La mattina dello spettacolo mi svegliai con un’ansia tremenda.
Il cuore mi batteva forte e avevo la testa piena di pensieri.
Come ogni mattina importante, feci la mia solita chiamata con la nonna.
Era stata lei a portarmi per la prima volta a lezione di danza. All’inizio non ero molto convinta… ma bastarono pochi passi per innamorarmene.
«Ehi Stella, voglio che tu sappia una cosa,» disse con la sua voce calda e decisa, «anche se non potrò esserci fisicamente, sono lì con te, col cuore. Mi riempi l’anima sapendo che stai realizzando il tuo sogno… e anche un po’ il mio. Sono felice di averti trasmesso questa passione. Sei bravissima, bellissima… non lasciarti mettere giù da nessuno. E adesso: merda, merda, merdaaa!»
Mi vennero gli occhi lucidi. Parlarle era sempre un’iniezione di forza.
«Grazie nonna. Ti devo tutto. Se non fosse stato per te, chissà dove sarei ora. Ti amo. Ti mando i video appena finisce tutto.»
Lei era in Italia, le mie prime lezioni le avevo fatte lì. Poi mi ero trasferita ad Atlanta.
Dopo aver chiuso la chiamata, controllai che tutto fosse nella valigia. C’era tutto.
Scesi in cucina, ma l’ansia era troppa per fare colazione: mi limitai a un succo di frutta.
«Sei felice?» chiese Camilla, scendendo le scale con un sorriso contagioso.
«Sì… ma ho un’ansia assurda.»
«Tranquilla, spaccherai tutto.»
Mi diede un abbraccio forte, pieno di affetto.
«Sono così fiera di te, Stella. Dopo tutto quello che hai fatto, tutti i sacrifici… ti meriti il mondo.»
«Ti amo, Cami.»
Non volevo vedere nessun altro prima dello spettacolo: solo le mie compagne e la mia insegnante.
La giornata fu pienissima, una corsa continua tra cambi d’abito, prove generali e sistemazioni tecniche.
Poi arrivò il momento.
Dietro le quinte, le insegnanti fecero il solito discorso:
«Ragazzi, eccoci al grande giorno. Anche quest’anno avete dato l’anima. Siamo fiere di voi. Adesso non resta che andare là fuori e fare quello che sapete fare meglio: ballare. Divertitevi. E adesso… venite qui!»
Unimmo tutte le mani in cerchio e gridammo:
«MERDA! MERDA! MERDA!»
Era il nostro rito portafortuna.
Lo spettacolo cominciò.
Mi riscaldavo mentre dietro il sipario tutto prendeva vita. Poi arrivò il mio momento: l’assolo.
Entrai in scena. Le luci, la musica, il battito del cuore… ero viva. Libera.
Alla fine della coreografia, ci fu un boato dal pubblico e una voce sopra tutte:
«Quella è la mia ragazza!!»
Sorrisi. Era lui. Ma non avevo tempo per commuovermi: dovevo correre a cambiarmi.
Ballammo le ultime coreografie e… fine. Lo spettacolo fu un successo.
Uscita dal backstage, trovai tutti ad aspettarmi.
Javon fu il primo a farsi avanti, con un enorme mazzo di fiori.
«Sei fantastica. Ti prego… non smettere mai.»
«Te lo prometto.» Lo baciai con il cuore in gola.
«Sei una cosa spettacolare, Stella. Meriti il meglio del mondo!» disse Jessica abbracciandomi forte.
Anche DJ si congratulò con un sorriso sincero.
«Mi hai fatto emozionare… sei perfetta,» disse Camilla, stringendomi in un abbraccio che sapeva di casa.
«La mia migliore amica… e la miglior ballerina del mondo!» urlò Jad, stringendomi con forza.
«E tu sei il miglior giocatore di baseball del mondo!» risposi ridendo.
«Sono scioccata! Sei una forza della natura, amo!» aggiunse Jay, prima di andare via per un impegno con Nat.
