quattordici

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Sentii due mani che mi presero per i fianchi. Mi girai ed erano le sue mani.

«Mh, Walton, che ci fai qui?» 
Non rispose, mi prese la mano e mi portò in macchina.

«Sei impazzita per caso o cosa?» disse, guardandomi stranita. 
«Cosa ho fatto?» 
«Sei andata nel locale più famoso di Atlanta, pieno e zeppo di ragazzi che ti guardano, per lo più vestita così.» 
«Non mi risulta che io stia insieme a te. Se io voglio uscire, ne ho tutto il diritto.» 
«E non lo metto in dubbio, ma almeno degnati di mandarmi un fottuto messaggio,» disse con lo sguardo fisso sulla strada. 
«Jav, davvero, fai vedere, siamo da capo. La tua gelosia la devi mettere da parte. Nessuno mi ha fatto niente,» dissi, mentre giravo lo sguardo fuori dal finestrino.

Non parlammo per tutto il viaggio. Non mi sentivo per niente bene, nella mia testa c'era solo un pensiero: *"Perché ho messo quella storia?"*

«Siamo arrivati.» 
Non mi aveva portata a casa, ma a casa sua. 
«Portami immediatamente a casa,» dissi, scocciata. 
«No, è tardi, dormirai con me. Tanto domani devi uscire con me.» 
«No, Jav, non voglio, non ho neanche il cambio. Poi domani io non ci esco con te.»

Lui scese dalla macchina e mi venne ad aprire lo sportello. Ci ritrovammo faccia a faccia. Lui avanzava e io indietreggiavo, fino a toccare la macchina. 
«Io ti porto a casa se domani tu esci con me.» 
«Va bene.» 
«Nana, domani mettiti un bel costume, mi raccomando,» mi sussurrò all'orecchio. 
Feci un sorrisetto, volevo provocarlo, avevo il costume perfetto.

Io feci per risalire in macchina, ma mi bloccò. Mi mise le mani sui fianchi. 
Non nego che ho avuto i brividi, lui se ne accorse e sorrise. 
«Jav, mi sono ricordata che domani deve venire mia cugina.» 
«La fai venire al mare con noi, invito anche Jad?» 
Menomale, pensai. 
«Perfetto.»

Durante il viaggio parlammo di cose stupide, però mi fece sorridere, anzi, mi fece ridere. Adoravo ridere con lui. Non so come fosse successo, ma fino a poco prima stavamo litigando e ora ridevamo. Però non ci diedi molto peso.

«Buonanotte, Jav, a domani.» 
«Buonanotte, Nana.» 
Stavo per scendere, ma disse: 
«Non me lo dai il bacio della buonanotte?» 
Evitai un po' di esitare, ma poi gli diedi un bacio sulla guancia.

Una volta a casa, mi addormentai.

La mattina seguente mi svegliai con un messaggio di Camilla, dove mi diceva che era arrivata all’aeroporto. A prenderla ci andò Chri. 
Intanto si erano fatte le 8:30

Chiamai Jav: 
«Buongiorno Jav, vieni a prendermi alle 10:30.» 
«Va bene, Stella, a dopo.» 
Attaccai.

Mi andai a mettere il costume: era bianco a due pezzi, il pezzo sopra era a fascia e il sotto era un tanga. 
Sopra misi una camicia legata per accorciarla, e poi un paio di pantaloncini di jeans.

Non mi truccai, presi gli occhiali da sole e la borsa con tutto l’occorrente. 
Andai in bagno e mi lavai i denti. 

Senti suonare il campanello: era Chri con Camilla. 

«Amore mio, mi sei mancata come l'aria,» disse lei, tutta sorridente. 
«A chi lo dici!» l’abbracciai forte e le lasciai un bacio sulla guancia. 
«Vatti a preparare che dobbiamo andare al mare,» annuii e andai a prepararmi.

Erano le 10:30 giuste, così andammo fuori e ci aspettavano i gemelli. 

«Buongiorno Jad,» dissi dandogli un abbraccio sotto lo sguardo attento di Jav. 
«Buongiorno anche a te.» 
Andai da Jav e lo abbracciai. 
Intanto Cami stava morendo di vergogna.

love each other againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora