you need Ain't no one gon' stop us He's what you want I'm what you need Baby, leave them high heel shoes 'Cause I love it when you're looking down at me I'm looking up at you FAN FICTION ITALIANA 🇮🇹 🥇#javonwannawalt...
