12 luglio
Cgi è il mio compleanno. Chi mi conosce davvero, sa quanto sia per me una cosa sacrosanta.
Appena scoccata la mezzanotte, il telefono iniziò a vibrare senza sosta: tantissimi auguri, uno dopo l’altro. Mi sentii profondamente felice, quasi sopraffatta da tutto quell’affetto.
«La nostra bambina è diventata maggiorenne!» esclamò papà, mentre versava dello spumante nei bicchieri.
«Tutti su i bicchieri!» continuò con un sorriso fiero. «Brindiamo all’amore, all’amicizia… e soprattutto a noi.»
Brindammo tutti insieme, i bicchieri si toccarono con un tintinnio che sembrava danzare nell’aria.
«Auguri, amore!» mi abbracciò Jayla, subito seguita dagli altri. Uno dopo l’altro, mi strinsero forte.
Il diciottesimo è un compleanno importante: molte ragazze si comprano vestiti lunghi, fanno feste pazzesche… ma io non ero così. Preferivo qualcosa di più intimo, vero.
L’unico a non farsi sentire a mezzanotte era Javon.
Di solito era il primo a farmi gli auguri. Gli brillavano gli occhi solo all’idea di passare il compleanno insieme. Ultimamente, però… era cambiato. Freddo. Distanziato.
Mentre tutti festeggiavano, mi sedetti in disparte, avvolta nella giacca di mio padre, che me l’aveva prestata per ripararmi dal fresco.
FLASHBACK
«La vuoi smettere!» urlai, ridendo, mentre Jav continuava a cantarmi “Tanti auguri”.
«Tanti auguri alla mia nana!» batté le mani, mettendo una candela su un muffin.
Quella sera eravamo usciti insieme. Solo noi.
«A tanti altri compleanni insieme,» disse, alzando la forchetta con un boccone di muffin.
«A tanti altri...» gli sorrisi come una bambina. Mi stavo innamorando per la prima volta.
Si avvicinò piano, lentamente, fino a far toccare le nostre labbra.
Ci staccammo, a corto di fiato.
«Nana, ti devo dire una cosa,» disse timido. «Ma ho paura di sbagliare.»
«Dimmi!» esclamai sicura.
«Ti amo,» disse tutto d’un fiato.
«Ridillo,» lo pregai.
«Ti amo. Ti amo. Ti amo.» Poi mi baciò. Io sorrisi.
«Sei mai stato così felice da toccare il cielo con un dito?» chiesi giocando con le sue dita.
«No, molto di più,» rispose, fissandomi negli occhi. «Almeno tre metri sopra il cielo.»
FINE FLASHBACK
Mi risvegliò dai ricordi la voce di Jess.
«Ehi, che succede?» si sedette accanto a me.
«Nulla,» forzai un sorriso, ma lei lo capì subito.
«Sai che puoi dirmi tutto.» Mi prese la mano con dolcezza.
«È solo che...» sospirai profondamente. «Ultimamente Jav è strano. Non mi carezza più, mi parla a stento, non è più lui. Non so cosa gli prende...»
Gli occhi cominciarono a bruciarmi, la gola si stringeva.
«Amore, ci parlerò io con lui, cercherò di capire che succede.» Mi accarezzò dolcemente. «Ora vai a festeggiare.»
Presi un calice di spumante e mi avvicinai alle mie amiche. Ridevano, scherzavano, così spensierate. Cercai di lasciarmi andare anch’io.
Tra una risata e l’altra, arrivò il momento dei regali.
«Grazie, non dovevate,» ringraziai i genitori del mio fidanzato. Mi avevano regalato una borsa elegantissima.
«Questo è da parte nostra!» Cami e Jad mi porsero una scatola.
«Dai, aprila!» esclamò entusiasta Cami.
Aprii la scatola. Dentro c’era una pergamena.
«Cos’è?» feci una risatina, incuriosita.
Lessi:
Cara zia,
Sarei felice che tu fossi la mia Madrina, capace di tenermi per mano quando io potrei averne bisogno.
Con te, vicino alla mia mamma e al mio papà, e sempre al mio fianco, so di sentirmi protetta e guidata nel mio cammino.
