javon's pov
Ero stato un coglione. Ero riuscito a farmi lasciare di nuovo. I sensi di colpa mi mangiavano vivo, e le parole di Stella mi rimbombavano in testa ogni volta che provavo a chiudere gli occhi.
Dovevo trovare un modo per riconquistarla. Avevo bisogno di averla accanto. Decisi così di andare a parlare con papà.
«Papà, ti disturbo?» chiesi entrando nel suo ufficio, dove gestiva la parte finanziaria della palestra.
«Certo che no, entra pure» mi invitò, accennandomi poi di sedermi di fronte a lui.
«Ho fatto una cosa orribile» sospirai prima di continuare. «Mi sono fatto lasciare da Stella per una ragazza che ho conosciuto in Italia. È solo che... quella ragazza non è minimamente paragonabile a Stella» dissi tutto d’un fiato.
«Wanna, sei troppo impulsivo. Devi pensare prima di fare le cose!» mi rimproverò quasi, mio padre.
«Come faccio a riconquistarla?» domandai, speranzoso in una risposta utile.
«Le devi dare del tempo. Continua a dimostrarle amore giorno dopo giorno. Non ti arrendere, perché lei sicuramente tornerà da te» mi consigliò papà, con amore.
«Grazie, papà» gli diedi un abbraccio. Ne avevo davvero bisogno.
Andai in camera e mi preparai per fare un giro, semplicemente per svagarmi un po’.
Dopo la passeggiata tornai a casa: era ormai ora di cena.
«Ehi, tutto bene? Ti vedo strano» mi domandò mia sorella appena varcai la soglia della porta.
Mi limitai ad annuire goffamente e salii le scale.
La mia giornata trascorse noiosa. Ogni minuto aspettavo una sola notifica da parte di Stella… ma niente.
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**Stella’s POV**
«Dai, non ti farà mica male» insisteva Camilla. Diceva che avevo bisogno di uscire per “svagarmi”.
«No, ti giuro, non ne ho bisogno» ripetei per l’ennesima volta, tentando di convincere la bionda.
«Vuoi restare per il resto dei tuoi giorni a piangerti addosso?» domandò, poggiandosi le mani sui fianchi.
«Quale sarebbe il problema?» risposi, ovvia.
«Non ti fa bene. Quindi ora preparati ed esci!» mi prese per un braccio e si diresse verso la mia camera.
***
Ero seduta sui divanetti del locale, rimproverandomi mentalmente per aver accettato di uscire.
Cominciai a pensare che il vestito che avevo indossato fosse troppo leggero.
Mentre sorseggiavo il mio drink in tranquillità, sentii una voce familiare chiamarmi.
«Stella!» esclamò.
«Rafael!» risposi salutando il ragazzo con le treccine.
«Come mai da sola?» chiese curioso.
«Domanda di riserva?» feci un risolino, sorseggiando ancora un po' dal bicchiere.
«Come stai?» rise, sedendosi davanti a me.
Da lì iniziò una conversazione piacevole. Si offrì anche di riaccompagnare me e Cami a casa.
«Mi ha fatto piacere. Quando vuoi, chiamami per un caffè» esordì, prima che potessi andare via.
Feci una risatina e annuii. In fondo, non era così male come pensavo ultimamente.
La mattina successiva il risveglio fu traumatico: la sera prima, tra chiacchiere e risate, io e Cami avevamo fatto tardi.
Scese goffamente in cucina e la trovai intenta ad accendere i fornelli.
«Stai qui da mesi e ancora non hai imparato a usare i fornelli?» la presi in giro, affiancandola.
«Sono difficili!» esclamò, disperata.
Mi diedi una mano in fronte, teatralmente. «Ti mostro io». Le spiegai come fare, e lei mi ringraziò mettendo la moka sul fuoco.
«Ieri ti ho vista parlare a lungo con Rafael» indagò la bionda, inzuppando un biscotto nel latte.
«Sì, nulla di che. Però lo sto rivalutando» dissi, prendendo un cucchiaio di cereali e portandolo alla bocca.
«Rivalutando in che modo?» fece un sorriso malizioso.
«In amicizia. Non pensare male» la rimproverai.
Dopo colazione tornai in camera e feci una lista delle cose da comprare per il ritorno in sala.
Mi preparai al volo, addentai un toast e corsi al centro commerciale.
Avevo assolutamente bisogno di un nuovo paio di scarpe, così entrai nello store della Nike. Girovagando tra gli scaffali, vidi un paio di Jordan molto carine.
«Belle, mi piacciono!» disse una voce alle mie spalle. Rabbrividii sul posto sentendo quella voce.
«Davvero?» feci una risatina nervosa, osservando il moro.
Annuiì e chiamò una commessa. «Provale» disse, porgendomele. Le afferrai e mi sedetti per indossarle.
«Ti stanno divinamente» sorrise, osservando le scarpe ai miei piedi. *Dannazione*, pensai appena vidi il suo sorriso. Mi faceva sempre lo stesso effetto.
Mentre riponevo le scarpe nella scatola, mi squillò il telefono.
«Pronto» risposi senza controllare chi fosse, sotto lo sguardo attento del moro.
— *Stella, che fai?* — mi domandò il ragazzo dall’altra parte.
«Sono al centro commerciale, tu?» domandai a mia volta.
— *Nulla... ma più tardi ti andrebbe di andare da Starbucks?* — chiese con un po’ di imbarazzo.
«Va bene, Raf. A dopo» riattaccai.
Javon mi guardò con uno sguardo interrogativo. Sapevo che voleva chiedermi chi fosse.
«Va bene, ci si vede» lo liquidai, lasciandolo un po’ deluso.
«Ciao, nana» disse, sorridendo, mentre mi voltavo.
Feci i miei giri e poi andai da Starbucks, dove Rafael mi aspettava.
«Ciao, bebecita» mi salutò con un abbraccio e un bacio sulla fronte.
«Ciao, chico» lo salutai a mia volta, sedendomi di fronte a lui.
Ordinammo e parlammo del più e del meno.
«Grazie» dissi quando mi riaccompagnò a casa.
«Di nulla» fece per darmi un bacio sulla guancia, ma io mi girai... e ci baciammo per sbaglio.
Appena ci staccammo, lui si grattò la nuca, imbarazzato.
Anche io. Lo salutai con un cenno della mano.
Mi rimproverai mentalmente per quel saluto.
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**Javon’s POV**
La mia giornata era migliorata dopo aver visto Stella da JD.
Andai in palestra contento. Tutti mi chiesero come mai fossi di buon umore, dato che dalla nostra rottura ero sempre sulle mie. Ma li ignorai.
La sera decisi di non uscire. Mi giravo e rigiravo nel letto, pensando a un modo per riconquistarla... ma non mi venne in mente nulla. Così, ci dormii su.
spazio autrice
ei come va?
ecco un nuovo capitolo, è stato difficile da scrivere perché sono accorto di idee, ma ci prometto che la finirò la storia
fatemi sapere che ne pensate
un bacio ✨
PS. i gemelli sono diventati maggiorenni, voglio piangere😭
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love each other again
FanfictionAnd I'ma love you girl The way you need Ain't no one gon' stop us He's what you want I'm what you need Baby, leave them high heel shoes 'Cause I love it when you're looking down at me I'm looking up at you FAN FICTION ITALIANA 🇮🇹 🥇#javonwannawalt...
