Risvegliarsi a casa, a Dublino, le lasciava ancora un senso di disorientamento, la mattina.
Dopo sei mesi dal ritorno in Irlanda con la coda fra le gambe, doveva adattarsi completamente al grande appartamento di suo nonno, e che ora era abitato da sua madre Joanne dopo il divorzio da Andrew Laughton.
Era molto spazioso, e permetteva alle due di coabitare senza darsi troppo sui nervi.
Non aveva potuto tornare da sua nonna Bree, che aveva vissuto come una specie di tragedia greca la notizia della rottura del rapporto con Mark. Non avrebbe sopportato le continue domande, gli inesauribili inviti a riconsiderare la situazione e a richiamare Lenders per ricucire, le continue lamentele sul fatto che si era lasciata scappare la possibilità di sposarsi ed essere felice.
Sua nonna non aveva capito che la principale responsabile di quella situazione era proprio la nipote. E a Marty non andava di spiegarle nel dettaglio cosa era successo con Ed.
Con sua madre, invece, era stato tutto inaspettatamente facile. In Joanne aveva trovato immediata solidarietà, anche perché sospettava che a lei il suo rapporto col ragazzo del ghetto giapponese (seppur milionario in quel momento) proprio non fosse mai andato giù.
Mark era lontano anni luce - come modi e temperamento - dal tipo ideale che Joanne desiderava per la figlia, e nel momento delle confessioni di Marty era emersa tutta quella antipatia.
«Ma tu pensa che rozzo, obbligarti a raccontare tutto davanti alla madre e ai fratellini...non poteva discuterne con te in privato??»
«I suoi famigliari sono il suo universo, sono tutto ció che ha...non voleva escluderli, e poi ritiene che io li abbia offesi...sapevo che avrebbe fatto così...»
«Sì ma un uomo vero non si comporta in quel modo! Avrebbe dovuto gestire la situazione da solo... invece di chiamare la mamma...e buttarti fuori di casa...eri sola a Yokohama!! Se non avessi trovato i biglietti aerei che avresti fatto?? Saresti andata a dormire da Ed?!»
«No! No, questo mai...avrei pernottato in un albergo, o sarei andata da Kibi a Tokyo...ma io...volevo al più presto tornare nel mio Paese...»
«Comunque, non ti nascondo che l'annullamento di queste nozze non mi è dispiaciuto. Certo abbiamo fatto una figuraccia con tutti gli invitati, ma è il mal minore. Quel tizio sará anche diventato ricco, ma non è adatto a te. Quando cresci in mezzo alla strada, la puzza della strada ti rimane addosso...»
«Mamma....hai capito che IO l'ho tradito? Io sono la disgraziata, anche se sono nata benestante. Nonostante tutti i soldi spesi per la mia educazione, non sono certo venuta su bene!»
«Touché....ma te l'avevo detto...con i miei geni non puoi pensare di essere un angelo immacolato. Sei piena di passione come me. Nemmeno tuo padre l'aveva capito, e insieme eravamo infelici. E torno a ripetere, a parte questo, che comunque quel Lenders presto o tardi avrebbe mostrato qualche difetto grave. Intanto, ti ha umiliata e non era necessario...anche se hai sbagliato.»
«Macchè, ho rovinato io la nostra storia. Forse non avrei dovuto stare qui a studiare, forse dovevamo coltivarla insieme...io credevo di volermi sposare...volevo la tranquillità di una famiglia felice! Tu guarda come sei finita, con tutta la tua PASSIONE. Sei sola e invecchierai sola. Non voglio che sia il mio destino...»
«Perché ...come sono finita? Sono libera. Sai cosa vuol dire LIBERA? Che posso gestire la mia vita come mi pare. Che se mi va di frequentare un uomo lo posso fare, o andare in crociera con due amiche, lo posso fare. Non ti conviene compatirmi perché, anche se sei più giovane, delle due quella che passa le giornate in camera a deprimersi sei tu. Ti eri convinta di costruirti il Mulino Bianco Felice con un tizio che conoscevi solo in minima parte... ma i nodi sono venuti al pettine eh??»
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Rose Tea
FanfictionDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
