"Sai che hai un bellissimo giardino, ma c'è un po' troppo verde qui." commentò Ed, osservando il grande parco di Casa Sawyer.
Elise, aiutandosi con le stampelle, lo raggiunse sul terrazzo della sua camera. "Che intendi dire?"
"Beh che avete un enorme prato, ma sarebbe il caso di aggiungere qualche elemento decorativo. Che so, qualche albero di ciliegio magari, una conca con delle carpe, qualche statua. A Tokyo, la proprietà dei miei genitori è circondata da un giardino tradizionale, e negli anni io, mio padre e mio fratello l'abbiamo migliorato. È molto più elaborato del vostro, abbiamo un sacco di gigli, ad esempio, un'infinità di gigli rossi. Danno colore." raccontò Ed. Indicó un punto col dito. "...vedi laggiù? Lì ci starebbero benissimo due alberi di pesco, in primavera fanno i fiorellini bianchi, e sotto potresti aggiungere una panca in pietra fatta semicerchio. Sarebbe un luogo ideale per sedersi e meditare."
Elise guardò attentamente, poi annuì. "Sì, sono d'accordo. Lo proporrò a mio padre."
Si girò poi a osservare il giovane portiere. "... ah e ascolta, ho parlato con lui. Ho parlato di te. Gli ho fatto presente che non mi piace vederti così afflitto, e che non può trattenerti qui. Il calciomercato in Europa si chiuderà il 31 agosto, e ormai siamo quasi alla fine di luglio. C'è ancora tempo perché tu trovi la tua strada lontano da qui. Hai discusso col tuo agente? Riguardo alla Juventus?"
Ed sospirò. " Il fatto è che sono loro a dovermi cercare. Non è che un calciatore telefona a una squadra e dice: salve, vorrei essere ingaggiato da voi. Lo sai come funziona. A parte la proposta del Porto, non si è fatto avanti nessun altro. Forse però è giusto così, magari sono io che avevo aspettative su me stesso troppo alte."
"Non dire sciocchezze. Lo sai di essere un campione, sei un portiere straordinario. Forse non si fanno avanti con te perché credono che tu voglia rimanere a Yokohama. Magari potresti dire al tuo agente di chiamare i rappresentanti della Juventus e far presente che ti consideri sul mercato. E poi loro troveranno un accordo con mio padre, che a questo punto non ti metterebbe più alcun paletto davanti. Questo te lo garantisco. Perché non ci provi?" gli suggerì Elise.
"Anche se per caso loro avessero un interesse per me, e questo è tutto da dimostrare, dovrei raggiungere Mark a Torino ." commentò amaramente Ed. "...giocare insieme a lui, e io non so se lo voglio più fare. Fuori dalla nazionale, intendo dire."
"Già... perché questo vorrebbe dire rivedere Marty, rivederli insieme come marito e moglie. E tu non lo potresti sopportare, vero?" intuì Elise. "... e se invece questo ti facesse bene? Sai forse, questo affetto così morboso per quella ragazza è nato dentro di te anche perché non li hai mai visti come coppia. Mi hai detto tu stesso che si sono messi insieme dopo la fine delle scuole superiori. Lontano dai tuoi occhi, ma se ora li vedessi come sono, innamorati e felici, la tua coscienza si farebbe sentire. E finalmente ti direbbe che non puoi metterti in mezzo all'amore fra due persone. Potrebbe anche essere così, ti pare?"
Ed ci pensò un po' su. "Sì, può essere vero. Del resto all'incontro con Mark, lei non è venuta. Non li ho mai visti come fidanzati. Per me lei è sempre la ragazza del liceo, libera e spensierata, ma non è più così. Tutto finisce. O meglio, tutto cambia nel tempo."
" Io vorrei solo che tu fossi felice." aggiunse la ragazza.
Ed si appoggiò alla ringhiera del terrazzo. "Non sembri più la stessa persona che sette anni fa manifestò tutti quei problemi. Davvero, sei migliorata. Ne sono contento."
"Il fatto che avevo oltrepassato il limite. Ed, mi sono convinta che esista una specie di linea, una linea rossa che non bisogna mai oltrepassare in questa vita. Che delimita la nostra condizione di equilibrio da una che non lo è più. È proprio come perdere una bussola, è come perdere l'orientamento. Sette anni fa ho scavalcato quella linea. Ricordo che quando tornavo a casa di sera e rientravo in questa camera rosa il mio primo pensiero andava Marty. E mi buttavo sul letto e pensavo a quanto la odiassi. Ripensandoci, quei ricordi mi spaventano. Ma poi ogni tanto nella vita capita qualcosa, capita che qualcuno tenda una mano e ti aiuti. Credo che mi sia andata così, qualcuno ha allungato un braccio e mi ha preso e mi ha riportato al di là della linea. Non voglio più tornare in quel posto. È stato come attraversare l'inferno. Una volta che guardi dentro l'abisso, ti assicuro che fai di tutto per non ripiombarci." raccontò Elise. "Quella persona che mi ha aiutato sei stato tu."
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Rose Tea
FanfictionDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