Ti ringrazio profondamente per essere qui, il giorno del mio Santo Battesimo, non solo a partecipare alla gioia, ma a condividerla con me.
La tua preziosa presenza è il più grande dei regali.
Con affetto,
Mamma, papà ed io.
Lacrime silenziose cominciarono a scendere. Non riuscivo a smettere di piangere dalla gioia.
«Vuoi essere la madrina della nostra bambina?» chiese Jad, con la voce tremante.
«Certo… certo che lo voglio!» li abbracciai forte.
Finimmo di scartare i regali, uno più bello dell’altro.
Ma ne mancava uno. Il suo.
E non parlo di un pacchetto: mancava lui. La sua presenza. E la cosa peggiore era che nemmeno gli importava.
POV Javon
Stavo tornando da casa di Anna. Accesi il telefono: dieci chiamate perse.
Mamma, papà, Jad, Jayla.
Mi gelò il sangue.
«Cosa succede?» chiesi a Jad, agitato.
«Cazzo, Jav. Se continui così non ti copro più!» sbottò.
«Ma che diavolo succede?!» chiesi di nuovo, frustrato.
«Davvero te ne sei dimenticato?»
Feci mente locale. Nulla.
«Non capisco!»
«È il compleanno di Stella! Sono diciotto anni che cade sempre lo stesso giorno… e tu te ne vai da un’altra? Fai schifo.» Riattaccò.
Cazzo. Avevo dimenticato il compleanno della mia ragazza.
Anna mi stava dando alla testa.
Preso dal panico, non sapevo se chiamarla o meno. Scelsi di tornare a casa.
Durante il tragitto cercavo una scusa plausibile.
Erano le 4 del mattino quando entrai. Mi tolsi piano le scarpe per non fare rumore.
«Dove sei stato?!»
La sua voce mi trafisse come una lama.
«Eh, mh… sono stato a correre. Sai che amo tenermi in forma…» Mentii male.
«Come si chiama?»
La guardai, confuso.
«La ragazza con cui mi tradisci.»
«Ma che dici…» cercai di ridere, nervoso.
«Pensi che sia scema? Sembro scema?»
«Lo sai che sei tu la donna della mia vita.»
«Quante volte l’hai detto ad altre?»
«Non so di cosa stai parlando!» urlai, furioso.
Mi avvicinai per accarezzarla.
«Levati! Mi fai schifo.» Mi respinse con rabbia.
Corse in bagno e si lasciò andare in un pianto disperato.
Vederla così… mi fece male. Tutta colpa mia. Non riuscivo a tenermi dentro i pantaloni.
«Auguri, Nana…» dissi attraverso la porta.
«Auguri un cazzo! Mi hai rovinato la festa!» urlò.
Mi addormentai, divorato dai sensi di colpa.
POV Stella
Per l’ennesima volta mi ero fidata. Mi sentivo vuota.
Avevo capito: l’amore non era per me.
Dentro di me rimbombavano pensieri tossici:
“Non sono abbastanza per lui. Ecco perché va da altre.”
Passai la notte in bagno, piegata a terra. Piansi finché non ebbi più lacrime da versare.
Aveva ragione mio fratello: non avrei mai dovuto tornare con Javon.
Mi alzai a fatica. Mi voltai verso lo specchio.
La mia immagine mi fece rabbrividire.
Occhiaie profonde cerchiavano i miei occhi.
I zigomi segnati da croste di sale e rabbia.
Gli occhi, gonfi e rossi, erano la prova viva del mio dolore.
Non era solo un compleanno rovinato.
Era il crollo di tutto ciò in cui avevo
spazio autrice
yo guys
come va?
oggi è il mio compleanno e ci regalo questo capitolo
fatemi sapere che ne pensate
un bacio✨
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love each other again
FanfictionAnd I'ma love you girl The way you need Ain't no one gon' stop us He's what you want I'm what you need Baby, leave them high heel shoes 'Cause I love it when you're looking down at me I'm looking up at you FAN FICTION ITALIANA 🇮🇹 🥇#javonwannawalt...