Mentre ero ancora circondata dagli abbracci, vidi una figura familiare tra la folla, con un mazzo di fiori in mano.
Si avvicinò… e il cuore mi esplose nel petto.
«Papà!» urlai, correndo tra le sue braccia.
«Come sei brava, bambina mia!» disse, baciandomi sulla testa.
«Perché non mi hai detto che saresti venuto?!»
«Volevo farti una sorpresa… mi sono messo d’accordo con DJ.»
Lo guardai con gratitudine, e DJ mi sorrise con complicità.
Papà parlava con DJ, amici da una vita, mentre io ero con Javon, Jad e Camilla che continuavano a dirmi quanto fossi stata incredibile.
Il mio telefono squillò.
Javon mi guardò con curiosità.
Risposi, anche se non sapevo chi fosse.
«Bebecita…»
«Rafael? Perché mi stai chiamando?»
«Volevo sapere se ti andava di uscire. Lo so che sei fidanzata, ma… anche solo come amici.»
«No, Rafael. Sei sparito per mesi e adesso vuoi uscire? No, grazie.»
Riagganciai.
«Chi era?» chiese Javon, cercando di nascondere la tensione.
«Rafael. Voleva vedermi. Ma ho detto di no.»
Sorrise, fiero. Non disse nulla, ma i suoi occhi dicevano tutto.
Più tardi tornammo a casa. Avrei voluto stare con Jav quella sera, ma non poteva.
Mi feci una doccia lunga, calda, e mi buttai a letto. Ero distrutta.
Ma non riuscivo a smettere di pensare alla sorpresa di papà… e al fatto che mamma non fosse venuta.
Tra i pensieri mi addormentai.
La mattina dopo mi svegliò un profumo che conoscevo bene. Crepes.
Non mi svegliavo così da tempo.
Scesi di sotto.
«Buongiorno, bimba mia!» disse papà con un sorriso gigantesco.
«Buongiorno! Sembrano buonissime!»
Mi avvicinai e lo abbracciai.
Lui mi porse un piatto e le assaggiai.
«Promosso. Sono una delizia.»
Avere un papà così… era un dono. Mi sentivo fortunata.
«Piccolina, posso farti una domanda?»
«Devo preoccuparmi?» chiesi, sorridendo curiosa.
«Assolutamente no. Ma… perché tuo fratello non è venuto a vederti?»
Sospirai. Era il momento di parlarne.
«Perché non approva che io sia tornata con Javon. È vero, ho sofferto… ma è stato anche lui a tirarmi fuori dal mio DCA. Ed è cambiato. Ora è diverso.»
«Tesoro… lo capisco. Dagli tempo. Forse deve solo imparare a fidarsi di nuovo.»
«Grazie, papà. Sai sempre cosa dire.»
Mi abbracciò forte, mentre in cucina scese Camilla.
«Buongiorno zio, buongiorno amoreee!» disse allegra.
«Buongiorno a te, principessa! Vuoi le crepes?»
Camilla annuì. Anche loro due avevano un rapporto speciale, proprio come me col padre di Cami.
«Che fate oggi di bello?» chiese papà, servendoci da mangiare.
«Sai che non lo sappiamo nemmeno noi?» rispose Camilla ridendo.
«Allora ora sento DJ. È da troppo che non stiamo tutti insieme. Organizziamo un pranzo fuori.»
Io e Cami ci guardammo… e sorridemmo insieme.
Papà prese il telefono. Chiamò DJ.
Confermato: oggi si pranzava fuori, tutti insieme.
E per la prima volta, dopo tanto tempo… mi sembrava tutto perfetto.
spazio autrice
ei come và cosa ne pensate del nuovo nome e dalla nuova immagine?
fatemi sapere
un bacio🫀✨
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love each other again
FanfictionAnd I'ma love you girl The way you need Ain't no one gon' stop us He's what you want I'm what you need Baby, leave them high heel shoes 'Cause I love it when you're looking down at me I'm looking up at you FAN FICTION ITALIANA 🇮🇹 🥇#javonwannawalt...
