Notizie dal Giappone

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Rispose dopo tre squilli.

"Eccomi." la salutó Mark, in video chiamata. Si era appena fatto la doccia, i capelli bagnati e spioventi sugli occhi gocciolavano ancora. Sorrise quando la vide. "...chiami sempre nei momenti più sbagliati!"

"Ah scusa...finito la doccia?" rispose Marty.

"No, l'ho interrotta a essere precisi. Ti avevo detto stasera verso le otto."

"Sì, ma speravo tu fossi già a casa. Scusami." replicó lei, con calma forzata. Moriva dalla voglia di chiedergli quella cosa.

Dimmi Mark, hai avuto visite di recente?

Si trattenne.
Doveva andarci cauta. Nulla era ancora chiaro a quel punto. Essere precipitosa nella gelosia era un erroraccio che aveva già fatto in passato.

"Sei fortunata, oggi l'allenamento è finito un po' prima. Colpa del maltempo. C'è stato un acquazzone. Campo pieno di fango, il mister ha preferito rimandare." raccontó Mark. "Sarebbe un problema se qualcuno di noi si infortunasse prima dell'ultima partita."  

"Hm, piove anche lì. Qui pure un tempaccio, al solito. Freddo, pioggia continua...gran bell'annuncio di estate." sospiró la bionda. 

"Ma cosa c'è che sei così ansiosa di sentirmi?! Praticamente mi hai ordinato di connettermi stasera. Successo qualcosa?" indagó lui, passandosi la salvietta sulla testa umida.

"Sì...ascolta...giovedì vengo in Italia. Ho un volo verso mezzogiorno."

Mark un po' ci rimase.
Sul suo volto si disegnó un'espressione stupefatta e forse contrariata. "...settimana prossima? Perché?!"

Marty sentì come un pungolo titillarle un nervo scoperto. "Perché mi va. Cosa c'è, non mi vuoi vedere?"

Mark scrolló i capelli bagnati. "Ma no, stupida... solo che eravamo d'accordo di vederci a Giugno. Sono un po' sorpreso. Ma che vieni a fare, non devi preparare la tesi?"

Marty deglutì. Si stava innervosendo. "Intanto l'ho già preparata. Devo finirla ti ho spiegato, e sono a un ottimo punto. Quattro giorni di vacanza non saranno un problema. E poi vorrei andare a quel ristorante, definire alcuni particolari con l'organizzazione. Hai fatto tutto da solo, ma anch'io devo dire la mia...no?"

"L'abbiamo pensato insieme il pranzo. Non ho fatto niente da solo. Hai un tono strano. Sei nervosa?" chiese Mark, corrugando la fronte.

"No, no...ma mi va di stare un po' con te...tu invece mi sembri seccato all'idea..." fece Marty, che stava compiendo uno sforzo mastodontico per non vuotare il sacco della sua paranoia.

"Sai che le novità mi destabilizzano. Oltretutto qui siamo sul termine di campionato, ci sono allenamenti impegnativi anche se siamo alla fine. Non potrei passare la giornata con te. Ti dovrai spostare da sola, in città." replicó Mark, e sollevó lo sguardo sopra lo schermo per qualche secondo, come se la sua attenzione  fosse stata catturata da qualcosa fuori dallo spettro della camera. Sembró annuire impercettibilmente.

"Ma dove guardi?" chiese lei.

"Eh?" fece il ragazzo, fissando di nuovo l'obiettivo del suo pc. "Ma niente...una mosca sulla tenda. Mi hai sentito? Non posso stare con te durante il giorno."

"E che sarà mai. Sono già venuta a Reggio a trovarti, prendo la tua macchina, ha il navigatore. So guidare meglio di te, amore."

Rose TeaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora