ventuno

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Arrivammo a casa, ma non sapevamo cosa mettere.

«Stella, io non so davvero cosa mettermi,» disse Camilla visibilmente agitata, buttando vestiti ovunque.

«Scusa, ma Jad non ti ha regalato una sua maglia?» chiesi con un sorrisetto.

«Sì, ma cosa c’entra?» fece lei, confusa.

«Non sei per niente l’intelligente della famiglia.»

«Dai, non scherzare. Cosa ci devo fare con quella maglia?»

«Non sto scherzando: te la metti con un jeans e sei perfetta.»

«Ti amo, lo sai?» 
Annuii e la abbracciai.

Io optai per un jeans chiaro e un top verde che si abbinava al cappellino che mi aveva regalato Jad. Un look semplice, ma curato.

«Sei pronta?» mi chiese la bionda.

«Mi metto il mascara e arrivo!» urlai per farmi sentire dal bagno.

Appena scendemmo, sentimmo un clacson. Erano i gemelli.

«Amore!» dissi entrando in macchina. Javon mi baciò con dolcezza.

Lui era alla guida, io al suo fianco. Dietro, Camilla e Jad.

«Ciao anche a te, Nana,» disse Javon prima di baciarmi di nuovo.

«Sei agitato, Jad? Jav mi ha detto che è una partita importante.»

«Sì, ci saranno osservatori di squadre grosse. Spero che qualcuno mi noti,» rispose, stringendo la mano di Camilla.

«Ti noteranno di sicuro, amore. Sei fortissimo,» disse lei, baciandolo sulla guancia.

Arrivammo al campo. Camilla andò con Jad, mentre io e Javon ci sedemmo sugli spalti. Continuavamo a scherzare e ridere, finché non si avvicinò una ragazza.

Mora, mingherlina, piuttosto carina. Vidi Jav sbiancare.

«Jav, come stai?» chiese con un tono fin troppo confidenziale.

«Bene... tu?» rispose lui, scocciato.

Mi guardò. «Chi è lei?» disse, indicandomi.

Stavo per rispondere, ma lo fermai io.

«Piacere, Stella. Sono la sua ragazza. E tu invece chi sei?» 
Lei mi guardò e sgranò gli occhi.

«Davvero sei tornato con lei? Non ti ricordi cosa mi dicevi mentre stavamo a letto insieme? Parlavi male di lei... Comunque io sono Scarlett.»

Il mio cuore si fermò.

«Dicevi che era pazza, che non c’era passione, che faceva solo storie. Che con me era tutta un’altra cosa...»

Tolsi istintivamente la mano da quella di Javon.

«Scarlett, adesso basta. Stai solo dicendo cazzate perché non ti considero più.»

Non sapevo che fare. Iniziai a giocherellare nervosamente con le mani. E mentre loro continuavano a discutere, mi alzai e me ne andai.

Sentii la voce di lei in lontananza: 
«Adesso che lei se n’è andata, puoi tornare da me.»

«Fottiti,» rispose Javon correndo verso di me.

Mi afferrò la mano. 
«Lasciami sola,» dissi con la voce rotta.

«No, Stella. Non dare retta a quella. Io non ho mai parlato male di te. Mai.»

Sembrava arrabbiato. Aveva anche il coraggio di esserlo.

love each other againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora