Luglio a Yokohama

6 1 0
                                        

Arrivó Luglio.

A Yokohama la temperatura oscillava fra i 23 e i 25 gradi, ma c'era stata anche un po' di pioggia in quei giorni. 
Nel giardino dei Sawyer, che era un parco più che un giardino, Ed Warner meditava sui recenti sviluppi della sua vita.

C'era stata una conversazione accesa fra lui e il suo presidente riguardo il trasferimento al Porto.  Sawyer aveva accantonato l'atteggiamento possibilista sulla trattativa per assumere una strategia piú perentoria: non se ne parlava di cedere Ed.

Il motivo era Elise.
La presenza di Warner nella vita quotidiana della ragazza aveva portato un enorme miglioramento in lei. Parlava, si alimentava senza sforzo, qualche volta perfino sorrideva e aveva provato ad alzarsi dal letto e fare due passi, anche se necessitava sempre della sedia a rotelle.

Ed si era sentito moralmente obbligato ad andarla a trovare almeno tre volte a settimana, e aveva tralasciato perfino la programmazione delle vacanze.

In conseguenza di tutto ció, il suo datore di lavoro rifiutava di lasciarlo partire. Era atterrito all'ipotesi che sua figlia ripiombasse in uno stato di catatonia e inappetenza.

«Vorrei che tu le stessi vicino almeno finché sarà tornata a uno stato di parziale autonomia. Siamo su un'ottima strada. Elise ha lasciato a bocca aperta il suo dottore e le infermiere con questi miglioramenti. Dicevano che fosse quasi impossibile. Inoltre, ho notato che non cerca più crocifissi e rosari...pare che quel delirio sia finito. Tutto grazie a te, Ed. Dimmi cosa vuoi? Un ingaggio superiore? Vuoi una villa, una bella macchina?? Tutto, ma non andartene. Non adesso, aspetta qualche anno. Troveremo un accordo, sei un ragazzo ragionevole.»

«Presidente, credo che non si ricordi le nostre precedenti discussioni. Non è questione di denaro o benefit. Io voglio migliorare la mia carriera. Voglio trasferirmi in campionati di livello maggiore. L'allenatore del Porto è un asso della panchina, uno dei migliori al mondo. Lo sa questo. Avere la sua stima è un'occasione da non perdere. Vuole me. Perché vorrebbe tarparmi le ali, perchè?! È la mia vita." aveva rabbiosamente risposto Ed. «Attendere altro tempo vorrebbe dire rimettermi sul mercato alla soglia dei trent'anni. Lo capisce che sarebbe tardi?»

«No. Ci sono giocatori che hanno continuato fino ai quarant'anni. Hai tempo di imboccare tutte le strade che vuoi.» aveva replicato Sawyer.

«Non mi costringa a imboccare vie legali, piuttosto. Guardi che posso farlo.»

«Su che basi? Ci deve essere un motivo grave, e questo non lo è. Le ambizioni di carriera non contano, non puoi rescindere un contratto depositato in federazione in anticipo. Fallo, e vinceró io. Questo ti metterebbe in cattiva luce con futuri club. Passeresti da piantagrane nell'ambiente del calcio.»

Ed a quel punto aveva dovuto stringere i denti e soffocare tutta la sua frustrazione. Non c'era molto da replicare. Sawyer era nella posizione di forza. E oltre a lui, lo erano i suoi avvocati. Un intero studio legale gestiva gli interessi della Yokohama Flügels.

«So che è un sacrificio, ma credimi lo terró presente. E poi, tutto è nato da te, no? Tu hai scatenato i problemi di mia figlia, che magari sarebbero rimasti sepolti se tu...se tu non l'avessi mai avvicinata.» aveva aggiunto l'uomo, bevendosi uno scotch.

«Cosa?! Guardi che è stata Elise ad agire da stalker con me. Io non l'avevo incoraggiata. Anzi, avevo una mezza storia con un'altra ragazza e gliel'avevo perfin detto per non illuderla!»

«Ma non ti sei fatto problemi a sedurla. Questo non ti mette in una posizione da angioletto del presepe, ragazzo.» aveva detto Arthur, lapidario.

Rose TeaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora