4 anni dopo
La mia vita era totalmente cambiata negli ultimi quattro anni.
Ormai avevo «abbandonato» la vita ad Atlanta per trasferirmi a New York, dove lavoravo con una compagnia di danza.
Avevo anche iniziato a convivere con Rafael.
La mia vita aveva preso finalmente la piega che avevo sempre desiderato,
anche se, in fondo, speravo che al mio fianco ci fosse qualcun altro…
Ma non posso certo lamentarmi: Rafael è così dolce con me.
Non nego però che, dentro di me, ci sia ancora qualcosa… qualcosa che non so spiegare.
Qualche giorno dopo.
Stavo preparando le valigie: finalmente tornavo ad Atlanta, anche se solo per qualche giorno.
Dovevo accompagnare Rafael a Orlando per un incontro.
Non sapevo nemmeno con chi dovesse combattere, ma in fondo… non mi importava molto.
Salii sull’aereo, diretto verso il posto del mio cuore.
«Allacciare le cinture, stiamo per decollare», risuonò la voce pacata dell’host negli altoparlanti.
Feci come mi fu detto, senza esitare. Puntai lo sguardo fuori dal finestrino,
sognando ad occhi aperti: immaginavo una vita passata a fare ciò che amo,
con la persona che amo.
Le ore di volo passarono tra qualche film e brevi sonnellini.
Recuperai i bagagli, respirando finalmente aria pulita.
L’aria calda di Atlanta mi sfiorò la pelle, lasciandomi quasi un brivido di piacere.
Camminai fino all’uscita, dove trovai papà con un cartellone in mano:
«Welcome back, bambina mia» c’era scritto, con un cuoricino disegnato accanto.
Alla vista di papà, sorrisi e corsi ad abbracciarlo.
«Bimba mia!» esclamò, stringendomi forte.
«Mi sei mancato tanto», disse sorridendo, baciandomi sulla testa.
«Anche tu, tanto», risposi, ricambiando il sorriso. Mi accarezzò ancora una volta il viso.
«Dammi, le porto io queste», disse indicando le valigie, che subito gli porsi.
In macchina non parlai molto, ero davvero stanca.
Dal finestrino osservavo la mia amata Atlanta scorrere davanti ai miei occhi.
Dopo una ventina di minuti, scorsi il lago di Buford.
«Com’è bello!» esclamai. Ogni volta che lo vedevo, provavo una sensazione incredibile.
Era strano… ma bello.
Papà restò concentrato sulla strada, ma colsi un sorriso sul suo volto.
***
«Sorpresa!» gridarono i miei amici, spuntando da dietro le siepi del giardino.
«Voi siete matti!» dissi, ridendo, mentre li abbracciavo uno ad uno.
«*Stella*, amore mio!» esclamò Alysia venendomi incontro. Ricambiai il suo abbraccio.
«Jaden!» sorrisi alla vista del moro, che si avvicinò subito a salutarmi.
«Principessa, mi sei mancata», disse scompigliandomi i capelli.
«Ti odio quando fai così», risposi acida, sistemandoli.
«Jaja!» gridai correndo verso Jayla, che mi sollevò da terra.
«Come stai?» mi chiese curiosa.
«Bene bene. E tu?» risposi sorridendo. Lei mimò un «bene» con la bocca.
«Volete entrare?» chiesi al gruppo.
«No, riposati. Così stasera usciamo: ci saranno tutti», rispose Jad, sorridendo.
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love each other again
FanfictionAnd I'ma love you girl The way you need Ain't no one gon' stop us He's what you want I'm what you need Baby, leave them high heel shoes 'Cause I love it when you're looking down at me I'm looking up at you FAN FICTION ITALIANA 🇮🇹 🥇#javonwannawalt...
